Crisi dell’auto: Renault taglierà 3.000 posti di lavoro

Crisi dell’auto: Renault taglierà 3.000 posti di lavoro

Renault taglierà 3.000 posti di lavoro per razionalizzare i costi. La crisi finanziaria continua a colpire il settore auto in Europa

 

Renault taglierà 3.000 posti di lavoro per razionalizzare i costi. La crisi finanziaria continua a colpire il settore auto in Europa

7 Ottobre 2025 - 16:30

Renault sta studiando una riorganizzazione interna che prevede la riduzione di circa 3.000 posti di lavoro a livello globale. L’indiscrezione, riportata da fonti giornalistiche francesi come L’Informé e rilanciata da Reuters e Bloomberg, parla per la precisione di un piano di contenimento dei costi denominato Arrow che colpirà principalmente il personale delle aree amministrative, tra cui risorse umane, finanza e marketing, interessando circa il 15% della forza lavoro in questi reparti. La notizia dei possibili tagli, ancora da confermare, arriva in un contesto di difficoltà finanziarie per il gruppo, segnato da una perdita netta di 11,2 miliardi di euro nel primo semestre del 2025, inclusa una svalutazione di 9,3 miliardi sul partner Nissan.

IL PIANO DI RENAULT PER TAGLIARE 3.000 DIPENDENTI

Il piano Arrow mira a ottimizzare le spese operative di Renault, con l’obiettivo di ridurre del 15% il personale non direttamente coinvolto nella produzione. In base ai rumors, i tagli saranno attuati attraverso un’offerta di licenziamento volontario, rivolta sia alla sede centrale di Boulogne-Billancourt, vicino a Parigi, sia ad altre strutture nel mondo. L’Informé ha scritto che la decisione finale verrà presa entro la fine del 2025, dopo consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori. Renault impiega attualmente circa 98.600 dipendenti in tutto il mondo, e questa mossa non dovrebbe toccare le linee di produzione diretta. Il nuovo CEO François Provost (nella foto in basso), insediato a luglio 2025 dopo il passaggio di Luca De Meo al gruppo Kering, ha ereditato una situazione complessa, con margini di profitto in calo e un utile netto dimezzato rispetto all’anno precedente, sceso a 461 milioni di euro.

RENAULT, UN FUTURO TUTTO DA DECIFRARE

Gli obiettivi di Renault nel prossimo futuro riguardano il ripristino dei margini operativi, il miglioramento del rating creditizio e l’adattamento a un mercato in rapida evoluzione. Ma non sarà semplice raggiungerli perché la svalutazione record su Nissan ha accentuato le perdite, mentre la concorrenza dei produttori cinesi e i dazi statunitensi hanno complicato la strategia di ripresa. Il gruppo francese sta investendo nella transizione verso i veicoli elettrici, ma i costi elevati e la domanda incerta frenano i progressi. Analisti del settore sottolineano che queste misure di razionalizzazione sono necessarie per liberare risorse da destinare a ricerca e sviluppo, in un contesto in cui il titolo Renault ha registrato un calo del 3,7% a metà giornata dell’annuncio, recuperando parzialmente a -1,62% in chiusura. I sindacati francesi hanno già espresso preoccupazione, chiedendo garanzie per i lavoratori colpiti.

Renault taglia 3.000 posti

CRISI DELL’AUTO: ALTRI TAGLI NEL SETTORE

Negli ultimi giorni, la crisi dell’auto si è manifestata anche in altre aziende europee. ZF Friedrichshafen, colosso tedesco dei componenti, ha annunciato a inizio ottobre la possibilità di tagliare fino a 14.000 posti di lavoro nei prossimi anni, come parte di un programma di ristrutturazione rivelato a luglio. A inizio anno, come qualcuno ricorderà, Continental ha chiuso fabbriche riducendo 7.000 impieghi, mentre Michelin ha eliminato 1.500 posizioni in Germania. Secondo CLEPA, l’associazione europea dei fornitori, solo nel primo semestre 2024 sono stati annunciati 32.000 tagli, superando i livelli pandemici, con una perdita netta di 56.000 posti dal 2020. In Italia, ANFIA ha parlato di 40.000 posti a rischio entro il 2025. Questi numeri testimoniano di un settore sotto pressione con ripercussioni su migliaia di famiglie.

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