BYD porta gli USA in tribunale per i dazi: cosa può succedere?

BYD porta gli USA in tribunale per i dazi: cosa può succedere?

BYD porta gli USA in tribunale per contestare le politiche sui dazi: l'obiettivo è sia ottenere un rimborso che aprirsi un varco d'accesso nel mercato statunitense

 

BYD porta gli USA in tribunale per contestare le politiche sui dazi: l'obiettivo è sia ottenere un rimborso che aprirsi un varco d'accesso nel mercato statunitense

11 Febbraio 2026 - 11:45

BYD lancia il guanto di sfida agli USA per ribaltare la politica statunitense sui dazi, inscenando una causa legale che, in caso di vittoria, potrebbe avere effetti dirompenti sull’industria globale dell’automotive. L’obiettivo del colosso cinese delle auto elettriche è aprirsi infatti un varco d’accesso nel vasto mercato americano, dove peraltro è già presente con attività industriali e infrastrutturali focalizzate soprattutto su trasporto pubblico ed energy storage, per esportare direttamente o attraverso Paesi come Messico, Brasile e altri.

LA CAUSA LEGALE DI BYD CONTRO GLI USA SULLA QUESTIONE DAZI

A scriverlo è il sempre beninformato Car News China, secondo cui lo scorso 26 gennaio quattro controllate statunitensi del gruppo, BYD America, BYD Coach & Bus, BYD Energy e BYD Motors, hanno presentato un ricorso presso la US Court of International Trade contro una serie di ordini esecutivi sui dazi adottati dall’amministrazione USA nell’ambito dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Tra le misure oggetto dell’azione legale figurano le tariffe doganali su Cina, Messico e Canada, oltre a quelle più recenti che colpiscono anche Brasile e India. Secondo BYD, il Governo americano avrebbe ecceduto i propri poteri, imponendo dazi senza una base statutaria adeguata.

Per dovere di cronaca, è giusto ricordare che la politica sui dazi – in particolare sull’importazione di auto elettriche cinesi – pur essendo stata portata all’estremo dall’amministrazione Trump, era già stata applicata con misure molto severe durante la presidenza di Joe Biden.

BYD VUOLE IL RIMBORSO DEI DAZI CON TANTO DI INTERESSI

Ma cosa spera di ottenere BYD da questa mossa in tribunale? Sempre secondo Car News China, il gruppo chiede che la US Court dichiari illegittimi gli ordini esecutivi sui dazi, bloccandone l’applicazione e disponendo il rimborso di quelli già versati, con tanto di interessi e spese legali. BYD conta sul precedente favorevole di un importatore newyorkese di vini che ha già ottenuto una vittoria in primo grado lo scorso anno e adesso aspetta la pronuncia della Corte Suprema. In attesa del verdetto, il tribunale commerciale ha congelato tutti i procedimenti analoghi (si parla di migliaia di contenziosi), inclusa la causa intentata da BYD.

BYD porta gli USA in tribunale

LA VERA STRATEGIA DI BYD PER IL MERCATO USA

Tuttavia il recupero dei dazi già versati sarebbe solamente un obiettivo di facciata. Il vero scopo dell’azione legale è aprire la strada a un ingresso a basso costo delle auto BYD negli Stati Uniti, sia direttamente dalla Cina che attraverso quei Paesi terzi dove l’azienda ha già degli stabilimenti. In particolare, i veicoli prodotti in Brasile potrebbero beneficiare di tariffe inferiori al 15% e tornerebbe in gioco pure il progetto, attualmente sospeso, di un impianto in Messico, che resta il principale mercato estero di BYD.

Va infine tenuto presente, come ricordavamo all’inizio, che già adesso BYD non è un corpo totalmente estraneo negli USA: fin dal 2013 opera infatti a Lancaster, in California, dove gestisce uno dei maggiori impianti nordamericani di autobus elettrici, con una capacità annua di circa 1.500 mezzi, oltre 750 addetti e ricavi stimati tra 500 milioni e un miliardo di dollari l’anno.

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