Stop bollo auto: i pro e i contro di pagarlo sulla benzina

Prezzo benzina più alto in cambio del bollo cancellato. L'idea piace a Renzi, ma fa tremare il sistema di riscossione e chi usa l'auto per lavoro

9 maggio 2016 - 9:00

Nel 2005, l'Unrae (Unione Case estere) propose al Governo dell'epoca di eliminare il bollo auto (tassa di proprietà che si paga alle Regioni), in cambio di un aumento del prezzo della benzina. La filosofia su cui si basava l'idea era semplice: pagare in funzione di quanto si usa la macchina. Di recente, la proposta è stata rilanciata dal movimento Fare! (vedi qui) e, sollecitato sul tema, il premier Matteo Renzi s'è espresso a favore dell'idea. Che sia un modo per catturare consenso elettorale o no, questo non conta: vanno intanto esaminati i nodi sul tavolo. Infatti, il bollo auto, una tassa che interessa quasi 50 milioni di veicoli, vale per 5,9 miliardi di euro e, insieme all'addizionale Irpef, è l'unica entrata di cui le Regioni dispongono per le spese extrasanitarie che vanno dal sociale al lavoro, ai trasporti, alle infrastrutture (vedi qui come calcolarlo). Il gettito complessivo del comparto automotive è stato stimato nel 2014 pari a circa 72 miliardi di euro e la tassa automobilistica pesa per circa l'8%.

IL PESO DEL BOLLO AUTO Anzitutto, va capito, a livello locale, quanto pesi il bollo auto, visto che è una tassa regionale. Secondo Salvatore Moretto, direttore del Servizio gestione tasse automobilistiche dell'ACI, il gettito annuale per il Lazio è di oltre 700 milioni di euro e l'evasione (considerando i dati disponibili sull'anno tributario 2012) ammontava a circa 200 milioni, poco meno di un terzo che, precisano dalla Regione, si sta riducendo progressivamente. In Lombardia dal bollo arriva un miliardo e l'evasione viaggia attorno al 5-6%. Ogni anno al fisco per ciascun veicolo vanno mediamente 106 euro, ma c'è una variabilità molto alta a seconda della Regione: si passa da 180 euro a 63 euro, specie per l'evasione e per il tipo di parco auto. Inoltre, i governatori nelle proprie Regioni hanno varato sconti ed esenzioni, chi per gli autoveicoli ibridi di nuova immatricolazione, chi per i veicoli a Gpl e metano, ad alimentazione idrogena o elettrica, o per i portatori di handicap.

“UN BUCO NEI BILANCI” Per Salvatore Moretto, direttore del Servizio Gestione Tasse Automobilistiche dell'ACI, “l'abolizione non risolverebbe il problema creando un grosso buco nei bilanci delle Regioni. È semmai auspicabile un provvedimento di riforma strutturale del carico fiscale dei veicoli per razionalizzare il sistema e rendere meno onerosa la gestione della propria auto”. Già una nuova banca dati integrata nazionale potrebbe salvaguardare “le diverse autonomie, una gestione condivisa dei servizi di base e una maggiore efficacia alle azioni di contrasto dell'evasione fiscale”.

COSA POTREBBE ACCADERE Se il bollo fosse cancellato, ci sarebbe una drastica semplificazione che farebbe piazza pulita del sistema di riscossione (costi di tenuta archivi, cartelle esattoriali, contenziosi, commissioni tributarie): questo ovviamente ha innescato qualche malumore. Pare quasi che l'ACI tema di perdere qualcosa con l'abolizione del bollo. Un po' come se il sistema di riscossione del bollo perdesse quella sua funzione e la sua importanza fosse sminuita dalla cancellazione di quel balzello. L'ACI infatti controlla circa metà delle regioni italiane: sul sito, troviamo Abruzzo, Basilicata, Provincia autonoma di Bolzano, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana, Provincia autonoma di Trento, Umbria, Valle d'Aosta.

QUESTIONE LAZIO-LOMBARDIA C'è poi il problema Lazio. Dice Moretto che nel Lazio l'evasione del bollo è più pesante che in Lombardia. Per capirci di più, torniamo al 1998, quando fu definito che un veicolo iscritto al PRA era esentato dal bollo se l'intestatario presentava atti di data certa (denuncia furto, vendita autenticata dal notaio). Nel 2012, però, la Regione Lazio ha riportato le lancette indietro, creando anche maggiore evasione. Quindi l'ipotesi di sbaraccare tutto il sistema che ruota intorno al bollo fa paura.

FIGURE… A RISCHIO Le figure professionali più colpite sarebbero gli agenti di commercio, ma anche gli insegnanti precari costretti a farsi pure 100 km al giorno da una provincia all'altra con un'auto vecchia anche perché magari in quella zona è carente il trasporto pubblico locale: l'assurdo è che spesso si spostano anche nella stessa giornata tra due istituti loro assegnati. Gli svantaggi sarebbero tuttavia bilanciati dal fatto che anche gli stranieri in Italia pagherebbero. Non ultimo, va detto che, con la cancellazione del bollo, i noleggiatori di auto dovrebbero adeguare i canoni al ribasso (visto che il carburante lo paga il cliente) e visto che il contratto prevede una clausola di aggiornamento del canone per sopraggiunte novità fiscali, che in in caso di cancellazione del bollo si dovrebbero considerare al ribasso, escludendo il bollo dai servizi/costi inclusi nel contratto di noleggio.

2 commenti

orazio
15:17, 13 maggio 2016

Perchè non fate vedere i commenti?Si vede che è UN MISTERO DELLA FEDE?Buona ho cattiva,per me li dovreste Pubblicare gia che si parla TANTO DI EQUITA,Da qualche parte bisogna pure cominciare,siate Equi date il buon esempio,non e bello nacondersi e un pò OMERTOSO/LOSCO!

Redazione
20:53, 15 maggio 2016

Sig.r Bacci,
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Redazione SicurAUTO.it

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