Crash test auto stampata in 3D: quanto è sicuro un veicolo di plastica?

Local Motors organizza il primo test dedicato ad un veicolo a guida autonoma prodotto grazie alla stampa 3D. Peccato che a 40km/h...

18 marzo 2019 - 21:48

Local Motors sceglie di mettere alla prova la sicurezza passiva del suo pod a guida autonoma Olli. Ecco allora il primo crash test dedicato ad un veicolo senza driver prodotto grazie alla stampa 3D. E se uno studio rivela che il 71% degli americani non si fida delle auto senza conducente, arriva questa prima risposta sotto forma di un chiaro messaggio per i detrattori. Olli supera il test contro una barriera rigida con qualche ammaccatura ma strutturalmente intatto. Insomma, nonostante sul fronte sicurezza ci sia ancora da fare, il pod autonomo vuole conquistarsi la fiducia dei clienti. Vediamo meglio il risultato del crash test ed in generale la filosofia che ci sta dietro Olli.

LA PRIMA VOLTA

In un soleggiato parcheggio in Arizona, Local Motors organizza il primo crash test dedicato ad un veicolo senza driver prodotto grazie alla stampa 3D, test eseguito a 40 km/h. Local Motors è una delle poche aziende in tutto il mondo che attualmente produce questi pod autonomi pensati per la mobilità urbana. L’obiettivo del brand è quello di distinguersi dai rivali proponendo il volto sicuro della stampa 3D attraverso i suoi veicoli. Local Motors ha pubblicato il filmato di due crash test realizzati alla fine dello scorso anno. Il brand è certo che si tratti di un importante passo avanti per aiutare il pubblico a capire quanto siano sicure queste navette 2.0. Eppure restano ancora multi dubbi da diradare soprattutto se si guarda a come il test è stato condotto (Leggi auto e cybersecurity i principali rischi).

APPROFONDIMENTO NECESSARIO

Come riporta The Verge, il test di Local Motors è chiamato a fare storia. Secondo il Ceo del brand americano: “Molte persone fanno semplicemente la domanda, ‘Bene, è sicuro o no? La risposta è, non solo è sicuro, ma sarà più sicuro in futuro”. Ricordiamo che le tecnologie driveless sono già state testate, con alterne fortune, sulle strade pubbliche degli Stati Uniti. Local Motors, dal canto suo, ha lavorato a veicoli stampati in 3D per circa cinque anni. Il debutto del brand risale al Detroit Auto Show del 2015 e, da allora, l’azienda ha testato oltre 2.000 combinazioni di materiali di stampa e rinforzando gli additivi impiegati. Oggi può stampare un intero modulo Olli in circa 10 ore, pensate che ne servivano ben 44 ore nel 2014.

I DETTAGLI DEL CRASH TEST

I crash test contro pareti fisse sono stati per anni uno dei modi migliori per testare la loro affidabilità in diversi scenari. Ecco allora due test: uno a 5 km/h e l’altro a 40km/h. Mentre a 5km/h il veicolo senza driver prodotto grazie alla stampa 3D rimbalza delicatamente contro la parete di impatto nel secondo test le cose vanno peggio. Olli sfreccia verso il muro le ruote si piegano e i vetri della navetta si frantumano in mille pezzi. Eppure la cornice stampata in 3D rimane quasi completamente intatta. Local Motors chiarisce che il vetro che si vede nel crash test non è dello stesso tipo che viene utilizzato nei pod testati su strade pubbliche. In questo caso l’azienda utilizza vetro stratificato ed i mezzi viaggiano a 30km/h. Ecco allora che il pod può essere una buona soluzione per le percorrenze urbane in strade chiuse al traffico ma potrebbe essere in pericolo nel caso di impatti a velocità maggiori contro altri veicoli o ostacoli (Leggi guida autonoma il 71% degli americani si dice preoccupato).

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