Peugeot 1.5 BlueHDi: analisi tecnica del nuovo motore Diesel

La lotta alla CO2 passa anche dai motori Diesel. Ecco come il nuovo 1.5 BlueHDi Peugeot riesce a contenere emissioni e consumi

3 giugno 2019 - 11:15

Il 2018 è stato un anno difficile per i motori Diesel. Additati dall’opinione pubblica come causa di tutti i mali, soggetti a limitazioni del traffico e divieti di accesso nei centri città, hanno visto passare la propria quota di mercato dal 55% al 43%. In unità vendute, la crisi si attesta attorno ad un calo di 101.000 veicoli. Il Gruppo PSA ha reagito a questa flessione negativa sviluppando un nuovo motore più efficiente e sostenibile. In modo da competere coi benzina anche a livello di emissioni.

IL NUOVO 1.5 BLUEHDi

Per migliorare il rendimento complessivo del motore gli ingegneri francesi hanno riprogettato il proprio quattro cilindri a gasolio nei più piccoli dettagli. C’è ad esempio un nuovo disegno per la testa del cilindro. Migliora la combustione nella camera di scoppio. Per aumentare l’efficienza, il nuovo propulsore ha una cilindrata ridotta rispetto al passato: si è passati da 1,6 a 1,5 litri. Inoltre, monta un nuovo intercooler. I tecnici hanno lavorato anche a livello di erogazione, ottenendo una curva di coppia più dolce e costante anche a bassi regimi. La potenza, in base alle versioni, varia dai 75 CV ai 130 CV. In ogni caso il nuovo 1.5 BlueHDi assicura una riduzione delle emissioni inquinanti del 4-6% rispetto alle versioni precedenti.

RAGGIUNTI OBIETTIVI FISSATI PER 2030

Le modifiche più sostanziali mirano a ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx) e CO2. Per ridurre i NOx è stato implementato un sistema che permette l’additivazione AdBlue prima dell’ingresso nel filtro antiparticolato. Questa miglioria semplifica il processo di trattamento degli scarichi, facilitando anche il rabbocco AdBlue. Garantisce anche minori emissioni di NOx. I valori vanno dagli 0,01710 g/km (versione automatica a 8 rapporti) ai 0,04810 g/km (versione manuale a 6 rapporti), rientrando nei nuovi vincoli imposti dalla normativa UE Euro 6 D-TEMP. I valori di CO2 emessa rientrano nei limiti della normativa, non superando i 110 g/km, e anche quelli di PM 2,5 hanno subito un forte calo, arrivando ad essere trascurabili. Nel complesso quindi, il nuovo propulsore centra gli obiettivi fissati dalle più recenti normative e fissati per il 2030.

PSA SCOMMETTE ANCORA SUL GASOLIO

Nonostante la riduzione di vendite dei Diesel – PSA ha registrato una flessione del 13,8% nell’ultimo anno – il gruppo francese ha deciso di investire molto in questo campo. Per la precisione: 430 milioni di euro. Non è il solo campo di investimento, chiaramente. Come dimostra l’arrivo della prima versione elettrica su base 208. Questo ha portato alla ristrutturazione completa del sito di Trémery, per adattarlo alla costruzione del nuovo propulsore, basato sul principio di modularità. Infatti, si prevede che il 1.5 Blue HDi verrà gradualmente montato su tutta la gamma Diesel del gruppo. Le prime vetture dotate di questo motore saranno SUV e crossover appartenenti al Gruppo PSA. Composto da Peugeot, Citroën, Opel e DS. Questo infatti questo è il segmento in cui sono maggiori le vendite di auto a gasolio. Più avanti si passerà anche a modelli dei segmenti B e D.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Arriva dalla Spagna l’Autovelox delle emissioni, il controllo è a distanza

Shell presenta i nuovi lubrificanti per le auto elettrificate

Euro 6D Temp: come un motore diesel sta dentro i limiti di emissioni