Noleggio vale il 33% del mercato auto in Italia: boom del breve termine
Noleggio italiano cresce del 3,3% grazie al breve termine. Exploit per ibrido plug-in, mentre il lungo termine soffre la tassazione penalizzante
Noleggio italiano cresce del 3,3% grazie al breve termine. Exploit per ibrido plug-in, mentre il lungo termine soffre la tassazione penalizzante
Nel secondo trimestre 2026, nel noleggio italiano, le vendite di veicoli (auto e commerciali leggeri) crescono del 3,3%: 166.000 immatricolazioni. A sostenere il comparto è il breve termine con un +23,7% di vendite, grazie a 10.000 targhe aggiuntive, di cui 9.000 vetture. Mentre il lungo termine accusa una flessione del 4,1%. Tuttavia, è necessario ricordare che nello stesso periodo del 2025 il NLT aveva registrato una forte spinta legata alle società captive e al bando Consip, con un picco eccezionale. Il comparto continua a mantenere una posizione importante sul mercato: la quota è del 33,1% sul totale delle consegne nazionali.
NOLEGGIO: IBRIDO PLUG-IN BOOM
L’alimentazione in evidenza è quella ibrida plug-in (+55,8%), che nel noleggio a lungo termine si posiziona ormai al terzo posto dopo benzina (mild hybrid compreso) e diesel, spiega l’Aniasa. Full Hybrid, elettrico e ibrido plug-in nel secondo trimestre arrivano nel NLT a una fetta di mercato del 35%. In ambito vetture, gasolio giù del -17,6%.
ALLARME TASSE
C’è un paradosso, dice il presidente Aniasa Italo Folonari: “Proprio il settore che più di ogni altro sostiene la modernizzazione della mobilità è colpito da misure fiscali penalizzanti (le ultime in ordine di tempo quelle sul fringe benefit e sull’IPT), ispirate principalmente a esigenze di cassa”.
Questi interventi, prosegue, “finiscono per aumentare costi e complessità a carico delle imprese italiane, riducendone la capacità di programmare investimenti”.
Il rischio concreto, la chiosa, “è di rallentare ulteriormente il ricambio del parco veicoli e di comprimere gli investimenti nella mobilità aziendale, turistica e cittadina, con effetti negativi sulla competitività del Paese e sulla qualità dei servizi di mobilità disponibili per cittadini e imprese”.

I MODELLI PREFERITI
Ecco la classifica dei top 5 modelli nel noleggio lungo termine per il periodo aprile-giugno 2026.
- VW Tiguan a 3.812 unità
- Fiat Panda a 3.778
- Peugeot 3008 a 3.469
- Fiat Grande Panda a 2.763
- BMW X1 a 2.481
Ecco i Top 5 modelli per il noleggio breve termine nello stesso periodo.
- BYD Atto 2 a 5.424 unità
- Peugeot 208 a 3.740
- MG ZS a 2.642
- MG 3 a 1.942
- Peugeot 2008 a 1.510
CHI È LEADER AL GIRO DI BOA
Nel long rent, analizzando i sei mesi, c’è da sottolineare la conquista del primato nella classifica degli operatori del NLT Passenger Cars da parte di Ayvens: sorpasso sia su Leasys sia su Arval. Il tutto per via di una quota di mercato superiore al 20%.
“L’accelerazione di Ayvens si è fatta più consistente proprio nel secondo trimestre, dove ha immatricolato quasi 21.000 auto, con una market share del 28%, rispetto alle quasi 18.000 di Arval, le 15.500 di Volkswagen Leasing e le 14.500 di Leasys“, illustra Dataforce.
“Leasys, invece, mantiene la leadership nel noleggio a lungo termine Light Commercial Vehicles, ma con una contrazione delle immatricolazioni che sfiora il 50%, mentre gli altri principali competitor (nel trimestre sono, nell’ordine, Arval e Ayvens), pur su numeri inferiori, contengono le perdite nei confronti dello stesso periodo del 2025“, la seconda considerazione.
QUESTIONE AUTO ELETTRICHE
La transizione energetica del parco circolante business appare sempre più una corsa a ostacoli, con un divario crescente tra le ambizioni normative e la realtà del mercato. Dataforce evidenzia come la scadenza del 2030, fissata dalla Commissione Europea per l’abbandono delle motorizzazioni termiche, risulti oggi un obiettivo fuori portata per le aziende, specialmente in Italia.
Il nostro Paese si conferma il fanalino di coda europeo nell’adozione dei veicoli elettrici puri (BEV). Nelle flotte aziendali, la quota di mercato delle BEV si attesta al 7,6% (con una media del primo semestre ferma al 6,6%). A questi ritmi, una conversione integrale entro il 2030 è da considerarsi irrealistica.
Il vuoto lasciato dal declino del diesel non è stato colmato dalle auto elettriche, bensì dalle ibride plug-in (PHEV). Nel secondo trimestre 2026, le PHEV hanno registrato un incremento delle immatricolazioni del 50%, raggiungendo una market share del 19,4%.
Il successo delle plug-in nel noleggio a lungo termine non è frutto di una preferenza tecnologica, ma di una convenienza economica: la scelta della motorizzazione PHEV è incentivata dalla minore incidenza sul fringe benefit rispetto alle auto termiche o alle full hybrid (HEV).
Le ibride normali non ricaricabili, con una quota del 10%, confermano di essere una soluzione orientata quasi esclusivamente al mercato dei privati, perdendo di efficacia come asset per le flotte aziendali.