Thyssenkrupp, l'auto elettrica sarà la fortuna delle acciaierie

L'auto elettrica sarà una buona occasione secondo le acciaierie Thyssenkrupp ma la rivoluzione cambierà il mercato delle materie prime

8 settembre 2017 - 18:04

Le auto elettriche cambieranno molte cose intorno a loro perché sono diverse “dentro”. Il powertrain, per esempio, è semplificato: il motore ha poche parti rotanti ben bilanciate e questo, permettendogli di girare molto in “alto”, consente di ridimensionare il cambio che può persino diventare una riduzione a rapporto fisso. Tutto questo riduce la possibilità di guasto (occorre però fare attenzione alle batterie delle auto elettriche ferme a lungo) e suggerisce di ripensare le reti di vendita: i dealer tradizionali spingeranno un'auto che potrebbe dar loro pochi guadagni nel corso degli anni? Un altro settore che verrà rivoluzionato è la composizione del veicolo: il “peso” relativo di alcuni materiali aumenterà e altri arriveranno ex novo ma, secondo Thyssenkrupp, il ruolo dell'acciaio rimarrà centrale.

ACCIAIO E GRANDI MANOVRE Le impressioni di un esponente di vertice di Thyssenkrupp, raccolte da Autonews Europe, sono arrivate in un momento particolare e cioè durante una trattativa che porterà ad una fusione con l'indiana Tata Steel. Al di là dei cambiamenti societari, l'atteggiamento dell'Azienda verso i veicoli elettrici è positivo perché il management ritiene che essa possa avere una spinta se l'industria automobilistica virerà verso gli EV. Un dirigente senior del gruppo, il Responsabile delle vendite automotive di Thyssenkrupp Steel Europe Bernhard Osburg, ha messo infatti in evidenza il potenziale valore del settore dell'acciaio nel momento nel quale i principali Costruttori si allontanano dai motori a combustione per andare verso le tecnologie delle batterie.

L'ELETTRICO HA BISOGNO DI NOI Orburg ha infatti detto ai giornalisti, nel corso di un incontro nella sede di Thyssenkrupp, che “Senza l'acciaio, non ci sarà mobilità elettrica. Siamo convinti che che l'e-mobility sarà un 'business case' positivo per noi”. Ha poi precisato che l'acciaio elettrico in nastri e quello ad alta resistenza saranno i due prodotti che vedranno una domanda più elevata all'aumentare della produzione dei veicoli elettrici.

Il secondo prodotto sarà sicuramente richiesto in vista della crescente necessità di proteggere le batterie da urti e vibrazioni, un impiego che richiede un acciaio particolarmente resistente (gli acciai speciali sono il cuore della scocca leggera Mazda SkyActive-X). L'acciaio elettrico è molto importante nella costruzione dei generatori e dei motori elettrici (chissà se Thyssenkrupp si è giovata delle importanti competenze nel settore dello “acciaio magnetico” della AST – Acciai Speciali Terni, da lei acquistata e poi sostanzialmente ibernata nel corso degli anni) dato che serve come nucleo delle bobine di filo conduttore che sono il cuore di tutte le macchine elettriche. Esso deve, per esempio, avere un basso magnetismo residuo, deve riuscire a concentrare i campi magnetici e avere basse perdite anche ad alta frequenza, pur conservando le notevoli doti meccaniche richieste da un funzionamento ad alti regimi. L'industria automobilistica è il più grande cliente di Thyssenkrupp, dato che i suoi 9,8 miliardi di euro rappresenta un quarto delle vendite di gruppo (chissà se Thyssenkrupp è stata coinvolta dal cartello dell'acciaio fra costruttori) e l'Azienda dichiara che i suoi prodotti vengono utilizzati nel 90% delle auto premium, compresi tutti i modelli Tesla.

LA GRANDE CORSA Le auto elettriche cambieranno gli scenari del consumo di molti altri materiali: un'inchiesta di Bloomberg indica vincitori e perdenti nei futuri mercati dei metalli. I grandi gruppi minerari come Glencore Plc ritengono che i combustibili fossili continueranno a svolgere un ruolo cruciale per le esigenze energetiche ma trarranno un grande beneficio dall'avvento dei veicoli elettrici che richiedono più cobalto, litio, rame, alluminio e nichel.

Secondo Glencore un'automobile elettrica contiene circa il triplo del rame di una convenzionale e anche le stazioni di ricarica ne useranno molto: Exane BNP Paribas prevede che le colonnine da sole aggiungeranno circa il 5% alla domanda globale di rame entro il 2025. Le batterie, dal canto loro, genereranno una consistente domanda aggiuntiva di litio, cobalto, grafite e manganese. Un'economista delle materie prime presso la londinese Capital Economics Ltd, Simona Gambarini, ha dichiarato che “per alcuni metalli le auto elettriche rappresentano un completo stravolgimento. Stiamo già vedendo un grande impatto su alcuni metalli come il cobalto e il litio, le cui quotazioni sono molto aumentate durante gli ultimi due anni”. La domanda di platino, un importantissimo componente dei catalizzatori, non sembra invece facilmente prevedibile: se da un lato è destinata a scendere se il motore a scoppio perderà quote di mercato, dall'altro potrebbe risalire perché entra nella composizione delle fuel cell (leggi del primo Tir a Idrogeno messo in strada da Toyota).

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto usate certificate: le garanzie di Ford Approved

10 errori da non fare con l’importazione auto dall’estero

Le 10 auto usate economiche con più km vendute a gennaio 2020