Vigili a Palermo: maxi-inchiesta su 84 agenti assenteisti

Durante un'indagine anti-assenteismo, non sapevano di essere osservati dai colleghi mentre baravano sull'ora di entrata e uscita. Indaga la procura

6 ottobre 2015 - 10:00

Scandalo vigili a Palermo. Sono in corso indagini della Procura; comunque, la maxi-inchiesta è scattata dopo la segnalazione del capo dei vigili urbani, Vincenzo Messina. Tra il dicembre del 2012 e il gennaio del 2013, le telecamere sistemate nell'atrio del Comando di via Dogali hanno ripreso tutte le irregolarità. Come i movimenti dei circa 700 dipendenti in entrata e in uscita dagli uffici. I vigili baravano, e ovviamente non sapevano di essere ripresi (escludiamo a priori l'ipotesi che sapessero e violassero le regole ugualmente, infischiandosene delle prove schiaccianti). Nel mirino, per la precisione, c'è il Coime, il Coordinamento interventi di manutenzione edile del comune di Palermo.

LA CARICA DEGLI 84 – I numeri sono impressionanti. Sono addirittura 84 gli agenti della polizia municipale e i dipendenti finiti in un'inchiesta anti-assenteismo della procura di Palermo, coordinata dai pubblici ministeri Daniela Varone e Francesco Del Bene. Occhio però che scandali del genere si allargano in un battibaleno: si parla perfino di 420 posizioni di vigili urbani al vaglio degli investigatori. Sempreché le cose stiano davvero così, le telecamere per mesi hanno immortalato i movimenti dei dipendenti con i badge. Colleghi che li usavano per conto degli altri agenti, mariti che lo facevano per le mogli, senza nessun controllo. A insospettirsi è stato un vigile che aveva visto un solo dipendente passare dieci badge sotto l'apposito lettore all'ingresso del Comando. Così la segnalazione è arrivata al comandante della polizia municipale che insieme ai dirigenti è andato in procura. Sotto la lente dei magistrati adesso anche l'utilizzo del codice 46: una procedura che consente agli impiegati comunali l'entrata e l'uscita per causa di servizio.

TUTTO PROVATO – La chiave di tutto sono le telecamere. Su ordine della procura di Palermo, sono state installate il 19 dicembre del 2012 e sono state smontate il 31 gennaio del 2013. Gli agenti incaricati delle indagini hanno rilevato più livelli di timbrature anomale. Il primo relativo all'utilizzo del codice 46 o 47 per entrare in servizio al Comando in orario diverso da quello previsto. Si tratta di codici che consentono di stare fuori dal comando per svolgere mansioni esterne. Nel corso delle indagini è emerso che diversi agenti non comandati all'esterno hanno utilizzato il codice 46 per giustificare il loro ritardo o l'uscita anticipata dal comando. Abusato anche l'uso del codice 47 che consente al personale di potere uscire dopo un ordine scritto dal comando. Inoltre, sono stati ripresi dalle telecamere agenti che timbravano oltre che per se stessi anche per altri colleghi. Un solo impiegato di uno stesso ufficio timbrava anche per i colleghi.

POCHE MELE MARCE – Il comune di Palermo ha già annunciato che si costituirà parte civile, come ricorda il sindaco Leoluca Orlando: “Da mesi ripeto che a Palermo la musica è cambiata e che certi comportamenti, a volte volutamente criminali, a volte involontariamente criminali, e a volte semplicemente frutto di una scarsa cultura professionale, non sono e non saranno più tollerati. Per quanto ci riguarda, in questo caso l'amministrazione ha già fatto la sua parte, dando avvio agli accertamenti da cui è nata l'indagine e anche in questo caso, come già avvenuto per altre vicende giudiziarie che vedono coinvolti dipendenti comunali, assicurando la massima collaborazione agli organi inquirenti”. Gli fa eco Nicola Scaglione, segretario provinciale del Csa, il sindacato maggiormente rappresentativo al comune di Palermo: “Ci aspettiamo chiarezza sui fatti al più presto possibile, al fine di non danneggiare chi ogni giorno svolge il proprio dovere con onestà e abnegazione: non possiamo accettare che s'infanghi un intero corpo. Evitando la gogna mediatica a chi svolge il proprio lavoro con senso del dovere e responsabilità. Siamo convinti che la stragrande maggioranza degli agenti del corpo di polizia municipale di Palermo sia formata da persone con grande senso del dovere che quotidianamente operano in mezzo a mille difficoltà garantendo servizi ai cittadini con impegno e rischio personale”.

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