Turbine nuove ma senza garanzia: attenti al motore PSA 1.6 HDi

Un lettore ci ha segnalato la diffusa pratica commerciale legata al motore PSA DV6TED4 1.6 HDì dalla turbina fragile che nessuno vuole garantire

21 dicembre 2015 - 17:33

Da alcuni decenni il turbocompressore è un componente essenziale e vitale per tutti i motori diesel destinati alle auto ed ai veicoli commerciali leggeri e pesanti. Senza il turbocompressore i motori diesel non sarebbero in grado di esprimere le eccellenti prestazioni che tutti conosciamo. Negli ultimi anni assistiamo inoltre al ritorno in grande stile del turbo sui motori a benzina allo scopo di ridurre le cilindrate e le emissioni senza penalizzare le prestazioni. Questo componente è molto sollecitato sia dal punto di vista termico che meccanico, quindi bisogna mettere in conto la sua sostituzione, normalmente dopo notevoli percorrenze se il veicolo è stato ben trattato e sottoposto alla prevista manutenzione. Tuttavia,  può accadere che al momento della sostituzione del turbo, l'automobilista si trovi coinvolto in una sorta di girone dantesco da cui è difficile uscire senza danni. SicurAUTO.it ha contattato il gruppo PSA, quale produttore del motore in questione, il distributore italiano delle turbine di ricambio che propone agli autoriparatori lo sgravio di responsabilità e l'Unione Nazionale Consumatori per un parere autorevole su quello che sembrerebbe un episodio molto diffuso quando l'automobilista si reca in officina e il meccanico preventiva la sostituzione del turbo compressore sui motori diesel del gruppo PSA 1.6 HDi. Ecco quanto ci riferisce un nostro lettore che desidera mantenere l'anonimato.

Buonasera, ero un “Felice” possessore (fino a poco tempo fa) di una Citroen Berlingo 1600 HDi immatricolata nel 2007. Che dire, dannato FAP! L'auto è sempre andata benissimo, ogni 15000 km sempre fatti i tagliandi, tutto perfetto, bel motore diesel finché, un giorno a circa 120.000 km mi si accende la spia anomalia motore per circa un giorno, dalle istruzioni e secondo il meccanico era tutto inerente al FAP che faceva la pulizia, ecc…comunque la spia si è spenta e la macchina ha continuato ad andar bene, effettuato il tagliando, tutto a posto dopo neanche 10000 km rotta la turbina e qui viene il bello! Portata in officina, montata quella nuova, i fornitori hanno fatto firmare una “liberatoria” al meccanico riparatore. In questa “Dichiarazione di manleva” (che vi invio) è scritto che la turbina non avrà garanzia in quanto verrà installata sul motore PSA 1600 HDi, montato su varie Peugeot, Citroen, sulla Ford Focus e su altre macchine, poiché questo motore ha dei problemi con la lubrificazione della turbina che è scarsa, pertanto non ti danno la garanzia… Comunque montata, seguita la procedura di lavaggio con olio particolare x la turbina nuova e tutto, la utilizzo ma dopo neanche 700 km di nuovo punto e a capo, si è di nuovo spaccata! Ora, la garanzia non me la danno per quel fatto li, non mi fido neanche più a cambiarla, sarebbe la terza ma quanto mi può durare su sto benedetto motore? Boh…comunque motore difettoso e non tolto dalla produzione, perché? Stesso problema l'ha avuto un mio collega di lavoro con un Peugeot Partner nuovo, sempre 1600 HDi 8 valvole, macchina nuova e in un anno ha cambiato due turbine, erano in garanzia, però a distanza di tempo e con i modelli nuovi il problema persiste, mi chiedo il perché nessuno faccia nulla!

La vicenda descritta sembra incredibile ma il testo della dichiarazione redatta dal distributore ufficiale Honeywell-Garret, inviataci dal nostro lettore (in parte visibile sotto), non lascia dubbi su tale procedura. Nel documento che alleghiamo si legge fra l'altro:

Oggetto: Turbocompressori per motore DV6TED4-1.6 HDì”

Il motore in oggetto equipaggia diversi modelli di autovetture e in primo impianto sono stati omologati i seguenti turbocompressori:

  • Honeywell-Garrett cod. 753420-0006
  • Mitsubishi cod. 49173-07506

La causa prevalente di rottura del turbocompressore montato in origine sul motore è dovuta alla lubrificazione scarsa e non idonea al corretto funzionamento, che determina un surriscaldamento dei componenti con conseguente grippaggio e rottura del rotore.

Sul turbocompressore sostituito, nonostante vengano seguite correttamente le procedure descritte nel bollettino tecnico e vengano sostituiti i componenti consigliati, si possono riprodurre le stesse condizioni che hanno determinato la precedente rottura.

In conseguenza di tale criticità, ci troviamo costretti a proporre la vendita dei turbocompressori per questa applicazione privi di garanzia e richiediamo di essere sollevati da ogni responsabilità e contestazione anche per danni collaterali alla rottura del turbocompressore.

ROTTURE INEVITABILI – Dunque, secondo il parere di questo distributore, per i possessori di auto equipaggiate dal motore in questione, non esiste via d'uscita: nonostante tutte le accortezze del caso, il nuovo turbocompressore avrà vita breve e si guasterà nuovamente con le stesse modalità del precedente. Ma la causa della rottura, sempre secondo il ricambista, è imputabile esclusivamente a carenze di progettazione del motore in questione. Per tale motivo il venditore del ricambio non fornisce alcuna forma di garanzia all'acquirente autoriparatore. Ma quest'ultimo, obbligato per legge a fornire al cliente finale la garanzia sull'intervento e sui ricambi sostituiti, spiegherà al malcapitato cliente che in questo caso non può fornire la garanzia perché non potrà rivalersi su nessuno ed a riprova esibirà la nota dichiarazione da lui firmata. Qualcuno si chiederà: il riparatore può acquistare il ricambio presso altro rivenditore che fornisce regolare garanzia. Giusto, ma da una rapida indagine da noi svolta risulta che tale prassi è ormai diffusa e che addirittura si estenda anche ad altri tipo di turbocompressori montati su altri motori. In alcuni casi il ricambista propone al cliente una polizza assicurativa per la durata di 1 anno (il Codice del Consumo prevede 2 anni di garanzia) il cui costo, ovviamente, grava sull'utilizzatore finale. Un noto ricambista di Roma ci ha riferito che da alcuni anni ha rinunciato a vendere turbocompressori nuovi o revisionati per non avere più grane. Insomma, la vicenda è piena di lati oscuri e comportamenti arbitrari che si traducono in uno scarica-barile inaccettabile  e in  palesi violazioni del Codice del Consumo e dei legittimi diritti del consumatore. A noi non risulta che si possa commercializzare un bene, peraltro dal costo non indifferente, privo di alcuna forma di garanzia, né sia previsto dalle attuali normative far firmare dichiarazioni di manleva per questo genere di beni. Sarebbe altresì interessante conoscere la posizione di PSA, visto che ogni presunta responsabilità viene addossata al fabbricante de motore in questione.

IL PARERE DEGLI ESPERTI – Mentre PSA e il distributore italiano delle turbine non hanno rilasciato alcuna replica alla nostra richiesta di chiarimento, l'Associazione Nazionale dei Consumatori, che abbiamo contattato, chiarisce che la fragilità della turbina dovrebbe essere resa nota al cliente prima dell'acquisto dell'auto. L'UNC scrive:

Il problema dovrebbe interessare l'AGCM, perché questa ridotta durata della turbina, il cui costo per la sostituzione supera abbondantemente il migliaio di euro, rispetto alle vetture comparabili dovrebbe essere inclusa nelle informazioni precontrattuali delle vetture, nuove od usate, vendute da professionisti; le Officine che sostituiscono la turbina devono informare il consumatore di questa specifica caratteristica del loro motore, dichiarando il ciclo di vita ragionevolmente prevedibile, perché in nessun caso possono ridurre il periodo di garanzia legale imposto dal Codice del Consumo, cioè due anni. Dichiarare che la turbina fornita ha una vita di 50.000 Km, NON significa ridurre la garanzia, ma informare correttamente il consumatore per permettere una decisione d'acquisto consapevole.

12 commenti

Stefano
10:57, 9 ottobre 2018

Vergognoso, comportamento Vergognoso la Citroen pensa che tutta la gente vada a rubare?
Le associazioni dei consumatori poi non contano nulla? La Cirtroen Meriterebbe una bella multa per questa cosa e dovrebbe garantire come minimo un intervento di riparazione a costo simbolico dato che e' evidente che si tratta di un difetto di progettazione se non sanno fare i motori bene che cambino mestiere. VERGOGNA

Bruno
15:02, 22 dicembre 2015

Egregio Sig. Scano,
la risposta al suo quesito è contenuta nel bollettino tecnico relativo alla problematica in questione.
Ne riportiamo di seguito un estratto.

"Poichè il motore è stato progettato per funzionare ad alte temperature, richiede l'utilizzo dei migliori lubrificanti in assoluto e per mantenere ottimali le sue caratteristiche è stato inserito sul tubo ingresso olio del turbo un filtro e uno scambiatore di calore integrato al filtro dell'olio stesso. Tuttavia c'è uno svantaggio in ciò; alcuni casi indicano che se il motore è stato fatto funzionare con il livello dell'olio sotto ai limiti normali, potrebbero verificarsi delle alte concentrazioni carboniose nell'olio. Ciò può portare all'intasamento del filtro nel tubo di entrata, dello scambiatore olio e del filtro olio principale, che causano una rottura prematura del turbo. La pompa di aspirazione olio potrebbe essere intaccata dallo stesso tipo di sporcizia?.
"A causa delle velocità di funzionamento elevate (230.000 giri al minuto) il turbo è il primo a mostrare segni di danno. Ciò può avvenire da 40-50.000 km in avanti se non è stato mantenuto il corretto livello di olio e se non sono state seguite le corrette procedure o i corretti intervalli di sostituzione dell'olio.
L'esperienza ad oggi suggerisce che i depositi carboniosi in questa applicazione sono particolarmente difficili da rimuovere?.

Mi limito ad annotare che un motore di una vettura nuova dopo appena 40 mila km, ha appena effettuato il tagliando previsto a 30 mila km. Se in queste condizioni manifesta già un consumo d'olio eccessivo che provoca l'abbassamento del livello in coppa con tutto ciò che ne consegue, evidentemente c'è qualcosa di anomalo. La ringrazio per l'attenzione.
Cordiali saluti
Bruno Pellegrini

m.c.
19:35, 22 dicembre 2015

Io ho avuto C3 e C2 con motore DV4 e ora il DV6 su una Fiesta..150.000 km e per ora tutto ok..faccio i tagliandi presso rete ufficiale..e spero basti..
Per il resto penso sia un ottimo motore..ottima spinta e media di 25km/lt..abito in montagna e quindi sottoposto a condizioni non ottimali per un diesel..

santoro
12:37, 23 dicembre 2015

Buongiorno a tutti,
Possiedo una Fiesta 1.4TDCI 2008 4 serie e nel giro di 6 mesi dall'immatricolazione ho cambiato il giunto dx della ruota anteriore,un iniettore e mentre ero su 100 km per un lasso di tempo brevissimo si e' spento il motore, causato da un filo elettrico lento. A 1000 Km dicono che mi hanno cambiato la frizione per una rumorosita' eccessiva con motore freddo e con pedale frizione schiacciato. Avendo 4 parti diverse di motore avevo diritto alla sostituzione auto ma cio' non e' avvenuto. Il mio avvocato che secondo me si e' venduto mi ha tenuto nascosto che il motore marcato Ford e' costruito dalla Peugeot quindi capite bene che casino/polverone si sarebbe alzato. Le concessionarie hanno cambiato tutto a costo zero pur di non compromettere l'immagine della tresca che avviene sotto banco all'insaputa dei consumatori. E nello stesso periodo fu pubblicato un articolo proprio di questa unione .
E' meglio lasciar stare . Diventa una lotta di nervi e infinita.
Anzi quando comprate un motore Diesel fate sempre che questo si di cilindrata grande (dal 2000 in su, la componentistica elettronica che monta , il gruppo frizione.)

R.Gerbi
15:44, 23 dicembre 2015

Finalmente la “magagna” salta fuori in tutta la sua bellezza!

Espongo il mio caso, ma ne conosco altri all'occorrenza: Citroen C4 Picasso 1.6 HDi, regolarmente tagliandata ecc, ecc, dopo 4 anni di servizio e a 90.000km si rompe la turbina; il meccanico ne ha cambiate tre (e all'epoca c'era la garanzia sul ricambio!), ma la vettura non faceva nemmeno 2 km che si fermava con la turbina rotta.

Il difetto descritto è ben noto da anni a chi – sfortunatamente – l'ha vissuto (fate un giro nei forum degli appassionati di vetture del gruppo PSA…), e son contento che Sicurauto tenti di far luce, anche se nutro qualche pessimismo riguardo a un riconoscimento “ufficiale” di un difetto congenito del motore (elemento peraltro confermato anche da diversi meccanici…)

Ci scandalizziamo di Volkswagen, e poi “passano” cose del genere in tutta Europa?
Una “Class Action” in America per non avere informato il cliente delle problematiche inerenti il motore all'atto dell'acquisto sarebbe già partita…ma qui da noi, vabbé…

Morale: la mia C4 Picasso è stata venduta con quotazione da “demolitore” (pagata ben 23.000 euro nel 2009), e ora da due anni sono felice possessore di altra autovettura.

MAI più Citroen, perché il rapporto con il sottoscritto in termini di assistenza è stato pessimo, non aggiungo altro…

Grazie ai collaboratori della testata per l'impegno, e auguri a tutti di Buone Feste.
R.Gerbi

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