IP passa agli azeri di SOCAR: ma c’è il rischio Golden Power

IP passa agli azeri di SOCAR: ma c’è il rischio Golden Power

IP passa agli azeri di Socar che acquisiscono il 99,82% delle quote di Italiana Petroli. Ma l'esercizio del Golden Power potrebbe bloccare tutto

 

IP passa agli azeri di Socar che acquisiscono il 99,82% delle quote di Italiana Petroli. Ma l'esercizio del Golden Power potrebbe bloccare tutto

24 Settembre 2025 - 13:00

IP e SOCAR hanno formalizzato l’accordo che prevede l’acquisizione del 99,82% delle quote di Italiana Petroli da parte della compagnia petrolifera di Stato dell’Azerbaigian. L’ufficialità, dopo i ripetuti rumors delle ultime settimane, è giunta a Baku in occasione del primo Azerbaijan International Investment Forum. La cessione all’estero di una delle principali società energetiche italiane, fino a ieri di proprietà dalla API Holding della famiglia Brachetti Peretti, ovviamente non sta passando inosservata, sollevando dubbi e preoccupazioni sulle perdita dell’ennesimo asset strategico del nostro Paese. Al punto che c’è chi chiede al Governo di applicare il Golden Power per tutelare la sicurezza e la sovranità energetica nazionale.

IP PASSA AGLI AZERI DI SOCAR: I TERMINI DELL’OPERAZIONE

Non a caso, il comunicato che ufficializza il passaggio di IP agli azeri di SOCAR vincola la cessione all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari (in materia di antitrust, sovvenzioni estere e, appunto, Golden Power), stimando che il closing possa intervenire entro il primo trimestre del 2026. Ignoti, per il momento, i termini finanziari dell’operazione, ma secondo le indiscrezioni SOCAR (acronimo di State Oil Company of Azerbaijan Republic) avrebbe messo sul piatto circa 3 miliardi di euro per battere la concorrenza della svizzera Gunvor e della Bin Butti di Abu Dhabi, anch’esse interessate a IP, acquisendo un gruppo con 1.600 lavoratori diretti, la seconda rete di distribuzione di carburanti in Italia con 4.500 stazioni di servizio, due raffinerie a Falconara e Trecate con una capacità di raffinazione di oltre 10 milione di tonnellate di greggio (circa 200.000 barili al giorno) e un sistema di logistica che copre l’intero territorio italiano.

Dopo aver definito l’accordo, sia API Holding che SOCAR hanno rassicurato sulle prospettive future di IP, in particolare la compagnia azera ha annunciato che intende agire in continuità per “preservare e valorizzare la forte posizione di mercato di IP e la sua reputazione“, assicurando una fornitura stabile di servizi di alta qualità ai propri clienti, partner e stakeholder. SOCAR, inoltre “preserverà i livelli occupazionali” e, in linea con la strategia del gruppo, “la tutela dell’ambiente rimarrà una priorità” per le sue attività in Italia.

CHE COS’È IL GOLDEN POWER?

Ma nonostante queste rassicurazioni, e sebbene le relazioni tra Italia e Azerbaigian siano comunque storicamente solide, soprattutto in campo energetico, non è ancora escluso che il Governo italiano possa ricorrere allo strumento del Golden Power per bloccare la cessione di IP a una compagnia petrolifera di Stato straniera. Il GP, ricordiamolo, è insieme di ‘poteri speciali’ che l’Esecutivo può esercitare per proteggere gli asset strategici nazionali da scalate ostili o da operazioni che potrebbero compromettere la sicurezza e gli interessi del Paese. La normativa, regolata dal Decreto Legge n. 21/2012 e successive modifiche, si applica a settori chiave come la difesa, la sicurezza, le comunicazioni e, appunto, l’energia. Nel caso della cessione di IP a SOCAR, l’operazione ricade pienamente nell’ambito di applicazione del Golden Power, visto che la rete di oltre 4.500 distributori di carburante e la capacità di raffinazione di 10 milioni di tonnellate annue sono considerate infrastrutture critiche per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell’Italia.

IP passa agli azeri di SOCAR Golden Power

IP VENDUTA ALL’ESTERO: IL GOVERNO DEVE DECIDERE SE INTERVENIRE

Adesso, quindi, che succede? Una volta che l’operazione verrà formalmente notificata alla Presidenza del Consiglio, il Governo avrà 45 giorni di tempo per decidere se dare il via libera senza condizioni, apporre delle condizioni o delle prescrizioni per garantire la tutela degli interessi nazionali (p.es. il mantenimento dei livelli occupazionali, dei piani di investimento o garanzie sulla continuità delle forniture), oppure esercitare il veto, bloccando di fatto la cessione, ma solo se riterrà che esista un eccezionale e non mitigabile pregiudizio per gli interessi essenziali dello Stato.

Dal mondo politico si sono già alzate voci di protesta, o quanto meno di preoccupazione, in merito alla vendita a uno Stato estero dell’italianissima IP. Voci che non provengono solo dall’opposizione, come è normale che sia per il gioco delle parti (il senatore Mario Turco, vicepresidente M5S, ha parlato di “svendita” e “grave rischio strategico“), ma anche dai partiti di maggioranza: ad esempio il deputato Luca Squeri, responsabile Energia di Forza Italia, ha detto che l’operazione IP – SOCAR “merita la massima attenzione da parte del Governo” e che, laddove ne ricorrano i presupposti si dovrebbe “valutare anche l’esercizio del Golden Power“. Insomma, i prossimi 45 giorni saranno da seguire con molta attenzione.

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