Suzuki Jimny 1.3 4WD: prova su strada e in off road

SicurAUTO.it ha provato in strada e in fuoristrada la Suzuki Jimny 1.3 4WD, ultima evoluzione della piccola fuoristrada giapponese

19 dicembre 2013 - 10:35

La Jimny è l’erede di una lunga stirpe di vetture offroad che Suzuki propone ormai da 40 anni e può considerarsi, a tutti gli effetti, una Wrangler in miniatura (la prima fuori strada della casa del sol levante, la LJ10, era ispirata alla mitica Jeep Wyllis ed era, tra l’altro, dotata di motore a 2 tempi). La Suzuki Jimny è ormai l’unica rappresentante delle piccole fuoristrada dure e pure, concepite fin dall’inizio per un uso massiccio in fuoristrada e dalla sua introduzione nel 1998 la Jimny ha venduto in Italia oltre 110 mila esemplari, una cifra di tutto rispetto se si considera il settore, tutto sommato di nicchia, a cui appartiene. Dal punto di vista estetico, in quest’ultima versione, la Jimny si presenta con novità stilistiche interessanti: il cofano motore ora ospita una presa d’aria che conferisce al piccolo fuoristrada giapponese un look più aggressivo. Anche il paraurti anteriore e la griglia centrale sono stati rinnovati, con quest’ultima che conserva i tradizionali elementi verticali che hanno caratterizzato la “Suzukina” sin dal suo esordio. La Jimny è disponibile con il solo motore 1.3 a benzina da 85CV con cambio manuale a 5 marce mentre è optional il cambio automatico a 4 rapporti. Gli allestimenti disponibili sono due: Evolution e Evolution+ quest’ultimo oggetto della nostra prova.

INTERNI – La plancia ha un disegno molto semplice e forse un po’ datato (non è elaborato come sulle ultime realizzazioni) ma risulta pratico ed è realizzato con materiali di buona qualità. Nella parte centrale della plancia ci sono le bocchette dell’aria condizionata inframezzate dal pulsante dell’Hazard; al di sotto abbiamo la radio con lettore CD (la qualità audio è solo discreta). Più giù troviamo i comandi manuali della climatizzazione ed infine, nella parte più bassa, troviamo i pulsanti per inserire le 4 ruote motrici e le ridotte. Il quadro strumenti è di tipo analogico e ospita due grandi strumenti circolari (il contagiri a destra e il tachimetro a sinistra) e gli indicatori temperatura liquido di raffreddamento e livello carburante oltre a un piccolo display digitale. Il passeggero ha a disposizione l’apposita maniglia per aggrapparsi nel fuoristrada; presenti anche due ampi vani portaoggetti. I sedili sono in pelle nera,di buona qualità, con il logo Jimny cucito in grigio; la seduta è comoda ma il contenimento laterale è solo discreto. Generosa la dimensione dei poggiatesta, particolare che garantisce comodità ma anche sicurezza in caso di tamponamento. I posti sono quattro ma l’accesso al divanetto posteriore non è molto agevole e lo spazio per i bagagli è ridotto. 

SU STRADA – Il posto di guida è alto. L'ampia la vetratura permette un’ottima visibilità anche in manovra nonostante la ruota di scorta sulla portiera posteriore. La Jimny è facile da parcheggiare grazie alla lunghezza contenuta e al passo corto che la rende molto maneggevole. Discrete le prestazioni del motore cosi come la tenuta di strada; il comportamento dinamico evidenzia una certa tendenza al sovrasterzo (comunque ampiamente prevedibile) mentre è molto consistente il beccheggio così come, anche se in maniera leggermente inferiore, sono evidenti gli ondeggiamenti della scocca ed in generale il molleggio della vettura. Il cambio sembra teletrasportato dagli anni '80 sia per il look (caratteristico il soffietto di gomma) sia per la manovrabilità: va trattato con una certa decisione. I rapporti sono molto corti, con la quinta marcia addirittura in presa diretta, il che fa girare in alto il motore con evidenti ricadute sul comfort acustico e sul portafogli. Lo sterzo è duro in manovra e su strada è poco preciso ma è più che adeguato per il tipo di vettura. La frenata è solo sufficiente e per ottenere un po' di mordente bisogna raggiungere quasi il fine corsa del pedale. 

IN FUORISTRADA – Abbiamo provato la Jimny su un percorso, messoci a disposizione da Antares Corporation, che comprende in poco spazio tutte le tipiche situazioni che si possono incontrare in fuori strada. Sul fondo sassoso la piccola “Suzukina” ha mostrato qualche limite di comfort ma comunque le sue sospensioni hanno reagito bene perché le hanno permesso di superare agevolmente gli ostacoli. Sul fango, nonostante i solchi profondi, la Jimny se l’è cavata egregiamente: si riesce a muoversi facilmente grazie alla buona altezza da terra che permette di non correre il rischio di “spanciare”, ovvero di toccare il fango col telaio, cosa che provocherebbe una perdita di trazione delle 4 ruote. Sulla sabbia la Jimny si muove agevolmente, anche partendo da fermo, grazie anche alle 4 ruote motrici. La rampa, con una pendenza di circa il 25%, è stata affrontata inserendo, tramite l’apposito pulsante sulla consolle centrale, le marce ridotte; la piccola di casa Suzuki è salita tranquillamente. La discesa, con una pendenza del 35%, ha messo a dura prova la Jimny: i freni si sono rivelati rumorosi ma la vettura è stata facilmente controllabile; il guado, con una profondità di 50 centimetri, è stato affrontato tranquillamente. La prova del twist, che prevede il superamento di diversi dossi ravvicinati, è stata affrontata senza le ridotte: i dossi sono stati superati facilmente senza che la scocca toccasse terra. L’ultima prova affrontata nel percorso fuoristrada Antares è stata quella del superamento della buca, un ostacolo nel quale i fuoristrada rimangono in appoggio solo su due ruote diagonalmente opposte mentre le altre due ruote restano sospese: questa situazione rappresenta un ottimo test per verificare la rigidezza del telaio; questa prova è stata superata a pieni voti dato che il telaio non ha subito torsioni. In conclusione nella guida in fuoristrada la Jimny si è dimostrata una vettura divertente che permette di superare agevolmente e in sicurezza ogni tipo di percorso in fuoristrada pur mancando di un po’ di comfort.

SICUREZZA – La Suzuki Jimny non è stata sottoposta a crash test dall’Euro NCAP. Per quanto concerne la sicurezza passiva la vettura è dotata di barre laterali antintrusione e il sistema ISOFIX (sistema di fissaggio di sicurezza che permette di sistemare i seggiolini per i bambini in modo rapido e sicuro) nei sedili posteriori. Soltanto 2 gli airbag: alle soglie del 2014 è lecito aspettarsi di più. Per quanto riguarda i dispositivi elettronici che migliorano la sicurezza attiva della vettura la Jimny monta di serie l’ABS con la distribuzione elettronica della forza frenante EBD; manca l’ESP.

IN OFFICINA – La Suzuki Jimny è lunga 3 metri e 65 centimetri, è larga 1 metro e 60 centimetri ed è alta 1 metro e 71 centimetri mentre il passo, davvero molto contenuto, è pari a 2 metri e 25 centimetri. Per quanto riguarda le misure caratteristiche utili al fuoristrada queste sono: altezza da terra 190 mm, angolo di attacco 34° e angolo di uscita 46°; l’angolo di dosso è pari a 31°. La massa dichiarata dalla casa giapponese è pari a 1060 kg. Il motore è 1.3 litri a benzina con distribuzione a fasatura variabile ed eroga una potenza massima di85 CV a 6.000 giri/minuto ed una coppia di 110 Nm a 4.100 giri/minuto. Il rapporto di riduzione tra marce lunghe e ridotte è, nella versione in prova con cambio manuale, di 1:2. Il telaio è a longheroni. La terza porta è incernierata lateralmente come tradizione nei fuoristrada. Ampio lo spazio nel vano motore per le operazioni di manutenzione.

PREZZI – La Suzuki Jimny 1.3 benzina VVT 4WD Evolution parte da 17 mila 200 Euro. L’allestimento Evolution+ (quello della nostra prova) con volante e sedili in pelle, e con privacy glass, barre portatutto nero/argento, maniglie delle portiere interne cromate e maniglie esterne in tinta con la carrozzeria, copriruota di scorta parziale in tinta e pneumatici da 205/70R15 con cerchi in lega costa 18 mila 100 Euro. Per le versioni con cambio automatico bisogna sborsare 1300 Euro in più. In conclusione la Jimny si è rivelata una valida fuoristrada e una discreta vettura su strada: è in sostanza una fuoristrada sfiziosa che si trova bene in città dove, oltre al look, si apprezza il piccolo raggio di sterzata e le dimensioni contenute. La Suzuki Jimny permette però anche di divertirsi nel fine settimana nell’ambiente a lei più congeniale, ovvero l'off-road, il tutto ad un prezzo tutto sommato conveniente in rapporto alle dotazioni tecniche: peccato solo per la scarsa dotazione di sicurezza.

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