Truffa RCA: uccide il feto per il maxi risarcimento
Macabra scoperta degli inquirenti: hanno smascherato una frode alle Assicurazioni per un finto incidente dai dettagli agghiaccianti
Macabra scoperta degli inquirenti: hanno smascherato una frode alle Assicurazioni per un finto incidente dai dettagli agghiaccianti
Macabra scoperta degli inquirenti: hanno smascherato una frode alle Assicurazioni per un finto incidente dai dettagli agghiaccianti
Addirittura 144 persone indagate, e 7 arresti: è il bilancio (momentaneo) per una truffa assicurativa da due milioni di euro ai danni delle Compagnie assicuratrici, avvenuto nel Cosentino. E già così c'è da mettersi le mani nei capelli. Ma la vicenda si fa raccapricciante se si scende nei dettagli: tra i vari sinistri farlocchi, è stato messo in piedi un incidente stradale con il coinvolgimento di una donna, in avanzato stato di gravidanza. Dopodiché, hanno soppresso il feto. Sì, proprio così: hanno ucciso un neonato prematuro per avere dall'Assicurazione un indennizzo fortissimo.
INDAGINE CHOC – Nonostante la partoriente fosse indotta al parto prematuro, il feto nasceva vivo e veniva deliberatamente privato di ogni necessaria assistenza utile per la sopravvivenza causandone il decesso: è quanto emerso dall'inchiesta “medical market”, condotta da Polizia e Guardia di finanza di Cosenza, con le indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal procuratore Franco Giacomantonio. I capi d'accusa? Omicidio, falso in certificazione medica e truffa.
IN QUALE STRUTTURA – Nel mirino degli inquirenti, c'è l'ospedale di Corigliano Calabro (Cosenza), dove l'organizzazione criminale aveva la base operativa: medici compiacenti hanno rilasciato certificazioni mediche in tutto o in parte viziate da falsità al fine di trarre in inganno i medici legali di compagnie assicurative e, quindi, conseguire illeciti profitti poi spartiti fra le parti. Nel corso dell'attività investigativa, è emerso che persone residenti in Comuni della Provincia, attraverso studi legali situati in Corigliano e Mesoraca, ottenevano certificazione medica attestante patologie invalidanti senza essere stati sottoposti alle tassative visite mediche. È stato verificato che non c'era traccia dei pazienti, delle visite e delle prenotazioni. Le radiografie, in particolare, erano sì vere, ma appartenenti ad altre persone, estranee al sinistro stradale.
TRUFFE, DRAMMA ITALIANO – Sono fatti sconvolgenti: si tratta di criminali che non conoscono la parola pietà, neppure per i piccini da dare alla luce. Senza contare che tutte queste frodi vengono pagate a carissimo prezzo dagli italiani: i costi dei risarcimenti a carico delle Assicurazioni vengono poi spalmati un po' lungo tutto lo Stivale, e in particolare lì dove le truffe sono più numerose. Parliamo del Sud Italia, specie Napoli e Caserta. Dove si arriva a inventarsi sinistri di ogni genere, magari anche con esami fasulli. Ma l'omicidio di un neonato no, siamo oltre il baratro dell'inferno umano.