Si può montare l’impianto GPL su un’auto diesel?
Conversione Diesel-GPL: come funziona il sistema Dual Fuel nei motori a gasolio, vantaggi e limiti della tecnologia
Conversione Diesel-GPL: come funziona il sistema Dual Fuel nei motori a gasolio, vantaggi e limiti della tecnologia
Quando si parla di impianti GPL (Gas di Petrolio Liquefatto), il pensiero va immediatamente alle auto a benzina trasformate per funzionare in modalità bifuel (benzina/GPL), una soluzione molto diffusa in Italia per contenere i costi di carburante e accedere alle ZTL o alle aree soggette a limitazioni ambientali. Ma cosa succede se si prende in considerazione un’auto con motore diesel? È possibile installare un impianto GPL anche su un motore a gasolio? La risposta è sì, ma con importanti differenze tecniche e pratiche rispetto alla classica conversione dei motori a benzina.
COME FUNZIONA UN IMPIANTO GPL SU UN MOTORE DIESEL?
Il sistema più utilizzato in questi casi è detto “Dual Fuel” (diesel/GPL). Non si tratta, come nel caso delle auto a benzina, di una sostituzione del carburante, ma di un’integrazione:
- Il gasolio continua a essere iniettato, ma in quantità ridotta;
- Il GPL viene iniettato nell’aspirazione (in fase gassosa), miscelandosi con l’aria aspirata;
- La combustione avviene contemporaneamente, sfruttando l’accensione spontanea del gasolio per innescare anche la combustione del GPL.
Il risultato è una combustione più completa e un’efficienza termodinamica migliorata, che può portare a:
- Riduzione dei consumi di gasolio fino al 40%;
- Diminuzione delle emissioni di particolato e NOx;
- Incremento della potenza disponibile grazie al potere calorifico aggiunto del GPL.
Nel video #SicurEDU qui sotto, puoi approfondire invece il funzionamento dell’auto a GPL e scoprire molte curiosità sull’impianto GPL.
QUALI VEICOLI A GASOLIO SI POSSONO ALIMENTARE A GPL
La tecnologia Dual Fuel non è una novità, ma è stata principalmente applicata a veicoli commerciali, industriali e mezzi pesanti, dove il bilancio economico e ambientale è particolarmente favorevole. Alcuni esempi reali includono:
- Autobus e mezzi di trasporto pubblico. In alcune città italiane (Torino, Milano, Roma), sono stati introdotti autobus diesel-GPL per ridurre le emissioni in aree urbane.
- Veicoli industriali e agricoli. Trattori, generatori e camion impiegati in ambiti specifici (cantieristica, logistica pesante) sono stati convertiti con kit Dual Fuel aftermarket per ridurre i costi operativi.
- Flotte aziendali e veicoli da trasporto leggero. Alcune aziende di trasporto hanno adottato questa soluzione per furgoni e veicoli commerciali leggeri.
PERCHÉ IN ITALIA IL DIESEL-GPL È POCO DIFFUSO SULLE AUTO PRIVATE
Nonostante i vantaggi tecnici, l’installazione di un impianto GPL su un motore diesel delle autovetture non ha mai preso realmente piede in Italia. Vediamo perché.
1. Complessità e costi di installazione:
- I sistemi Dual Fuel sono più complessi rispetto a quelli bifuel per motori a benzina, comportano un’ingegnerizzazione dedicata e necessitano spesso di centraline aggiuntive, mappature dedicate e controlli rigorosi.
- Il costo può superare facilmente i 2.500–3.000 euro, rendendo l’intervento economicamente vantaggioso solo su veicoli ad alto chilometraggio.
2. Problemi di omologazione e normative:
- La normativa italiana non facilita l’omologazione di veicoli diesel-GPL per uso privato, richiedendo test costosi e lunghe procedure.
- Non esistono incentivi statali specifici per questa trasformazione, al contrario del più semplice passaggio da benzina a GPL o metano.
3. Cambiamenti nella percezione dei motori diesel
- A partire dal 2015 (dopo il famoso Dieselgate), la reputazione dei motori diesel è calata e molti Comuni italiani hanno iniziato a limitarne la circolazione. Solo di recente c’è stato un ripensamento da parte di alcuni Costruttori, come ad esempio Stellantis sui 1.5 e 2.2 estesi fino al 2030. Di conseguenza, l’interesse verso il diesel, anche ibridizzato con GPL, è diminuito a favore di soluzioni full electric o mild/full hybrid a benzina.