T-Red, inventore ancora sotto indagine

L'inventore del T-Red, l'apparecchio che multa chi passa col semaforo rosso, ancora sotto indagine

15 maggio 2012 - 6:00

La notizia abbastanza importante per il T-Red (lo strumento che sanziona chi passa col semaforo rosso) è che il Gup proscioglie chi li commercializzava e il comandante dei Vigili di Spello (Perugia); ma la novità bomba è che si indaga ancora sull'inventore dell'apparecchio. Altro che storia chiusa, come qualcuno cercava di far credere.

DUE PIÙ UNO – L'udienza preliminare davanti al giudice Carla Maria Giangamboni per l'affare dei T-Red finisce, quindi, con due proscioglimenti e una richiesta di riformulazione dell'accusa. Prosciolti Raoul Cairoli, allora amministratore della società che li commercializzava in esclusiva (la Ci.Ti.Esse) e Giancarlo Meniconi, comandante della Polizia municipale di Spello. Ma la vicenda va avanti eccome per Stefano Arrighetti, proprio l'ideatore dei T-Red. Anzi, Arrighetti ora è indagato per i fattacci di Spello e per quelli di Perugia. Così, il Pubblico ministero Giuseppe Petrazzini, su richiesta del GUP Carla Giangamboni, dovrà riformulare l'accusa.

QUESTIONE COMPLESSA – Tutto nasce nel luglio 2006. Mentre l'Italia si esalta per le imprese della Nazionale di calcio, a Perugia vengono installati i T- Red. Sino a dicembre, è record: 21.000 multe. Cioè 150 euro a botta, più il taglio di sei punti-patente. Ossia tre milioni di euro, in sei mesi. Tra i vari problemi, la durata della luce gialla: così breve, da impedire di attraversare l'incrocio. Gli automobilisti multati s'infuriano e pensano a una truffa per estorcere loro quattrini, a beneficio del Comune e magari di qualche ditta con cui l'Ente locale si spartisce la torta. Il vero guaio è che il Codice della strada non prescrive tempi minimi del giallo, che è a discrezione dei Comuni. Insomma, un bel pastrocchio all'italiana.

ALTRO CAOS – Ancora più intricata la faccenda dell'omologazione dell'apparecchio, rilasciata nel 2005 dal ministero dei Trasporti dopo aver sentito il parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Nel 2010, dopo i dubbi sollevati dalla magistratura di Verona sul relé che interfaccia l'apparecchio col semaforo, il ministero aveva chiesto al Consiglio superiore dei Lavori pubblici se i T-Red fossero in regola. La risposta del Consiglio: tutto in regola. D'altronde, come avrebbe potuto smentirsi a distanza di cinque anni?

2 commenti

Francesco
12:27, 15 maggio 2012

Già, sarà un caso, allora, che la durata del giallo fosse inferiore nei semafori dotati di T-red rispetto a quella dei semafori sprovvisti dello stesso apparecchio… A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca!
A mio avviso un'Amministrazione seria e in buona fede avrebbe perlomeno bloccato le multe comminate con un sistema il cui inventore era (ed è tuttora) sotto inchiesta e l'azienda installatrice prende una percentuale su ogni multa fatta.
Evidentemente serietà e buona fede mancavano…

partigiano
13:17, 5 febbraio 2013

BASTA TASSE! BASTA MULTE!

I T-Red, come tutti i sistemi di rilevamento automatico della targa dei veicoli sono illegali. Secondo la legge non possono esistere. La gente non li vuole. Ogni volta che usciamo di casa, siamo spiati, samo multati, abbiamo paura. Il sindaco continua a usarli ancora solo grazie alla compiacenza delle autorità locali corrotte, quali forze dell'ordine, o il questore, o i magistrati, che chiudono un occhio in cambio di un guadagno. Soldi sporchi.
La polizia e i vigili urbani non cercano i ladri, ne gli spacciatori, vogliono solo prendere i nostri soldi.
Inoltre nessuno sa chi intasca i soldi di queste multe… I pagamenti non sono tracciabili, come quelli della mafia. Siccome i servizi e le spese per la città diminuiscono e contemporaneamente gli incassi comunali aumentano, vuol dire che qualcuno si sta tenendo per se tutti questi soldi. Chi è?

Bisogna eliminarli. Anche i T-Red.

Per riportare la legalità e l'ordine.

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