Messico come UE e USA: dazi del 50% sulle auto cinesi
Messico: dazi su auto cinesi aumentano dal 20 al 50% per proteggere l'industria nazionale. Ma forse c'è lo zampino di Trump
Messico: dazi su auto cinesi aumentano dal 20 al 50% per proteggere l'industria nazionale. Ma forse c'è lo zampino di Trump
Il Messico ha intenzione di fare come l’Unione Europea e come gli Stati Uniti imponendo un dazio del 50% sull’importazione di autovetture e ricambi auto prodotti in Cina. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia messicano, Marcelo Ebrard, che ha denunciato l’ingresso nel Paese di veicoli e componentistica auto sotto il prezzo di costo come strategia di Pechino per conquistare quote di mercato. Il provvedimento fa parte del Paquete Económico del 2026 che nelle prossime settimane sarà sottoposto al voto del Congreso de la Unión, dove peraltro la maggioranza al potere dispone di un ampio margine.
MESSICO: DAZI SU AUTO CINESI DAL 20% AL 50%
Come riporta il quotidiano messicano El Universal, l’aumento dei dazi non riguarda solamente automobili e ricambi ma colpisce prodotti provenienti da 19 settori industriali strategici, inclusi acciaio, tessile, plastica ed elettronica, e 1.463 categorie merceologiche (per un valore di 52 miliardi di dollari), attualmente soggette a tariffe d’importazione che vanno dallo zero al 35%. Sulle auto cinesi, per esempio, oggi si applica un dazio del 20% e sui ricambi del 35%, ma presto saliranno entrambi al 50%, ovvero il massimo consentito dall’Organizzazione mondiale del commercio. Anche le motociclette subiranno un dazio del 35%.
MINISTRO MESSICANO: “PROTEGGERE L’INDUSTRIA DALLE AUTO CINESI A BASSO COSTO”
Il ministro Ebrard ha sottolineato che l’aumento dei dazi è necessario per proteggere l’industria automobilistica locale, già destabilizzata dalle recenti decisioni di Trump, che dà lavoro a circa 325.000 persone nei grandi centri industriali di Città del Messico, Nuevo León, Jalisco, Estado de México, Querétaro e altre zone del Paese. “Il provvedimento riguarda i prodotti che importiamo da Paesi con i quali non abbiamo accordi di libero scambio, come appunto la Cina“, ha precisato il ministro. “Pechino esporta in Messico automobili a prezzi inferiori a quelli di costo, ed è una chiara strategia per guadagnare quote di mercato. Oggi due veicoli leggeri su dieci commercializzati in Messico provengono dalla Cina. L’industria automobilistica messicana rappresenta però il 23% della produzione nazionale, quindi abbiamo il dovere di proteggerla“.

DAZI MESSICO SU AUTO CINESI UN FAVORE A TRUMP?
Tuttavia c’è chi pensa che aumentando i dazi sulle auto cinesi dal 20 al 50%, il governo messicano abbia in realtà ceduto alle pressioni, sostenute da minacce di ritorsioni doganali, dell’amministrazione Trump, la quale temeva che il Messico potesse rivelarsi una facile porta secondaria per i prodotti cinesi in entrata negli Stati Uniti. Tra l’altro il Messico non può nemmeno permettersi una ‘guerra commerciale’ con il ricco (e scomodo) Paese confinante perché l’80% delle sue esportazioni è destinato proprio agli Stati Uniti. Nello specifico, il Messico esporta quasi tre milioni di automobili negli USA ogni anno, comprese auto e camion assemblati in loco da aziende automobilistiche statunitensi ed europee. Insomma, meglio chiudere alla Cina che inimicarsi Trump.