Ubox: dietro l'auto elettrica stampata in 3D c'è lo zampino Toyota

Gli studenti della Clemson University alle prese con la progettazione di un'auto elettrica. Toyota investe negli ingegneri del futuro

13 aprile 2016 - 10:37

Toyota e Clemson University's International Center for Automotive Research (CU-ICAR) hanno stretto una partnership per un progetto interessante ed innovativo: gli studenti hanno progettato da zero un'auto adatta alla Generazione Z, completamente modulabile e costruita con soluzioni innovative. Si chiama uBox e fa parte del progetto Deep Orange 6.

IL PROGETTO Difficilmente gli studenti universitari hanno la possibilità di curare progetti di sviluppo completi, ma la partnership tra la Clemson University e Toyota ha permesso lo sviluppo della uBox. In due anni si è creata, a partire da zero, un'auto che gli studenti vedono interessante per la Generazione Z – la generazione dei nati dopo il 1995 -, grazie alla grande modulabilità degli interni ed alla capacità di sfruttare prese da 110V per alimentare una vasta gamma di utensili così come laptop e smartphone. Il lavoro a stretto contatto permette poi agli studenti di sviluppare non solo una forte conoscenza tecnica settoriale, base di partenza fondamentale per addentrarsi successivamente nel mondo del lavoro, ma anche capacità di lavoro di squadra e cooperazione.

LA UBOX L'auto del progetto Deep Orange 6, ha una forma anticonvenzionale, che ricorda una monovolume dalle forme squadrate e muscolose. Nella sua costruzione è stato fatto largo utilizzo di materiali compositi per ridurre il peso, come il carbonio usato sia per una sorta di “finti” montanti anteriori – probabilmente il loro scopo è quello di irrigidire la struttura del tetto, in vetro sagomato – sia per gli interni e la scocca, affiancato dall'alluminio. Le portiere si aprono in modo contrapposto e rivelano la mancanza del montante centrale, inglobato degli sportelli stessi che fungono da elemento strutturale una volta chiusi, mentre gli interni sono modulabili grazie a sedili montati su delle slitte, che possono avanzare, arretrare o essere smontati all'occorrenza per poter trasportare persone oppure oggetti. Interessanti sono sia la possibilità di montare pannelli porta stampati in 3D autonomamente secondo i propri gusti sia il motore elettrico, anche se non è stata ufficializzata la scheda tecnica e quindi non è ancora conosciuta né la potenza né l'autonomia: c'è però da sottolineare che il collegamento di apparecchiature esterne potrebbe inficiare sulla distanza percorribile con una singola carica.

TOYOTA E L'UNIVERSITA' Al progetto hanno preso parte molti sponsor, tra i quali Toyota figura nei i principali tanto che brandizza la DO6. Ad affiancare gli studenti ci hanno pensato marchi di caratura internazionale come Michelin, Altair, AutoPacific e Mitsubishi Chemical, dimostrando quanto i progetti che puntano a “coltivare” gli ingegneri del futuro sia particolarmente sentiti.

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