Telelaser e multe bidirezionali: una mezza bufala da sfatare

Una recente nota del ministero sull'Autovelox Telelaser sta creando in rete un tam tam che però non trova riscontro nell'uso quotidiano

1 febbraio 2015 - 23:04

Partiamo da quanto si legge sul web in queste ore. Riguarda il misuratore elettronico della velocità “da spalla” (cosiddetto Telelaser): c'è chi, avvistata questa specie di “pistola”, rallenta. Poi, superato il posto di controllo, torna a premere sul pedale dell'acceleratore. Ebbene, a tale proposito, il ministero dei Trasporti ha risposto a un quesito ma il contenuto del parere ministeriale è stato un po' storpiato ed estremizzato da diversi siti web.  Ecco perchè abbiamo voluto fare chiarezza interpellando direttamente chi di controlli elettronici ne ha fatti molti negli ultimi anni, l'agente Longo della Polstrada, nostra vecchia conoscenza.

LA TESI UN PO' STRAMBA – Sul web si legge che, secondo il ministero, da adesso, le forze dell'ordine con compiti di polizia stradale possono anche puntare il sistema laser verso il veicolo in allontanamento e notificare il verbale per posta al trasgressore che ha finto di andare piano per poi schizzare via a tutta birra. In casi come questi in cui il conducente fa il furbetto (prima rallenta e poi accelera), l'agente possa puntare il Telelaser alle spalle dell'automobilista, senza aver poi l'obbligo di fermare il multato per la contestazione immediata della contravvenzione. La notifica avviene a distanza, a casa. Sempre secondo le indiscrezioni raccolte sul web, il ministero avrebbe detto che i dispositivi Telelaser vengono normalmente impiegati per effettuare la contestazione immediata dell'eccesso di velocità in riferimento ai veicoli in avvicinamento. Trattandosi di sistemi omologati, questi misuratori però possono essere impiegati anche per notificare la multa al domicilio del trasgressore nell'ipotesi in cui il trasgressore non possa essere fermato in tempo utile e nei modi regolamentari.

COME STANNO LE COSE – A nostro avviso, le cose non sono proprio così gravi come vengono raccontate in rete. In estrema sintesi, certo che il Telelaser lo si può usare di spalle. Ma solo in rarissime occasioni. Ossia solo quando un automobilista corre velocissimo e diventa impossibile la constatazione immediata. Già l'omologazione lo prevede: il ministero ha semplicemente ribadito qualcosa di assodato. Gli agenti di norma non lo usano in entrambe le direzioni, salvo rari casi. Pur tuttavia, se invece qualche volta c'è stato un abuso da parte delle forze dell'ordine (Telelaser di spalle con notifica della multa a casa quando era possibilissima la contestazione immediata col fermo del veicolo e contravvenzione sul posto), SicurAUTO.it vi invita a segnalarci questi casi. Cercando di documentare e circostanziare l'accaduto, così da consentirci di pubblicare il tutto. Per saperne di più, abbiamo chiesto lumi a un agente della Polstrada di lungo corso, ora in pensione, Giorgio Longo, detto Penna Bianca, che ha enorme esperienza sul campo anche in fatto di controlli elettronici. “In realtà, qui di nuovo non c'è nulla. Già dalla sua adozione e omologazione, il Telelaser può misurare la velocità sia in avvicinamento (di faccia) sia in allontanamento (di spalle) in modo legale. Ma conta lo spirito di queste rilevazioni d'infrazione: è quello della contestazione immediata. Così, si evitano trucchi successivi”. Ossia, se il guidatore viene fermato, subirà la multa e i provvedimenti a carico della patente (taglio di punti o sospensione). Se invece la multa viene notificata a casa del proprietario del mezzo, questi può inventarsi di sana pianta il nome del guidatore: per esempio, può far perdere i punti-patente alla nonna. Oppure può pagare una multa supplementare per evitare di dare comunicazioni alle forze dell'ordine in merito al nome del guidatore. 

E LA SICUREZZA? – Puntando il Telelaser di spalle, l'agente corre un inutile pericolo di essere travolto: mai dare le spalle al traffico; si mette a rischio la propria sicurezza. Inoltre un guidatore, vedendo che l'agente punta il Telelaser avanti, non accelera. Così facendo, poi, rischia che da dietro arrivi all'improvviso un altro veicolo che impalla quello del trasgressore: risultato, o non si riesce più a rilevarlo, o non si riesce più a prendergli la targa. In mancanza di fotocamera, ci vorrebbe un secondo agente che annota le targhe (quelle che vede). Anche un conducente che ha rallentato prima e accelera poi, non riguadagna una gran velocità nel raggio di azione dell'apparecchio, che è 1 km se il guidatore ha ancora un rettilineo perfetto e sgombro davanti. E, comunque, anche se l'agente ha tutte le migliori condizioni e vuole multare l'automobilista, deve fingere di fare il frontale e poi, quando il veicolo è passato, girarsi di scatto e “fulminarlo”. Improbabile davvero. Oltretutto, mentre l'agente si gira, gliene arrivano alle spalle altri che capiscono la situazione e si adeguano, rallentando.

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