Fintech Financial technology. Business concept on virtual screen.
Riparazioni auto pagate a rate: quali opportunità con il Fintech?
Il Fintech trasforma anche l’aftersales: più credito per i clienti, più opportunità per chi ripara. Intervista esclusiva a Michelangelo Bottesini (ItaliaFintech)
Il Fintech trasforma anche l’aftersales: più credito per i clienti, più opportunità per chi ripara. Intervista esclusiva a Michelangelo Bottesini (ItaliaFintech)
La digitalizzazione nell’automotive accelera mentre il parco circolante invecchia e richiede manutenzioni e riparazioni più frequenti o costose e talvolta inaspettate. Esattamente al centro di questi due trend inarrestabili c’è il Fintech, una soluzione finanziaria con un grosso potenziale di crescita per le officine indipendenti. Ne abbiamo parlato con Michelangelo Bottesini, Presidente di ItaliaFintech, che ci ha raccontato come le tecnologie finanziarie stiano trasformando non solo il credito e i pagamenti nel retail, ma anche l’aftersales automotive. Poter rateizzare un intervento imprevisto o costoso non è più un lusso o una scocciatura bancaria: è una scelta a portata di click, semplice, veloce e digitale. Nell’intervista esclusiva che segue, scopriamo come il Buy Now-Pay Later e altre soluzioni Fintech possano rappresentare una leva concreta per modernizzare l’offerta dei riparatori, fidelizzare i clienti e incrementare il volume d’affari, aprendo nuove strade per l’intero settore aftermarket. Questo approfondimento fa parte del più ampio 5° Aftermarket Report di SICURAUTO.it “Tech & Fintech, ricambi sostenibili e ricambio generazionale”.
Ci può spiegare in poche parole il mondo del Fintech, come si colloca nel panorama economico attuale? Che tipo di vantaggi concreti può portare?
“Il Fintech rappresenta l’innovazione tecnologica applicata ai servizi finanziari. Copre molte aree differenti:
- accesso al credito per imprese e cittadini – finanziamenti rateali direttamente online per acquisti di beni, facilitando l’accesso al credito senza passaggi bancari tradizionali;
- servizi di pagamento evoluti – permettendo a milioni di utenti di pagare servizi e beni tramite app in modo semplice e veloce, riducendo la necessità di contanti e di infrastrutture fisiche;
- servizi di investimento (piattaforme di trading, o di crowdfunding) con soluzioni di investimento personalizzate, con portafogli gestiti algoritmicamente anche per piccoli investitori;
- servizi Blockchain e Criptovalute;
- cybersecurity legata agli aspetti finanziari;
- analisi dati finanziari automatizzata;
Sta rivoluzionando il modo in cui cittadini, imprese e istituzioni accedono a prodotti finanziari, rendendo i servizi più efficienti, inclusivi, trasparenti e personalizzati.
Nel panorama italiano il Fintech si pone come un elemento chiave per la trasformazione digitale, contribuendo alla crescita economica e alla competitività soprattutto delle piccole e medie imprese che sanno cogliere le opportunità e recuperare produttività grazie alle soluzioni Fintech integrate con i loro servizi.
Se immaginiamo il mondo dell’aftersales automotive, i vantaggi concreti che il Fintech può portare vanno visti in due prospettive differenti:
- maggiore semplicità per i clienti nelle soluzioni di pagamento;
- maggiore disponibilità di accesso al credito e ampiezza di servizi per gli imprenditori;”

Quali sono i settori dell’economia dove il Fintech è attualmente più presente e sviluppato? C’è una visione/motivazione strategica che fa preferire determinati settori ad altri?
“Attualmente, i settori più sviluppati per soluzioni Fintech sono quelli legati ai pagamenti digitali, al credito al consumo, e ai servizi di investimento digitale.
La presenza forte del Fintech in questi settori nasce dalla combinazione di domanda diffusa, grandi volumi di transazioni, e la possibilità di digitalizzare processi tradizionalmente complessi, manuali o poco efficienti.
Inoltre, se pensiamo al mondo automotive anche l’insurtech risponde ad esigenze di mercato in rapida evoluzione, favorendo l’adozione di modelli innovativi nella gestione dei rischi (immaginiamo ad esempio le polizze ‘a consumo, che solo recentemente sono diventate disponibili grazie all’evoluzione e integrazione dei servizi digitali).”
È a conoscenza di soluzioni Fintech nell’Aftermarket Automotive, sia B2B che B2C?
“Sì, esistono soluzioni Fintech in questo settore, soprattutto focalizzate su forme di pagamento digitale, finanziamenti per riparazioni o acquisto di parti di ricambio, e servizi di gestione finanziaria per flotte aziendali. Tuttavia, l’adozione non è ancora massiccia e diffusa come in altri settori.”
Perché, secondo la sua esperienza, il settore delle riparazioni nel mercato aftermarket automotive – che in Italia vale miliardi di euro l’anno, a fronte di un parco circolante sempre più vecchio e quindi che necessita di manutenzione più frequente e a volte costosa — non è ancora stato raggiunto in modo diffuso dal Fintech?
“Nonostante l’importanza economica e il fatto che il parco auto italiano sia sempre più vecchio — quindi con una domanda crescente di manutenzione — il settore presenta alcune caratteristiche che rallentano la diffusione del Fintech:
- Frammentazione del mercato, molte piccole officine e operatori indipendenti con capacità limitate di investimento tecnologico.
- Modelli di business tradizionali, i servizi post-vendita sono ancora spesso gestiti con modalità consolidate, poco digitalizzate.
- Bassa percezione di necessità finanziaria, molti clienti finali considerano la manutenzione come una spesa a breve termine, poco abituati a finanziamenti o soluzioni digitali di pagamento.
- Regolamentazioni e compliance, in alcuni casi, la complessità normativa può frenare l’ingresso di nuovi player Fintech, e rendere poco agevole la comprensione dei servizi ai gestori delle officine, che come tutti i piccoli operatori non amano dedicare tempo agli adempimenti burocratici, ma cercano soprattutto la qualità e l’efficienza nelle loro attività di riparazione.”
Ritiene che il post-vendita automotive, sia pronto ad accogliere servizi diffusi come il “Buy Now-Pay Later” o altri strumenti finanziari digitali?
“Sì, il mercato si sta progressivamente aprendo a soluzioni come il BNPL, che rappresentano un’opportunità concreta per aumentare la capacità di spesa dei clienti e migliorare la customer experience. Per accelerare questa trasformazione è fondamentale un’educazione digitale e finanziaria sia degli operatori che dei consumatori. Credo che il trend che ha visto crescere enormemente le soluzioni di BNPL nei mercati retail (abbigliamento, elettronica, arredamento) possa anche essere esteso soprattutto al pagamento delle parti di ricambio o agli pneumatici.”
Può spiegarci meglio come funziona il meccanismo del Buy Now – Pay Later? Quali sono le fasi, le parti coinvolte?
“Il BNPL consente al cliente di acquistare un bene o un servizio immediatamente e pagare in più rate, spesso senza interessi se il pagamento avviene entro i termini prestabiliti (3-4 rate).
Le fasi principali sono:
- proposta del servizio dal riparatore al cliente, che sottoscrive un modulo o un form online;
- valutazione del rischio e approvazione da parte del provider Fintech (in tempo reale);
- pagamento immediato al riparatore da parte del provider Fintech;
- il cliente rimborsa l’importo al provider Fintech a rate, secondo le condizioni contrattuali sottoscritte (addebito su carta di credito principalmente, in alcuni casi anche addebito in conto corrente).”
Ci sono tassi d’interesse che i clienti devono considerare? In quali casi il servizio resta a “tasso zero” e in quali, invece, ci sono costi?
“Spesso il BNPL è proposto a tasso zero se il cliente rimane entro i termini di pagamento ridotti a 2-3 mesi. Esistono anche soluzioni con dilazioni prolungate, dove possono applicarsi interessi sul cliente (soluzioni con prestiti a 6-12 mesi molto simili ad un normale prestito con credito al consumo, ma più semplici da sottoscrivere perché con processi interamente online e digitali).”
Esistono commissioni per i commercianti che offrono BNPL? Se sì, quanto incidono sul margine di guadagno e perché per un commerciante potrebbe comunque valere la pena adottarlo?
“Sì, i commercianti pagano una commissione al provider BNPL, generalmente una percentuale sul valore della transazione (tipicamente tra il 2% e il 6%). Nonostante l’impatto sul margine, adottare il BNPL può aumentare il volume delle vendite, ridurre l’abbandono del carrello (per chi vende prodotti online) e migliorare la soddisfazione del cliente, rendendo l’investimento conveniente e strategico per molti operatori.
Quello che è accaduto storicamente nell’abbigliamento, e nel retail è stato un incremento del valore delle transazioni e un aumento considerevole dei clienti per chi ha iniziato ad offrire soluzioni Fintech di BNPL.
Soprattutto se guardiamo ai mercati UK e Germania dove il BNPL si è sviluppato anche come forma di pagamento accettata dalle grandi catene di officine, lo spazio di crescita in Italia è ampio e interessante sia per i clienti che per i gestori.
Il Fintech come tutte le grandi innovazioni ha un tempo iniziale di adozione lungo, ma poi diventa una abitudine e chi non si aggiorna rischia di rimanere poco competitivo nell’offerta di servizi rispetto ai propri concorrenti.”
