Una Maserati anfibia gira l'Italia: la spettacolare impresa in mare

Andare da La Spezia a Venezia via mare non sembra una grande notizia. Lo stupore arriva quando si vede che il natante è una Maserati che galleggia

29 luglio 2016 - 20:20

Prendete una Maserati di vecchia generazione, rendetela a tenuta stagna e dotatela di una staffa per montare un motore fuoribordo. Dimenticate però il DNA sportivo del glorioso Marchio del Tridente: il propulsore impiegato ha infatti la potenza di uno scooter. La penuria di cavalli non ha dissuaso però lo skipper (o il guidatore, scegliete voi il ruolo) dal voler intraprendere un Giro d'Italia via mare, partendo da La Spezia alla volta di Venezia, per una rotta lunga in totale ben 1.082 miglia nautiche. Marco Amoretti e la sua “navicella” (non spaziale né spaziosa) sono arrivati ad Agropoli, in provincia di Salerno, traguardo situato a poco più di 350 miglia dal porto di partenza.

MODIFICHE PRO-GALLEGGIAMENTO La Biturbo classe 1980 di Marco Amoretti è stata “profanata” estirpando il motore e usando il vano come gavone di carico e riserva di galleggiamento (sapevi che Land Rover aveva preparato un prototipo anfibio su base Discovery?). Dalle parole di Marco capiamo infatti che è stata usata della schiuma poliuretanica per sigillare la scocca e formare un volume d'aria che consenta all'auto di fluttuare. Il natante è stato battezzato con il nome di “Automare” ed è stato anche collaudato nell'acqua dolce, avendo risalito il Tevere fino a Ponte Marconi. Il motore fuoribordo ha soltanto 15 cavalli e la navigazione ha un ritmo giocoforza piuttosto pacato, ben lontano dalla dinamicità delle Biturbo stradali.

SCONCERTO E ALLARMI Le cose non sono sempre filate lisce, anche se gli inconvenienti di questi prime 350 miglia (circa 650 km) sono derivati più dalla burocrazia che dalle insidie del mare. Dalle parti di Pisa, per esempio, sono arrivati elicottero e sommozzatori perché si pensava che l'auto fosse finita in mare accidentalmente. Le Capitanerie di porto, poi, non sanno bene che pesci prendere (è una battuta o forse no) davanti a quest'auto che galleggia e naviga. Il Registro Italiano Navale – RINA – l'ha per ora catalogata come “Natante da diporto sperimentale”, formula ambigua coniata anche per il fatto che la Maserati viene fermata ma le Capitanerie non trovano cose così illegali da doverla fermare. Le capacità manovriere e la tenuta al mare non sembrano mirabolanti e la sicurezza, tema che ci sta molto a cuore, anche ma la cosa non sembra impensierire lo skipper che, in effetti, di miglia ne ha già macinate un po'. Certo che se incontrassimo l'Automare ci terremmo a debita distanza ma la guarderemmo a lungo e con simpatia e, in effetti, non saremmo i soli ad essere curiosi. Marco racconta infatti che quando attracca in porto, lui e la sua Maserati attirano l'attenzione più degli yacht da milioni di euro! Il marinaio conta di arrivare a Venezia in tempo per la Biennale: speriamo faccia in tempo!

UNA FAMIGLIA CHE NAVIGA Il quarantenne autonauta Marco ha l'ispiratore principale nel padre Giorgio Amoretti, un fotoreporter che nel 1978 tentò di traversare l'oceano a bordo di un Maggiolino VW galleggiante. L'impresa venne fermata prima dalle motovedette spagnole e poi, nel 1999, da un male purtroppo incurabile. La fatalità lo colse proprio quando i figli Marco, Mauro e Fabio, insieme ad un amico, stavano tentando di attraversare l'Atlantico per avverare il suo sogno e regalarglielo. La bizzarra flottiglia, costituita da una Volkswagen Passat classe 1987 e una Ford Taunus del 1981, perdette la metà della sua consistenza quando Marco e Mauro gettarono la spugna. Gli altri 2 marinai, Fabio e l'amico Marcolino De Candia, proseguono invece la navigazione anche se ad un certo punto arriva un blackout nelle comunicazioni: il telefono satellitare si bagna (“imbarchiamo acqua dal sedile anteriore!”) e si teme il peggio. L'incredibile avviene: non soltanto il satellitare riprende a funzionare dopo quasi 2 mesi ma l'auto superstite arriva a Port Tartane, in Martinica, il 31 agosto del 1999: il sogno di Giorgio Amoretti si era realizzato!

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto usate: gli italiani preferiscono ancora le diesel

Pneumatici nuovi: emettono idrocarburi per 3.000 km

Incidenti stradali in Europa: 6 mila bambini, le vittime in 10 anni