Fari Xellens
Fari rubati, arriva la marcatura che li rende identificabili: tecnologia che “parla” con la Polizia
Xellens imprime all’interno del policarbonato un codice univoco associato al veicolo e al proprietario. Il componente può essere così identificato e verificato attraverso una banca dati: un sistema pensato per contrastare la ricettazione dei fari rubati
Xellens imprime all’interno del policarbonato un codice univoco associato al veicolo e al proprietario. Il componente può essere così identificato e verificato attraverso una banca dati: un sistema pensato per contrastare la ricettazione dei fari rubati
Il furto dei fari rappresenta un problema crescente per automobilisti e compagnie assicurative, se ne parla da anni sui media e anche SICURAUTO.it ci ha dedicato numerosi articoli, già dal 2017. Secondo la rassegna stampa raccolta da Next Automotive Solution, ideatrice del brevetto Xellens®, gli episodi interessano ormai l’intero territorio italiano, comprese aree storicamente considerate più sicure, e il fenomeno è in crescita anche nel resto d’Europa. Il problema riguarda in particolare i veicoli più recenti. Una stima elaborata da 24 Consulting sulla base di dati ACI e Car Clinic, indica che sui veicoli fino a tre anni di vita il furto dei fari rappresenterebbe il 60% dei furti parziali, mentre per i veicoli con età compresa fino a sei anni la quota sarebbe del 45%.
I fari costituiscono un obiettivo particolarmente interessante per chi opera nel mercato illecito dei ricambi per una serie di caratteristiche: possono essere smontati rapidamente, hanno un valore unitario elevato, sono richiesti dal mercato aftermarket e possono essere compatibili anche nei restyling di uno stesso modello. A questo si aggiunge un elemento determinante: la difficoltà di identificare la provenienza di un componente una volta separato dal veicolo.
XELLENS, UN CODICE IDENTIFICATIVO IMPRESSO NEL FARO
È proprio su questo ultimo aspetto che interviene Xellens®, sviluppato da Next Automotive Solution e oggetto di brevetto italiano e internazionale, azienda specializzata in sistemi per la deterrenza al furto e l’identificazione di veicoli e componenti.
La tecnologia consente di personalizzare i gruppi ottici anteriori attraverso l’apposizione di un codice identificativo univoco, denominato Xellens® Code, associato al proprietario e al veicolo. Il codice non viene applicato come un adesivo o come una marcatura superficiale: viene impresso all’interno del policarbonato del faro.
Secondo la documentazione tecnica ricevuta dall’azienda, la marcatura viene realizzata in pochi secondi e può essere effettuata direttamente sul veicolo, senza la necessità di spostarlo. Il processo è progettato per ridurre il rischio di errore durante l’operazione.
Il risultato è una marcatura nitida, discreta e immersa nello spessore del policarbonato. La documentazione relativa ai test di eliminazione condotti da enti indipendenti, sottolinea inoltre che la rimozione del codice richiederebbe di intervenire fisicamente sulla lente trasparente del faro, compromettendone l’integrità e rendendolo quindi difficilmente ricollocabile.
DAL FARO ALLA BANCA DATI
La marcatura, da sola, non sarebbe sufficiente. Il punto centrale del sistema Xellens® è infatti il collegamento tra identificazione fisica del componente e infrastruttura digitale. Next Automotive Solution ha sviluppato una piattaforma informatica proprietaria che centralizza i processi legati alla marcatura e alla gestione dei dati. Il sistema comprende una banca dati nella quale vengono raccolte le informazioni associate ai codici e un portale dedicato attraverso il quale i dati possono essere messi a disposizione delle Forze dell’Ordine e dei privati cittadini.
È questo passaggio a trasformare il codice impresso nel faro da semplice elemento identificativo a strumento di verifica. In caso di controllo, infatti, il codice può essere cercato attraverso il portale di Next per verificare eventuali segnalazioni di furto.
Rendere pubblica la banca dati permette ai privati di verificare con certezza l’origine di un faro dotato di codice Xellens®, sia in caso di acquisto diretto (anche online) sia tramite rivenditori, ricambisti o demolitori.
L’obiettivo è rendere più difficile la ricettazione di un faro rubato: un componente che può essere riconosciuto e verificato è meno collocabile sul mercato rispetto a un ricambio completamente anonimo.

UNA BARRIERA IN PIÙ CONTRO LA RICETTAZIONE TESTATA DA TÜV E JENIOT
L’efficacia di Xellens® nel contrastare il mercato dei ricambi rubati si basa su rigorosi test. I laboratori indipendenti di TÜV Italia e JENIOT (Gruppo Generali) hanno infatti dimostrato l’impossibilità di rimuovere il codice identificativo senza distruggere irreparabilmente il faro.
Non potendo cancellare la marcatura per nasconderne la provenienza illecita, il componente diventa praticamente impossibile da ricollocare sul mercato.
La tecnologia Xellens® non si limita quindi a cercare di impedire il furto, ma colpisce il cuore della filiera criminale: rende il faro rubato invendibile e quindi privo di valore economico.
IL PROTOCOLLO CON LA POLIZIA DI STATO
Il progetto ha compiuto un ulteriore passo sul fronte istituzionale con la firma, a fine giugno 2026, del nuovo Protocollo d’Intesa tra Next Automotive Solution e il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato.
Nell’ambito dell’intesa i reparti della Polizia Stradale potranno interrogare il portale in autonomia e verificare se il faro identificato risulta presente nella banca dati e se è associato a una denuncia di furto.
È questo l’elemento che dà concretezza ad una tecnologia che “parla” con la Polizia: il codice fisicamente presente sul componente può essere collegato a una banca dati consultabile durante l’attività di controllo.
DAL COMPONENTE ANONIMO AL COMPONENTE IDENTIFICABILE
Il principio è semplice: se un faro può essere associato in modo univoco a un veicolo, registrato in una banca dati e successivamente verificato dalle Forze dell’Ordine, perde una parte importante dell’anonimato che ne ostacola la ricollocazione.
È un approccio che unisce marcatura fisica, identificazione digitale e collaborazione istituzionale. La sfida, ora, sarà capire quanto questo modello riuscirà a diffondersi sul parco circolante e nella filiera automotive e quale impatto potrà avere concretamente sul mercato dei fari rubati.
Perché, se oggi un faro può essere smontato e rivenduto senza lasciare una traccia facilmente verificabile, l’obiettivo di Xellens® è fare in modo che quella traccia rimanga impressa direttamente nel componente. E che, quando necessario, possa essere letta anche dalle Forze dell’Ordine, dai privati cittadini e dalla filiera dell’automotive.