Audi Q2: test su strada in anteprima

Audi Q2: test su strada in anteprima

Lo Urban Crossover di Audi fa il suo debutto con una dinamica di marcia da coupè ma con le fattezze di un SUV

23 Novembre 2016 - 08:11

La campagna pubblicitaria #untaggable che Audi ha pensato per la sua Q2 è indice di come questo modello possa essere plurifunzionale, adatto sia alla città che ai trasferimenti, anche se rischia di cannibalizzare in parte la fetta di mercato di alcune sue sorelle. L'abbiamo provata su strada in anteprima, con in opzione il motore 2.0 turbodiesel da 190 cavalli e la trazione integrale Quattro, da sempre simbolo distintivo del brand dei Quattro Anelli.

L'ESTETICA Che questa Audi Q2 rompa finalmente gli schemi con il passato è un dato di fatto, perchè si è lasciata dietro un design da sapore di “già visto” nel listino del brand, merito anche della partnership con Italdesign che ha curato molti degli aspetti estetici ed ingegneristici. Il piccolo SUV sembra quasi tozzo a primo impatto, soprattutto al posteriore, per il quale i designer hanno preso ispirazione dall'armatura di un giocatore di football americano: il lunotto sembra così incassato tra i fari, che a loro volta allargano il corpo vettura così come le spalle del corpo umano fanno sotto la testa. Attorno a questi ultimi il portellone del bagagliaio da 405 litri crea una forma spigolosa ed appuntita alla quale bisogna anche fare attenzione (vedi le immagini nella gallery). Il vero elemento di rottura estetica sta nella superficie piatta che corre lungo la fiancata, una sorta di asportazione di materiale che serve a creare un effetto di luce sfaccettata ed a mettere ancora più in evidenza una linea di cintura alta. All'anteriore svetta la calandra single frame dal design nuovo, ottagonale e con listelli non più semplicemente orizzontali ma con effetto 3D, al di sotto della quale una grande presa d'aria viaggia da lato a lato assieme allo splitter collegato, per spezzare la continuità ed inserire un elemento a contrasto. Caratterizzazione estetica di spicco è poi la blade sul montante C, molto simile alle sideblades della sportiva R8, che assolve a diverse funzioni: permette di ottimizzare il flusso d'aria, garantisce una personalizzazione del colore e crea un effetto di sospensione visiva tra il tetto ed il corpo vettura.

INTERNI L'Audi Q2 cerca di distinguersi per la caratterizzazione degli interni, anche se potremmo riconoscere da lontano un miglio che si tratta di un'Audi. Non solo perché dietro al volante c'è il virtual cockpit, la strumentazione completamente formata da un display senza alcun elemento analogico e con l'Head Up Display in aggiunta (leggi della prova della nuova Audi A4 con il virtual cockpit), ma proprio per la forma della plancia, così come del tunnel centrale con i comandi del sistema infotainment MMI. Tra le caratteristiche più interessanti di un abitacolo sufficientemente spazioso, grazie ad un passo di 2.601 mm su una lunghezza complessiva dell'auto di 4.191 mm, sono gli inserti: ai lati del tunnel centrale ed avanti al passeggero si trovano delle applicazioni con effetto 3D, ma che fanno parte di un programma di personalizzazione che li prevede addirittura retroilluminati e che cambiano colore. Si vede che anche Audi si sta adeguando, quindi a standard che vedono luci ambiente multicolore per le auto, per quella che potremmo quasi definire una “personalizzazione attiva” e continua.

ELETTRONICA ED ASSISTENZA Come ogni buona auto nuova che si rispetti, il passo verso la guida definitivamente autonoma è sempre più grande, o meglio è la guida autonoma ad essere sempre più vicina. La nuova Audi Q2 sfrutta hardware e software che le permettono di mantenere la corsia (lane assist) così come di frenare automaticamente in caso di emergenza o di mantenere la distanza con il cruise control adattivo: quest'ultimo, unito al lane assist, permette al Traffic Jam Assist di funzionare, permettendo l'avanzamento nel traffico cittadino. Molto interessante, ma embrionale, è la capacità dell'auto di rilevare se il conducente ha perso il controllo dell'auto a causa di un malore o un colpo di sonno, a contrasto delle quali cerca di fermarsi in automatico ed attivare le quattro frecce d'emergenza: il problema è che si ferma al centro della corsia di un'autostrada, poiché deve mantenere proprio la corsia seguendo le linee tracciate, comportamento che potrebbe risultare pericoloso poiché un'auto che sopraggiunge potrebbe non scorgere in tempo la vettura ferma. Il sistema multimediale MMI è sempre al top per quanto riguarda la gestione delle impostazioni di bordo e la connettività, adesso garantita grazie anche da una scheda SIM direttamente fornita con l'auto (leggi di piani di Audi sulla connettività), ma il display si comanda con il joystick e non è touchscreen, fattore quasi irrilevante poiché è posto così avanti che sarebbe scomodo da raggiungere con le dita.

COME VA SU STRADA Pensare di salire su di un SUV ed avere il comportamento dinamico di una coupè è effettivamente possibile con la nuova Audi Q2, anche perché l'elettronica permette di gestire un po' tutto. Abbiamo provato la versione con motore 2.0 TDI da 190 cv e 400 Nm di coppia, per giunta disponibili già al di sotto dei 2.000 giri/min, con cambio S-Tronic a doppia frizione e trazione Quattro. Il passo particolarmente lungo per un'auto di queste dimensioni permette di avere una buona stabilità in curva ed a velocità più o meno sostenute, ma ha reso questa Q2 molto secca nell'assorbire le asperità con il posteriore. Questo comportamento l'abbiamo notato sui dossi artificiali, con un contraccolpo ben avvertibile lungo tutta la schiena: conviene rallentare e superarli in modo dolce, senza prendersi la briga di immaginarsi già su un'auto pronta per affrontare il Sahara. Lo sterzo progressivo funziona bene ed è leggerissimo a velocità basse, mentre comincia ad acquistare consistenza mano a mano che il display-strumentazione segna velocità più alte, puntando bene la curva e non facendo rimpiangere auto di gamma più alta. Con i classici settaggi del Drive Select di Audi sembra di cominciare a guidare un'auto diversa ogni volta che si cambiano impostazioni, fattore ovviamente più avvertibile passando da un estremo all'altro, dalla modalità Efficiency alla Dynamic o viceversa. Il settaggio più votato all'economia prevede la funzione di veleggiamento del cambio S-Tronic, oltre a legare in modo consistente il motore, che non risponde più con lo stesso brio dedicato alla modalità Dynamic: nonostante la cavalleria potrebbero quasi esserci problemi nell'effettuare un sorpasso a velocità già nell'ordine dei 100 km/h. Diverso il discorso quando si scelgono le prestazioni e si gira in Dynamic, poiché tutto viene rimodulato in funzione delle performance, a partire dallo stesso pedale dell'acceleratore fino all'erogazione del motore, che diventa più appuntita e preferisce girare più in alto, passando per un cambio che snocciola le sette marce in modo fulmineo, come sanno fare bene i doppia frizione. L'impressione che si ha a bordo della Q2 è quella di un'auto tuttofare che però richiede un po' di sacrificio se si vuole girare in città con i cerchi da 18 pollici, poiché le sconnessioni possono essere avvertite quasi come su un'Audi A3.

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