USA cancellano lo Start&Stop? Cosa sta succedendo e risvolti
USA addio allo Start&Stop: l'EPA mette sotto accusa l'efficacia del sistema di concerto con l'amministrazione Trump. Cosa cambia per l'auto
USA addio allo Start&Stop: l'EPA mette sotto accusa l'efficacia del sistema di concerto con l'amministrazione Trump. Cosa cambia per l'auto
Il sistema Start&Stop, progettato per ridurre consumi ed emissioni spegnendo il motore durante le brevi soste, è finito nel mirino delle autorità americane. In un recente documento sulla deregulation firmato dall’Environmental Protection Agency – EPA di concerto con l’amministrazione Trump, è stata infatti annunciata l’eliminazione dei crediti federali che ne avevano incentivato l’adozione. In altri termini, pur non vietando il dispositivo, la nuova norma rimuove i vantaggi regolatori che avevano garantito la diffusione dello Start&Stop su larga scala.
SOTTO ACCUSA: EFFICIENZA REALE VS DATI DI LABORATORIO
Il primo grande nodo della questione riguarda l’efficacia stessa della tecnologia. L’ente statunitense per la protezione dell’ambiente ha recentemente sollevato forti dubbi sull’effettiva utilità dello Start&Stop nel mondo reale. Se sulla carta e nei cicli di omologazione il sistema permette di dichiarare consumi inferiori, i dati rilevati su strada racconterebbero una storia diversa. L’usura precoce di componenti critiche, come i motorini di avviamento e le batterie ad alte prestazioni, comporterebbe costi di manutenzione che annullano il marginale risparmio di carburante ottenuto dall’automobilista.
Inoltre, le autorità sollevano dubbi sull’impatto ecologico dello smaltimento di queste batterie speciali, rendendo il bilancio ambientale complessivo molto meno entusiasmante di quanto ipotizzato in passato.
In sintesi, quella che era stata presentata come una soluzione “win-win” appare oggi come un espediente tecnico per superare i test di emissioni, più che un reale beneficio per l’utente finale.
DEREGULATION E IL NUOVO CORSO DI WASHINGTON
Dietro questa offensiva tecnica si cela una spinta politica ancora più profonda. La nuova amministrazione americana ha avviato un piano sistematico di smantellamento delle politiche ambientali restrittive ereditate dagli anni precedenti. L’obiettivo dichiarato è quello di liberare i produttori di auto da vincoli normativi considerati punitivi e costosi, favorendo una produzione più snella e vicina alle reali richieste del mercato interno. Cancellare gli incentivi o i mandati che obbligano all’adozione dello Start&Stop rientra quindi in una strategia di “deregulation” volta a ridurre il prezzo finale dei veicoli.
Per Washington, l’industria automobilistica deve tornare a focalizzarsi sulla performance e sulla durata dei motori a combustione interna, senza l’ossessione di dover limare pochi grammi di CO2 attraverso dispositivi complessi che complicano la vita ai consumatori e aumentano i costi di produzione nelle fabbriche americane.

RISVOLTI PER IL MERCATO E L’INDUSTRIA MONDIALE
È probabile che le conseguenze di questa decisione si faranno sentire ben oltre i confini degli Stati Uniti. Le case automobilistiche di tutto il mondo si trovano ora davanti a un bivio strategico: continuare a investire in tecnologie di micro-ibridazione per il mercato europeo e asiatico o seguire la semplificazione imposta dagli USA per ottimizzare i profitti? La frammentazione degli standard tecnici potrebbe infatti portare alla creazione di modelli specifici per il mercato americano, privi di Start&Stop e con architetture meccaniche più tradizionali.
Questo scenario pone una sfida enorme ai produttori europei, che esportano massicciamente negli States e che ora devono ricalibrare le proprie linee produttive. Se il mercato più influente al mondo (Cina permettendo) decide che il futuro non passa più per lo spegnimento automatico ai semafori, è molto probabile che l’intero settore accelererà il passaggio verso l’elettrico puro o, paradossalmente, tornerà a motorizzazioni termiche più semplici e robuste, segnando un punto di rottura definitivo con le strategie green dell’ultimo decennio.