Volkswagen non ricomprerà i diesel 3.0, approvato il richiamo negli USA

Risparmi miliardari per Volkswagen: gli enti di controllo USA approvano il fix per il 3 litri diesel evitando così il buyback causato dal dieselgate

24 ottobre 2017 - 16:01

Il Dieselgateha ha avuto più risonanza del Watergate, lo scandalo presidenziale dal quale ha preso il nome? Forse si, vista la diffusione mondiale delle auto Volkswagen e l'enorme cambiamento dell'industria dell'informazione: cosa sarebbe successo se Internet ci fosse stato nel 1972? Lo scandalo delle emissioni è scoppiato 25 mesi fa e ancora se ne parla, con dovizia di particolari e di cifre: quante auto sono state richiamate, quanti miliardi spenderà VW per richiami e buyback, quante cause sono in corso, quante si sono risolte e via elencando. La situazione sta comunque lentamente rientrando e in questo quadro apprendiamo che uno dei fix proposto da Volkswagen per il TDi da 3 litri (si è saputo quasi subito che Volkswagen aveva barato sui TDi 3.0) è stato approvato dagli Enti USA e farà risparmiare alla Casa un bel po' di soldini.

38 MILA IN SALVO Una boccata d'ossigeno (per Volkswagen) in una storia d'inquinamento (dell'aria): è questo il succo della notizia, data da Reuters poche ore fa, che riferiva dell'assenso di EPA e CARB al fix che sistema un bel numero di diesel V6 3.0 (leggi che probabilmente il dieselgate è nato per i motori Audi V6). I 38 mila motori “salvati” equivalgono a più di un miliardo di dollari risparmiati perché VW non dovrà più fare il buyback di auto piuttosto costose. Si tratta infatti delle luxury cars Porsche Cayenne e Volkswagen Touareg model year 2013-2016 e delle Audi Q7 MY 2013-2015.

Il placet degli Enti regolatori disinnesca il riacquisto che il Gruppo VW avrebbe dovuto effettuare qualora il fix non fosse stato approvato. L'accordo approvato dal giudice distrettuale degli Stati Uniti Charles Breyer nello scorso maggio prevedeva infatti il buyback delle auto se il rimedio non avesse ottenuto l'approvazione degli enti governativi (ne abbiamo parlato nell'articolo dedicato al patteggiamento di 15 miliardi di dollari raggiunto da VW e Bosch per il diesel 3.0).

MEGLIO DEL BUYBACK TOTALE In base ai punti dell'accordo di maggio, VW poteva dover sborsare fino a 4, 04 miliardi di dollari se EPA e CARB non avessero dato il via libera ai fix per i TDi da 3 litri. L'esborso minimo sarebbe stato di 1,22 miliardi e ricordiamo che l'accordo per la “bonifica” prevedeva anche il pagamento di una compensazione fino a 17 mila dollari ai proprietari dei veicoli sottoposti al fix. Alcuni modelli avranno bisogno di modifiche all'hardware e al software mentre i motori più recenti avranno solo un aggiornamento software.

In altri casi la situazione non è rimediabile e VW ha concordato il riacquisto di circa 20 mila veicoli con il diesel 3.0 di generazioni precedenti, prodotti fra il 2009 e il 2012, e un indennizzo fino a 13.880 dollari. Volkswagen ha dichiarato di essere soddisfatto dell'approvazione del suo fix e ha aggiunto che sta lavorando con i regolatori per sviluppare rimedi per le altre automobili con il V6 da 3.0 litri “il più rapidamente possibile”: si tratterebbe quindi di alcune decine di migliaia di altri veicoli.

DOLLARI A VALANGA L'anno scorso, ad aprile, lo stesso giudice Breyer aveva siglato un altro accordo con Volkswagen per un valore di 14,7 miliardi di dollari e il riacquisto di 475 mila veicoli dotati del diffuso TDi 4 cilindri da 2.0 litri. Cerchiamo ora di fare il punto della situazione post-dieselgate negli Stati Uniti, iniziando dal conto più o meno definitivo: in base agli accordi noti ad oggi VW dovrà spendere in totale circa 25 miliardi di dollari negli Stati Uniti per affrontare i reclami da proprietari, Enti regolatori, da vari Stati, dai concessionari e per fare le offerte dei buyback. A questi vanno aggiunti circa 3 miliardi, come dichiarato a settembre dalla Casa, per completare il richiamo dl TDi da 2 litri. Volkswagen deve ancora ottenere l'approvazione per il fix dei diesel 3.0 usati in alcune versioni delle berline Audi A6, A7 e A8 e del SUV Audi Q5. Lo scandalo ha inoltre indotto (o costretto?) Volkswagen a ripensare la propria strategia sui diesel e a dirottare copiosi investimenti sull'elettrico: ad oggi prevede di introdurre più di 30 veicoli elettrici o ibridi entro il 2025 e venderne da 2 a 3 milioni all'anno. Inoltre, a seguito delle clausole inserite negli accordi con Stati Uniti e California, sta spendendo 2 miliardi di dollari per costruire stazioni di ricarica negli USA.

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