Auto connesse liberalizzate: la proposta di legge dei produttori aftermarket

Dal 2020 le auto connesse saranno controllate dalle Case: una piattaforma standardizzata e sicura potrebbe liberalizzare i prodotti e servizi aftermarket evitando i monopoli

28 novembre 2019 - 14:33

Entro il 2025 le previsioni sulle auto connesse dicono che il 70% dei veicoli sarà capace di comunicare. Di queste poi una parte variabile potrà essere elettrica, ibrida o a idrogeno, capitoli distinti del progresso tecnologico ma collegati. Se infatti da un lato l’elettrificazione delle auto cambierà i prodotti e i servizi aftermarket attorno all’auto, dall’altro solo chi potrà comunicare con le auto (di qualsiasi alimentazione) sarà in una posizione privilegiata. Ecco perché una coalizione dei principali operatori del settore automobilistico hanno definito un’alternativa al monopolio delle Case auto all’attenzione della Commissione UE.

AUTO CONNESSE E “BLINDATE”

Le auto connesse e i dati telematici sono al centro della libera concorrenza tra operatori e aziende dalla riparazione alla produzione di ricambi o servizi. Basti pensare al vantaggio di poter pagare un’assicurazione più bassa in base allo stile di guida, o anche alla possibilità che l’auto preveda un guasto avvertendo l’officina che qualcosa sta per rompersi. Tutto questo però non sarebbe possibile senza condivisione dei dati telematici trasmessi dalle auto, o meglio è possibile solo per chi ha l’accesso. L’elevata digitalizzazione delle auto ha così spinto i Costruttori a blindare la sicurezza con dei server centrali (se gestiti dal Costruttore) o Neutral Server di cui abbiamo parlato qui. Guarda il video qui sotto per capire come viaggiano i dati telematici delle auto.

I DATI DELLE AUTO CONNESSE SOLO IN ABBONAMENTO

Questa restrizione però porterebbe secondo la coalizione di operatori a un accesso privilegiato: è chi ha le chiavi di accesso ai sever che potrebbe decidere come e in che tempi concederle. Il rischio paventato sarebbe questo, anche se ogni operatore autorizzato dovrebbe poter accedere tramite un contratto B2B. SI definisce ExVe (cioè Extended Vehicle) il modello di accesso ai dati proposto dai produttori di veicoli. L’obiettivo è incanalare tutte le comunicazioni per l’accesso remoto ai dati attraverso il server backend. Qualcosa che per gli operatori aftermarket è in contrasto non solo con la libera concorrenza, ma anche con le caratteristiche chiave necessarie ad operare su molteplici veicoli e in modo competitivo.

UNO STANDARD INTEROPERABILE PER SERVIZI OE E AFTERMARKET

Mettere d’accordo Costruttori e operatori aftermarket, senza compromettere la sicurezza dei dati, sarebbe possibile tramite una piattaforma interoperabile. “Già oggi i costruttori di veicoli consentono sempre più spesso a partner commerciali terzi selezionati (non concorrenti) di gestire i loro sistemi e applicazioni (dei partner terzi) nei loro veicoli” si legge nel manifesto della coalizione. “Ciò dimostra quantomeno che l’accesso diretto protetto e sicuro è possibile senza interferire con le funzioni del veicolo”. La proposta del consorzio rivolta alla Commissione UE, porterebbe vari vantaggi anche per i consumatori:

– garantire ai consumatori il pieno controllo di decidere quali fornitori di servizi possono accedere ai loro dati, senza interferenze da parte dei costruttori di veicoli;
– salvaguardare una concorrenza effettiva e garantire il non monitoraggio delle imprese concorrenti indipendenti da parte dei costruttori di veicoli (che sono loro concorrenti);
– consentire soluzioni innovative e nuovi modelli di business;
– supportare ulteriormente ed essere pienamente compatibile con la sicurezza informatica;
migliorare la sicurezza stradale e contribuire a un’economia più sostenibile e circolare;
– garantire la conformità con le norme sulla protezione dei dati tramite un rapporto diretto tra il fornitore dei servizi e i propri clienti.

Chiediamo ai responsabili politici, e in primo luogo alla Commissione europea, di presentare entro il 2020 una proposta legislativa che sia basata sui “Principi e Requisiti di alto livello” e che porti a una piattaforma telematica interoperabile a bordo dei veicoli e alle sue interfacce”.

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