Toyota investe nell'auto-robot: “entro 5 anni veicoli più intelligenti”

La casa giapponese si allea con la Stanford University ed il Massachusetts Institute of Technology per portare l''intelligenza artificiale nelle auto

7 settembre 2015 - 19:40

Automobili più intelligenti e a guida autonoma ma anche robot e sistemi di sicurezza: sono questi i frutti che cresceranno nel campo seminato da Toyota e dalle prestigiose Massachusetts Institute of Technology e dall'università di Stanford. L'impegno di Toyota è notevole e prevede, fra le altre cose, finanziamenti per 50 milioni di dollari in 5 anni. Notiamo come anche Ford recentemente abbia siglato accordi con le stesse università, in nome della guida autonoma.

SPECIALISTI IN ROBOTICA – Ma a suscitare interesse non sono soltanto i campi d'azione dell'alleanza e la sostanziosa dotazione finanziaria: anche la persona che ha assunto il ruolo di Executive Technical Advisor appare tutt'altro che banale. Si tratta del dottor Gill Pratt, l'uomo che organizza il Darpa Robotic Challenge, un concorso istituito dall'importante istituto di ricerca militare (Defense Advanced Research Projects Agency) che premia robot che possono essere usati nel caso di catastrofi naturali. La presenza di Pratt è quindi indicativa per delineare, almeno in parte, la direzione che prenderà il consorzio. In effetti Toyota non ha fornito molte informazioni circa gli scopi finali del progetto, parlando fra l'altro di “future mobility” and “improving the human condition”.

LE PERSONE SONO AL CENTRO – Pratt ha comunque spiegato come “il centro degli impegni sia sull'autonomia degli esseri umani, superando i limiti dati dall'età o dalla malattia”. Lo scopo è quello di eliminare gli incidenti conservando il piacere di guida a qualsiasi età, concetto che suggerisce come le auto del futuro possano presentare vari livelli di autonomia e assistenza alla guida in base all'abilità del guidatore e alla pericolosità delle situazioni. Sembra di leggere, in controluce, come Toyota – a differenza di molti altri costruttori – non stia considerando l'idea di produrre automobili a guida totalmente autonoma e addirittura prive di volante. Un altro concetto stressato da Pratt è la volontà di Toyota di cercare “strumenti” per muovere cose e persone non soltanto all'esterno ma anche dentro gli edifici, permettendo agli umani anche avanti con l'età, tramite l'aiuto di robot, di conservare un posto attivo nella società.

VERSO GLI “INCIDENTI ZERO” – Anche se molti sistemi avanzati di assistenza alla guida sono stati già introdotti, Pratt ritiene che per arrivare ad un veicolo completamente sicuro ne occorreranno molti altri, da sviluppare con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Un alto esponente di Toyota, il Senior Managing Officer Kiyotaka Ise, ha puntualizzato come questa ricerca sia “umanocentrica”, un approccio molto diverso da quello che ispira la Google Car, definita come un treno senza macchinista. Ise ha indicato come obiettivo primario quello di eliminare i decessi nel traffico per poi migliorare la qualità della vita sia per mezzo della robotica sia con la mobilità diversa ed evoluta. In questo quadro il MIT investigherà architetture avanzate per veicoli che si muoveranno in autonomia, interagendo con le infrastrutture e gli altri mezzi di trasporto in modo intelligente e virtualmente privo di rischi. La Stanford University studierà invece evoluti sistemi analitici e predittivi nel campo dell'interazione uomo-macchina. Avremo forse automobili con robot che aiuteranno gli anziani a prendere l'ascensore, veicoli i cui sensi molto più sviluppati dei nostri permetteranno di percepire pericoli invisibili? Lo sapremo fra qualche anno, l'importante è che l'impegno ad azzerare le fatalities nelle strade, già preso da Volvo anche tramite la nuova, sicurissima XC 90 (guarda i risultati dei Euro NCAP 2015), sia portato avanti da tutti i costruttori.

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