Missione Valore: la bussola di Asso Service per il futuro delle officine
Missione Valore fotografa presente e futuro delle officine indipendenti del network Asso Service, il programma officine promosso dal Consorzio Assoricambi, tra sfide tecnologiche, generazionali e nuove competenze da sviluppare.
Missione Valore fotografa presente e futuro delle officine indipendenti del network Asso Service, il programma officine promosso dal Consorzio Assoricambi, tra sfide tecnologiche, generazionali e nuove competenze da sviluppare.
Nel mondo dell’autoriparazione indipendente, oggi più che mai, l’esigenza di consolidare e perfezionare le proprie potenzialità è imprescindibile a tutti i livelli della filiera automotive. È sulla base di questa esigenza del settore che si sviluppa la visione del Consorzio Assoricambi che ha lanciato Missione Valore, un’indagine qualitativa e quantitativa che ha coinvolto oltre 1.550 autoriparatori affiliati ad Asso Service, sviluppata attraverso un questionario di 80 domande, che ha toccato quattro aree strategiche: personale, struttura dell’officina, attrezzature e servizi al cliente. Questa iniziativa rappresenta un vero percorso di consapevolezza e sviluppo, costruito su basi analitiche, relazionali e strategiche delle reti di officine affiliate al Consorzio. Nei prossimi paragrafi vi raccontiamo alcuni dei dati esclusivi emersi dalla survey Missione Valore che Asso Ricambi – Golden Sponsor del 5° Aftermarket Report “Tech & Fintech, ricambi sostenibili e ricambio generazionale” – ha condiviso con SICURAUTO.it.
UN NETWORK FATTO DI PERSONE: NUMERI E GENERAZIONI A CONFRONTO
Attraverso un questionario strutturato somministrato agli autoriparatori, Asso Service ha dato avvio a un processo di classificazione che punta a valorizzare le potenzialità di ogni singola officina, rafforzando il legame tra gli autoriparatori Asso Service e i propri ricambisti di riferimento, creando le premesse per un’offerta di servizi sempre più mirata, personalizzata e di qualità.
I dati raccolti raccontano una rete solida, radicata nel territorio, ma anche attraversata da sfide profonde: su tutte, il tema della continuità generazionale e dell’evoluzione digitale.
I 4.647 addetti delle officine che hanno partecipato al sondaggio rappresentano una forza lavoro distribuita in modo eterogeneo. La media è di 3,4 addetti per officina, ma la maggioranza delle realtà operative (68%) ha 3 o meno dipendenti: un dato che sottolinea l’artigianalità e la dimensione familiare del network. Il tema è stato affrontato anche nell’intervista di SICURAUTO.it ad Alfredo De Massis che ha spiegato le dinamiche familiari nel passaggio generazionale.

IL 68% DI AUTORIPARATORI HA PIU’ DI 35 ANNI
L’analisi dell’età degli autoriparatori mette in luce una realtà ben conosciuta nel settore: la maggior parte di chi ogni giorno lavora in officina ha più di 35 anni (68%), e un terzo del personale è già over 50 (32%). I giovani rappresentano una minoranza: solo il 32% degli addetti ha meno di 35 anni, e appena il 12% è under 25.

La “piramide demografica” delle officine ci racconta chiaramente la sfida più urgente: costruire un ambiente in grado di attrarre, formare e valorizzare le nuove generazioni. Senza nuova forza lavoro e senza un ricambio programmato – anche nel lungo periodo – rischiamo di vedere il mestiere dell’autoriparatore impoverirsi di competenze ed esperienza.

Un aspetto analizzato anche in un’altra intervista di SICURAUTO.it al sociologo Prof. Daniele Marini, che ha illustrato le ragioni per cui il lavoro in officina fatica ancora a ottenere il riconoscimento e l’attrattività che merita.
Un segnale incoraggiante arriva dal fatto che il 30% delle officine ha già avviato un percorso di passaggio generazionale, dimostrando attenzione alla continuità dell’impresa e alla trasmissione delle competenze. Tuttavia, il restante 70% non ha ancora previsto un ricambio generazionale o, peggio ancora, tende a sottovalutare la questione, esponendo il comparto al rischio di un vuoto di professionalità nei prossimi anni.
Nonostante queste incognite, la percezione di stabilità resta elevata: l’85% delle officine si vede ancora in attività fra cinque anni. Il 15% degli intervistati prevede invece scenari diversi, tra chi ipotizza la chiusura definitiva (10%) e chi prevede la cessione dell’attività (5%).
Questi dati mettono in evidenza la fiducia e il forte radicamento sul territorio degli autoriparatori. Dall’altro lato, dovranno farsi trovare preparati per intercettare in tempo le situazioni di criticità, evitare la perdita di competenze preziose, favorire cessioni strutturate o sostenere processi di aggregazione per rispondere alle esigenze delle comunità locali. La sfida del settore sarà trasformare questa volontà di continuità in progetti concreti, capaci di garantire la trasmissione delle competenze e la sostenibilità delle aziende nel tempo.

TECNOLOGIA E STRUMENTI: TRA GAP E POTENZIALITÀ
L’infrastruttura digitale rappresenta un altro asset chiave analizzato da Missione Valore. Oggi, il 54% delle officine intervistate dispone di un software gestionale per i preventivi e i clienti, ma circa il 46% ne è ancora privo. Questa varietà fotografata dall’analisi mette in luce un potenziale significativo di crescita ed evoluzione dei processi aziendali, che può essere affrontato con maggiore efficacia grazie al supporto concreto di un network come Asso Service, capace di offrire strumenti, conoscenze e soluzioni su misura attraverso i propri associati.
La disponibilità di strumenti di diagnosi tradizionali è diffusa tra gli autoriparatori: il 69% delle officine possiede due o più strumenti per la diagnosi, mentre il 31% di officine ha dichiarato di averne solo uno.
Sul fronte delle banche dati tecniche, i numeri sono più rassicuranti: il 55% delle officine dichiara di utilizzarne una, il 22% ne ha almeno 2, il 6% ne utilizza più di 3. Tuttavia, risulta un’importante percentuale di officine sprovviste di qualsiasi banca dati: ben il 16%.

Anche la possibilità di effettuare la diagnosi remota, strumento ormai imprescindibile in un settore che vede le auto divenire sempre più connesse, è ancora appannaggio di una minoranza di meccatronici: solo il 35% delle officine intervistate dichiara di utilizzare un servizio di diagnosi remota. Un dato che racconta un potenziale miglioramento nell’apertura alla diagnosi avanzata e alla corretta manutenzione dei veicoli moderni.

MISSIONE VALORE: “NON È UN’OPZIONE MA UNA NECESSITA’”
Di fronte alla trasformazione del parco circolante, all’elettrificazione, alla digitalizzazione dei processi e alle richieste sempre più articolate degli automobilisti, la competitività dell’officina indipendente passa dalla qualità, dalla formazione e dall’accesso a strumenti adeguati. “In un contesto in cui la concorrenza aumenta e l’automobilista è sempre più informato ed esigente, garantire un servizio d’eccellenza non è più un’opzione ma una necessità. Oggi, la qualità non si improvvisa più, si costruisce con metodo, strumenti e confronto”, ha spiegato Massimiliano Ferlini, responsabile sviluppo area autoriparativa di Asso Ricambi.
