Uber riduce le perdite a 708 milioni, ma il capo della finanza lascia

La situazione finanziaria di Uber non è delle migliori: nell'ultimo trimestre riduce di 100 milioni le perdite ma i manager passano ad altre Startup

1 giugno 2017 - 10:56

La vita delle startup non è semplice, seppur il mondo si sia generalmente aperto a questo genere di attività e le veda come bacino di idee nuove sempre in costante crescita. Ci sono poi delle realtà che hanno spiccato il volo in un tempo estremamente ridotto, come Uber, che poi ha cavalcato l'onda del successo fino a diventare una consolidata realtà multinazionale. La vita dell'azienda non è però facile, che da subito si è trovata a scontrarsi contro la categoria dei taxi ed ora con una perdita finanziaria.

UN MONDO DI STARTUP Potremmo dire che giorno dopo giorno nascono una serie di startup in tutto il mondo, ed in effetti molto probabilmente è proprio così. Sono piccole realtà che muovono i primi passi all'interno del mondo aziendale e lavorativo, spinte da un'idea che potrebbe portare benefici alla società ed essere innovatrice. Secondo Wikipedia, infatti, per Startup “si identifica una nuova impresa nelle forme di un'organizzazione temporanea o una società di capitali in cerca di un business model ripetibile e scalabile. Inizialmente il termine veniva usato unicamente per startup operanti nel settore Internet o tecnologie dell'informazione. Oggi, con la crescente influenza del software, anche altri settori sono interessati dal fenomeno”.

IL PERCORSO DI UBER Di fatto quello che oggi è un colosso a livello mondiale, Uber, è nato proprio sottoforma di startup in cerca di fondi. E' stata proposta un'idea, ha trovato il bacino di utenza e la mentalità giusta per attrarre finanziatori, considerando l'avvio dell'idea di car sharing e la grande attenzione che questo settore ricopre sia oggi sia in proiezione verso il futuro (leggi anche dell'avvio del car sharing premium di BMW, DriveNow), ed ha saputo crescere. Il percorso non è però stato facile, poiché l'azienda con CEO Travis Kalanick ha dovuto combattere contro classi di lavoratori come i taxisti, che non hanno ben digerito la presenza delle flotte di auto di Uber sul territorio (leggi dello sciopero dei taxi contro Uber), ma adesso si trova in crisi finanziaria. L'ultimo trimestre del 2016 ha visto una perdita di 991 milioni di dollari, che si è ridotta però a 708 milioni registrati nel primo trimestre di quest'anno.

LASCIA IL CAPO DELLA FINANZA In una condizione finanziaria non proprio rosea, anche se in miglioramento poiché il bilancio negativo si è ridotto di 283 milioni di dollari, il capo della finanza di Uber, Gautam Gupta, ha deciso di lasciare l'azienda per approdare ad un'altra azienda sempre con base a San Francisco. Lo stesso Kalanick ha dichiarato che “Gautam è un talento nell'ambito finanziario mondiale. Negli ultimi quattro anni è stato indispensabile per aiutarci costruire Uber partendo da una semplice idea e facendolo diventare il business che è oggi. Non avremmo potuto fare tutto questo senza di lui e ci mancheranno la sua energia ed entusiasmo contagioso”. Ad ogni modo non è il primo “big” di Uber che lascia la propria poltrona (leggi dell'abbandono del presidente di Uber), segno che qualcosa all'interno dell'azienda comincia a vacillare.

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