Auto sempre più digitali: un giro d'affari che vale 37 miliardi di dollari

Auto sempre più digitali: un giro d'affari che vale 37 miliardi di dollari L'elettronica e il digitale la faranno da padrone ma le Case dovranno fronteggiare diverse difficoltà. Un giro d'affari da 37 miliardi l'anno

L'elettronica e il digitale la faranno da padrone ma le Case dovranno fronteggiare diverse difficoltà. Un giro d'affari da 37 miliardi l'anno

30 Giugno 2017 - 08:06

Un giro d'affari vorticoso: è quello che verrà generato dalle strumentazioni elettroniche delle auto più moderne. si parla infatti di livelli di decine di miliardi di dollari generati in pochi anni ma questo travolgente fiume di denaro nasconderà più di un'insidia. Questi sistemi, così nuovi (pensate a quanto differente da quello dei veicoli normali sarà l'abitacolo di un'auto robot) e così “spettacolari”, potrebbero infatti diventare ingestibili, o quasi, perché troppo complicati (leggi quanta tecnologia e strumenti ci sono dietro la guida autonoma). A dirlo è una delle aziende più impegnate nel settore: Visteon.

IL CAOS DIETRO I LUCCICHII Le strumentazioni più alla moda oggi sono veramente accattivanti: grandi display LCD che possono essere personalizzabili con molta libertà e capaci di un “trasformismo” impossibile per gli strumenti fisici: dalla mappa del navigatore al computer di bordo fino ai classici contagiri e tachimetri, molto realistici, tutto è possibile.

Ma guardando dietro questa invitante facciata si potrebbe trovare, come dichiarato a Reuters da esponenti di Visteon, un vero e proprio mess, termine traducibile (gentilmente) con groviglio, caos. Il perché è presto detto: i cruscotti ed i sistemi di navigazione, intrattenimento e comunicazione sono basati su un'elettronica che è diventata un (altro americanismo) nido di ratti perché comprende componenti realizzati da molti produttori diversi.

RIPULIRE IL DISORDINE Il valore attuale di questo mercato è già oggi stratosferico, arrivando alla cifra, stimata da IHS Market, di 37 miliardi di dollari. Ma non finisce qui: questa cifra potrebbe arrivare a circa 62 miliardi entro il 2022. Un'altra proiezione, fornita da PwC, inquadra meglio: se il valore dell'elettronica in un'auto del 2015 era il 13% di quello totale del veicolo, in soli 2 anni questa percentuale salirà al 20%. Il principal automotive analyst in IHS, Mark Boyadjis, è molto chiaro: “Le Case non vorranno più sobbarcarsi l'onere di ingegnerizzare 10 sistemi diversi provvisti da 10 fornitori differenti. Ci dovremo quindi aspettare una costante diminuzione nel numero di fornitori di questi componenti, proprio perché i costruttori cercheranno di interfacciarsi con meno Aziende, ognuna delle quali sarà in grado di fare più cose diverse”. Si stima quindi che i Costruttori alla fine lavoreranno con 2 o 3 fornitori di cockpit contro i 6 – 10 di oggi (un esempio di questa tendenza all'ecletticità è l'acquisto di Harman da parte di Samsung). Un altro caso è il recente e l'acquisto, da parte del fornitore di sedili e interni Faurecia, di una partecipazione del 20% della francese Parrot Automotive (leggi dei componenti Parrot Asteroid con sistema operativo Android), un accordo i cui termini potrebbe rendere Faurecia azionista di controllo entro il 2019.

IL CUORE E IL CALCOLO Visteon vuole essere della partita (aveva comprato nel 2016 la divisione Head-up-display da Johnson Controls) e la sua arma si chiama SmartCore.

Si tratta di un potente controller integrato in grado di gestire la strumentazione, i sistemi di infotainment e molto altro. Questo chip, secondo Reuters, ha già conquistato 2 importanti forniture, una con il secondo costruttore cinese, Dongfeng Motor, e l'altrA con Mercedes-Benz; Visteon riferisce inoltre di un altro brand europeo che utilizzerà il sistema dal 2018. La sterzata Hi-tech di Visteon sta dando buoni frutti: l'anno scorso ha venduto le sue divisioni climatizzazione e interni (una traiettoria simile a quella di Delphi che ha fatto lo spinoff della divisione powertrain) e nel primo trimestre di quest'anno si è già assicurata commesse per 1,5 miliardi di dollari, cosa che ha fatto balzare le sue azioni.

Questa specializzazione interesserà un po' tutti i fornitori di settore, in quanto una semplificazione dei cruscotti, secondo la società di consulenza Roland Berger, può portare le Case a risparmiare fino a 175 dollari per ogni automobile. Anche il risparmio di peso e complessità sarà importante: se oggi i veicoli hanno a bordo da 80 a 120 unità di elaborazione, questi numeri crolleranno in pochi anni, a tutto vantaggio dell'efficienza e della facilità di progettazione. Anche la sicurezza ha tutto da guadagnare: Andrew Hart, della società di consulenza SBDAutomotive ha evidenziato che “i cruscotti non integrati sono uno dei difetti più evidenti nell'esperienza dell'utente: basta pensare che su molte auto gli allarmi acustici importanti, come quello dei sistemi anti collisione, non sono collegati alla radio e potrebbe quindi accadere che una canzone possa sovrastare il segnale di avvertimento”. C'è anche fa dire che i guidatori abituati alle interfacce degli smartphone e della consumer electronics trovano i cruscotti tradizionali piatti e poco intuitivi. È anche a questo che si riferisce Tim Yerdon, a capo del marketing di Visteon, quando dice che “5 anni fa, il cruscotto era un pozzetto in plastica stampato 'riempito' con l'elettronica. Oggi definiamo in base all'esperienza utente un'architettura elettronica e modelliamo la plastica in modo che la circondi”.

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