Volkswagen: fioccano offerte milionarie per la vendita della Ducati

Dai Benetton al ritorno di Bonomi, bussano in molti a Volkswagen per Ducati, che vale 1,2 miliardi di dollari. La vendita ostacolata dai sindacati

21 luglio 2017 - 19:56

L'Italia ha due “rosse” nazionali: Ferrari e Ducati. Sono Marchi che condividono, oltre al colore, diverse altre cose: nascono in Emilia, hanno le corse nel sangue e sono note in tutto il mondo. Se Ferrari ha avuto un assetto societario non molto perturbato, Ducati è invece passata di mano diverse volte prima di entrare a far parte del Gruppo Volkswagen, nel quale ha goduto di una certa stabilità. Le cose sembrano però destinate a evolvere, sulla spinta di cambiamenti dei vertici e delle difficoltà causate dal dieselgate (leggi che lo scandalo delle emissioni ha messo in bilico la posizione di Ducati, Man e Scania nel Gruppo VW). Le voci sui compratori si susseguono e comprendono anche il Gruppo Benetton.

SVENTOLERÀ IL TRICOLORE? La lista di Marchi e Gruppi interessati alle moto di Borgo Panigale, secondo quanto riportato da Reuters, ha ormai raggiunto una lunghezza ragguardevole. Partiamo dall'Italia: sembra che Volkswagen, che controlla Ducati tramite il suo marchio Audi, abbia ricevuto diverse offerte dal “veicolo” di investimento della famiglia Benetton Edizione Holding. Il celebre marchio, che fa la Monster, una vera e proprio icona delle naked, l'apprezzata Scrambler (leggi la prova al femminile della Scrambler Icon) e tante sportive e sport tourer, sarebbe stato valutato da Edizione 1,2 miliardi di dollari, un valore compatibile con la “forchetta” fissata da Audi, i cui estremi sarebbero 1 e 1,4 miliardi (leggi perché Audi dovrebbe liberarsi delle moto).

FONDI E CONCORRENTI Oltre a Edizione Holding, avrebbero presentato offerte il fondo statunitense Bain Capital, che possiede anche una quota di BRB, che costruisce le note motoslitte Ski-Doo, e due Marchi motociclistici indiani: Eicher Motors e Bajaj Auto. La prima controlla Royal Enfield, un marchio che, essendo nato nel 1893, è sicuramente uno dei più antichi e non soltanto nel campo delle moto. Bajaj possiede invece una sostanziosa quota del capitale di KTM e se acquisisse Ducati creerebbe un interessante polo delle moto sportive. Fra i pretendenti ci sarebbe anche l'americana Polaris Industries, specializzata in quad, motoslitte e piccole moto elettriche oltre che in mezzi superspecializzati forniti all'esercito USA; l'azienda aveva in precedenza comunicato che avrebbe chiuso il suo poco fortunato marchio Victory, nato per fare concorrenza ad Harley Davidson.

Ma non finisce qui: Evercore, l'advisor di Audi – Volkswagen, ha anche le offerte di fondi di private equity come quello del precedente proprietario di Ducati, Investindustrial di Andrea Bonomi, CVC Capital Partners, Advent e PAI. Queste entità sperano di fare offerte più interessanti di quelle degli industriali dei motori e intanto dobbiamo registrare l'abbandono di un'altra leggenda del motociclismo, quella Harley Davidson che ha giudicato troppo oneroso il prezzo minimo.

A VOLTE RITORNANO Avvolto nella nebbia è poi il marchio cinese Loncin Motor, riguardo il quale non si capisce bene se abbia fatto o meno un'offerta seria. Una delle fonti ha comunque riferito che Andrea Bonomi, che aveva venduto Ducati ad Audi per circa 860 milioni di euro nel 2012, è seriamente impegnato per un ritorno in sella alle “Rosse”. Altre informazioni riportano che Edizione Holding potrebbe cercare un'alleanza con un investitore finanziario qualora entrasse a far parte della shortlist dei soggetti che concorrerebbero all'acquisto: questo club ristretto dovrebbe esser reso noto fra pochi giorni.

Un buon accordo per Ducati, che l'anno scorso aveva fatturato di 731 milioni di euro, con un risultato operativo di 51 milioni (in leggero calo rispetto al 2015), mostrerebbe che il capo di Volkswagen, Matthias Müller, sta affrontando seriamente la questione di fronteggiare le difficoltà del post dieselgate. Un intoppo si profila però all'orizzonte: per cedere Ducati occorrerà il placet dei potenti sindacati di Volkswagen, che controllano la metà dei posti del consiglio di vigilanza e hanno espresso più di una volta la loro contrarietà. Anche il loro assenso sarà un fattore di scelta per Volkswagen, oltre al prezzo e alla possibilità di firmare una transazione veloce e lineare: come andrà a finire?

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