Strada dei Parchi A24-25: scattano i divieti su 87 ponti a rischio crollo

Il Ministero impone i limiti a tappeto sui viadotti dell'A24-A25 definiti precari dopo l'ispezione. Possibile chiusura nel 2019

19 ottobre 2018 - 11:35

Circolazione aperta a tutti ma con limiti su 87 viadotti delle Autostrade A24 e A25 delle Strade dei Parchi che si concentrano sui mezzi pesanti. E' servito il pressing del Ministero dei Trasporti, dopo la fortuita scoperta dei calcinacci cadenti da un viadotto, per lanciare l'allerta sulla sicurezza dei ponti, definiti dallo stesso Ministero in stato di decadimento manutentivo. Ma i vincoli alla circolazione dei mezzi pesanti sono solo il preludio di una situazione di insicurezza nazionale che avevamo già anticipato qui, e che lo stesso Ministero potrebbe far chiudere definitivamente dal 2019 se non saranno attuate le misure di messa insicurezza.

IL PEZZO DI CEMENTO CHE HA SFIORATO L'AUTO DELLA POLIZIA Poca manutenzione sui viadotti della Strada dei Parchi, è questo in sostanza l'incipit che ha spinto il Ministero, sulla base delle relazioni ispettive, a individuare il rischio di crollo legato a precaria stabilità statica. E' in burocratese tecnico quello che potrebbe ripetersi dopo il crollo dei calcinacci (presumibilmente più grandi di come si definirebbero, circa 60 centimetri di lunghezza) staccatisi dal viadotto di Campo Croce della A25 nel territorio di Pratola Peligna che hanno mancato per poco una pattuglia della Polizia Stradale. Duro il commento del sindacato di Polizia di Stato Fsp sul rimpallo di responsabilità tra il Gestore della rete stradale e il Ministero, “Appena un mese fa abbiamo lanciato l'allarme a Ministero e Dipartimento” . Così per evitare il verificarsi di un altro caso Morandi, sono scattate le prime misure preventive ad ampio raggio con vincoli alla circolazione, che solo i controlli potranno far rispettare.

LE RESTRIZIONI PER I MEZZI PESANTI SU 87 VIADOTTI La bolla mediatica creatasi attorno alla sicurezza dei viadotti lungo le autostrade Roma-Teramo-L'Aquila e la diramazione Torano-Pescara ha spinto la concessionaria autostradale ad estendere a tutti i ponti le misure già in atto dal 2017 su 8 viadotti. Si cerca così di tranquillizzare le acque e gli automobilisti imponendo ai mezzi pesanti il divieto di fermata nelle corsie di emergenza, il divieto di sorpasso e l'obbligo di mantenere una distanza di almeno 50 metri tra altri mezzi pesanti. E' indubbio che visti i precedenti crolli in Italia e la cronica fragilità delle infrastrutture lasciate per decenni al loro destino, chi potrà farne a meno si guarderà bene dal percorrere ponti e viadotti costruiti nel secolo scorso.

Sopra, una fase dei controllidel personale SdP.

14 GALLERIE E 339 PONTI DA METTERE IN SICUREZZA Il Ministero porta all'attenzione del Gestore Strada dei Parchi anche sulla sicurezza delle 14 gallerie presenti sulle Autostrade A24-25 che andrebbero adeguate entro aprile 2019: “è verosimile l'ipotesi che all'1 maggio 2019, le autostrade A24 e A25 non saranno in regola” e “potrebbe essere necessario interdire al traffico le tratte autostradali interessate”. L'Ufficio Territoriale Ispettivo del Ministero dei Trasporti ha evidenziato che i controlli “hanno dimostrato un'elevata vulnerabilità nella stragrande maggioranza dei 339 viadotti presenti sulle autostrade A24 e A 25″ su cui è necessario intervenire rapidamente. Sulla messa in sicurezza però il Gestore accende la polemica dei fondi da sbloccare per le opere “ricomprese nel nuovo Piano economico finanziario (Pef), previsto nella legge di stabilità del 2012, dopo il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009″ spiega Mauro Fabris, vicepresidente della società SdP.  E pensare che dal 1 gennaio 2018 era scattato anche l'aumento del pedaggio del 12,89% proprio sull'Autostrada A24-A25, sospeso dal 1 ottobre 2018 fino al 31 dicembre 2018 con ritorno alle tariffe 2017. Stavolta, il peggio sembrerebbe scongiurato, almeno nelle intenzioni. Ma quanti calcinacci dovranno piombare dai viadotti per smuovere verifiche e controlli seri sulla corretta manutenzione delle strade per le quali paghiamo sistematicamente un pedaggio più caro, giustificato da interventi (presunti o reali) di messa in sicurezza?

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