I diesel uccidono davvero una persona ogni 15 ore?

L'abbiamo chiesto a due docenti e ricercatori di chimica presso le Università di Modena e di Roma. Ecco le loro risposte

I diesel uccidono davvero una persona ogni 15 ore?
Che le auto diesel (stranamente non si parla mai dei veicoli pesanti e di quelli commerciali) siano, dopo il noto Dieselgate, sempre più nell'occhio del ciclone degli ambientalisti e di certa pubblica amministrazione, non è una novità. L'obiettivo è sempre lo stesso: criminalizzare le vetture diesel per bloccarne la vendita e la circolazione a prescindere dalla loro classe di emissione e dalle future innovazioni, attribuendo a questi veicoli tutte le colpe dell'inquinamento dell'aria nei centri urbani. Il tutto con il beneplacito delle istituzioni spesso inette, incompetenti e in cerca di facili consensi e tutt'altro che disponibili ad un'attenta e più obiettiva analisi dell'argomento. Nel frattempo si diffondono le deliranti Fake news pseudo-ambientaliste impazzano con la complicità dei media generalisti. Ecco l'ultima: gli NOx delle auto diesel uccidono a Milano una persona ogni 15 ore. Ma è davvero così?
L'articolo è stato aggiornato il 29 maggio 2018 con il commento, in fondo, della prof.ssa Maria Pia Sammartino, docente e ricercatrice presso il Dipartimento di Chimica dell'Università di Roma "La Sapienza".

GLI NO2 SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

 Dopo il particolato (PM) ora è il turno degli NOx (ossidi di azoto) accusati dal Dipartimento di epidemiologia del Lazio in collaborazione con la onlus Cittadini per l'aria e la partecipazione di WWF Lombardia e Greenpeace, di causare a Milano la morte di una persona ogni 15 ore. Questo è ciò che emerge dall'indagine "NO2, No grazie. Stop ai diesel in città" come riferiscono vari quotidiani nazionali nei loro siti web. Definire tale affermazione quanto meno fuorviante,  infondata e non supportata da dati certi ci sembra il minimo. E' altresì evidente che nessun medico serio e responsabile possa diagnosticare e certificare che i decessi per tumore, infarto, ictus o altre patologie gravi siano imputabili agli ossidi di azoto. Dunque è legittimo sollevare molti dubbi sulla attendibilità di questi dati. Del resto, non possiamo dimenticare che l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel 2004 aveva previsto, nell'arco di un paio d'anni, decine di milioni di morti (anche in Europa) a causa dell'epidemia aviaria, circostanza poi fortunatamente non verificatasi. Però l'allarme orchestrato è stato enorme e furono venduti svariati milioni di dosi di vaccini rimasti inutilizzati come riporta qui ilGiornale.

IL PARERE DELLO  SCIENZIATO

 In merito a tali allarmistici dati abbiamo chiesto l'autorevole parere del Prof. Franco Battaglia, docente di chimica ambientale presso l'università di Modena e noto ricercatore presso prestigiosi atenei americani, tedeschi e italiani, autore di vari articoli su riviste scientifiche. Il Prof. Battaglia così si è espresso:

Effettivamente siamo al delirio

. Un morto ogni 15 ore!? (cortesemente i nomi...). Si superano i 40 microg/m3! Ebbene, la EPA (Environmental Protection Agency) americana considera entro livelli di sicurezza un'esposizione a NO2 pari a 200 microgrammi/metrocubo, leggi qui i limiti (100 ppb di NO2 corrispondono, appunto, a circa 200 microg/m3, e 53 ppb a circa 100 microg/m3, ndr). Molti non lo sanno, ma la principale fonte di esposizione a NO2 sono i fornelli di casa, ci sono studi americani a dimostrarlo. Tutto l'articolo è sbagliato, autore e persone lì nominate e coinvolte andrebbero perseguite per procurato allarme.
Del resto, il prof. Battaglia alcuni mesi fa aveva così commentato a proposito delle presunte vittime provocate dalle polveri sottili (PM) emesse sempre dai motori diesel. 
Qualcuno insiste con le polveri sottili che starebbero provocando una strage: mezzo milione di morti in Europa, dicono quei geniacci di Bruxelles. Ora, siccome hanno anche affermato che il contributo dei diesel a questa ecatombe è di 10 mila decessi, facendo l'aritmetica del caso si scopre che questo contributo è il 2%. Insomma, il 98% dei deceduti per polveri sottili non hanno nulla a che vedere col diesel.

NUMERI IN LIBERTA'

 Insomma sembrano numeri a casaccio senza alcun controllo rigoroso, quelli relativi ai decessi, messi lì per intimorire le persone e conferire drammaticità ad una realtà ben diversa. Perché è fin troppo evidente che in passato la qualità dell'aria nelle nostre grandi città (quelle del nord in particolare) era di gran lunga peggiore (anche per quanto riguarda gli NOx) stante l'assoluta mancanza di dispositivi e normative atte a limitare le emissioni nocive e l'uso massiccio del carbone nelle industrie e per i riscaldamenti domestici.

CUCINE A GAS PEGGIO DEL DIESEL

 Ci vogliamo soffermare sulla principale fonte di esposizione a NO2 citata dal prof. Battaglia: la fiamma dei fornelli delle cucine a gas delle nostre case. Queste sono alimentate a metano (gas di origine fossile abbinato spesso ai giacimenti petroliferi), considerato, a torto, carburante ecologico dalle nostre pubbliche amministrazioni tanto che le auto con impianto bi-fuel metano-benzina sono esentate dal blocco della circolazione al pari delle ibride ed elettriche. Qualcosa non torna: gli scienziati ci dicono, a ragion veduta, che i rischi maggiori da NO2 si corrono davanti ai fornelli alimentati a metano (e solo Dio sa quello che hanno respirato i contadini e i nostri nonni e bisnonni con le loro cucine economiche a legna o carbone), invece i nostri amministratori santificano il metano per autotrazione (produttore di NO2) e mettono al bando le auto diesel colpevoli di produrre NO2 oltre i limiti consentiti. Ma se è vero che varie vetture diesel non di ultima generazione superano su strada i limiti previsti in sede di omologazione con la precedente normativa NEDC (che non prevede la prova su strada), questo è altrettanto vero per le auto a benzina che però non vengono colpevolizzate dalla indagine in questione. Vale la pena ricordare che la normativa Euro 6 stabilisce un limite di NOx di 80 mg/km per le diesel e 60 mg/km per le auto a benzina, quindi si tratta di differenza non sostanziale.

IL CONTRIBUTO DELLE EURO 6

 Peraltro non è ben chiaro come avvenga in pratica il campionamento dell'aria e se attendibile, operazione affidata, a quanto pare, a singoli privati volontari facenti parte dell'associazione Cittadini per l'aria. L'indagine rileva inoltre che nel 2018 la concentrazione di NOx su Milano è scesa al 57% rispetto all'84% dello scorso anno. Tuttavia è singolare che a nessuno degli addetti ai lavori sia  venuto in mente che il miglioramento possa derivare dalle molte auto diesel nuove Euro 6 immatricolate nell'ultimo anno (oltre un milione in Italia).  E' innegabile che negli ultimi decenni la qualità dell'aria nelle nostre città sia migliorata notevolmente ma questo risultato, nascosto ad arte dai cosiddetti "catastrofisti" per partito preso, è stato ottenuto anche grazie agli enormi progressi dei motori endotermici (diesel compresi) in tema di emissioni. Alla luce di questa realtà oggettiva giudichiamo inaccettabile e ottusa la campagna anti-diesel. Le Case automobilistiche hanno gli strumenti per poter dimostrare alle istituzioni l'inattendibilità di questa assurda caccia alle streghe.

LA REPLICA DELLA  DOTT.SSA SAMMARTINO

L'articolo sarebbe considerato esilarante dalla comunita' scientifica e risulta uno scoop giornalistico infondatamente allarmante ed il progetto uno spreco di soldi. Risulta insolito l'avallo della dr.ssa Maria Grazia Perrone e un po' meno del Dr Massimo Stafoggia che, in base alla sua formazione in Scienze Statistiche, ha probabilmente elaborato dei numeri senza considerare la loro affidabilita' analitica. Poiche' i giornalisti potrebbero, anche in buona fede, interpretare in modo errato quanto acquisito da persone con formazione scientifica, sarebbe indispensabile chiedere ai suddetti conferma del loro avallo, descrizione completa del loro ruolo nel progetto e conclusioni basate sui loro risultati. Che un diesel produca piu' NOx di un veicolo a benzina e' una realta' ma un minimo di serieta' avrebbe richiesto di citare almeno una stima della percentuale di veicoli diesel sul parco macchine della citta'. Andrebbe anche considerato che a fronte della maggior quantita' di NOx un diesel produce meno monossido di carbonio che ha un limite di legge molto inferiore a quello degli NOx (controlla nell'allegato 11 del DLgs 155/2010)
Va sottolineato che il valore 40 microgrammi per metro cubo  e' fuorviante. Il DLgs 155/2010 stabilisce tale valore come limite per l'anno civile; poiche' la durata del monitoraggio e' di 1 mese (La rilevazione di biossido di azoto nell'aria è stata realizzata tra il 2 febbraio e il 2 marzo 2018) tale dato non ha senso tanto piu' che e' stato scelto un mese in cui sicuramente il contributo del riscaldamento domestico non trascurabile e lo strato di rimescolamento dell'aria piu' basso (minore dispersione degli inquinanti). Risulta invece del tutto oscuro il significato del dato 56% e di altri valori dati in seguito come %; % di che?
E’ ben noto che l’aria di un centro urbano e’ piu’ o meno inquinata ma definirla “tossica” (sorvoliamo sull’abuso del termine) attribuendone la tossicita’ esclusivamente agli ossidi di azoto prodotti dai diesel e’ del tutto infondato; cio’ equivale a dire che le auto a benzina, gli impianti di riscaldamento, le attivita’ industriali … non producono ossidi di azoto e che tutti gli altri composti considerati inquinanti, e pertanto soggetti a limiti dalla normativa, a Milano sono assenti. Anche nel seguente paragrafo si individuano motivi di sconcerto da parte di un esperto di monitoraggio ambientale è stata condotta dai cittadini volontari che hanno posizionato 157 campionatori nei pressi di scuole e asili; altri 39 campionatori sono stati posizionati vicino a parchi, giardini e aree giochi e, infine, 81 in altri luoghi di Milano. «Il motivo per cui abbiamo scelto questo periodo dell’anno è che in inverno la concentrazione di biossido di azoto è maggiore sia per le condizioni meteo che per la mancanza di riscaldamento», spiega Maria Grazia Perrone, una delle ricercatrici che hanno lavorato al progetto.

Non viene specificato il tipo di campionatori ma, a quanto mi risulta, ne esistono di 2 tipi: per monitoraggio a breve termine (8-24 h) o per 1-2 settimane; quindi non e’ stato corretto usarli per un mese a meno che non siano state periodicamente sostituite le cartucce. Comuni cittadini (pratica del fai da te inconcepibile in campo scientifico) non sono sicuramente in grado di posizionare correttamente i campionatori ed i risultati sono quindi inficiati in quanto sono influenzati da Temperatura, Umidita’ e velocita’ del vento. Per tale motivo, anche quando correttamente posizionati possono solo dare valori indicativi; il metodo di rilevazione corretto previsto dal su detto DLgs e’ la chemiluminescenza o metodi equivalenti (vedi sotto) e solo valori ottenuti con tali metodi possono essere confrontati con i limiti di legge. Aver scelto per il monitoraggio il periodo di massima concentrazione (si spera che “per la mancanza di riscaldamento” sia un errore di battitura) per confrontare i valori ottenuti, e comunque non riportati, con i limiti per l’anno civile e’ un evidente errore perche’ mediandolo con i periodi di concentrazione inferiore il risultato finale e’ sicuramente piu’ basso.
 

Pubblicato in L'esperto di SicurAUTO il 24 Maggio 2018 | Autore: Bruno Pellegrini


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