Auto connesse: per la Commissione UE l’utente decide sui dati e privacy

La Commissione europea dalla parte dei consumatori sulle auto connesse: privacy e libertà di scelta non devono essere nelle mani dei Costruttori auto

28 febbraio 2022 - 13:00

Il mondo automotive è al centro di una serie di cambiamenti che vedono sempre più l’utente al centro di scelte cruciali, per la mobilità (auto elettriche), ma anche la privacy (auto connesse). Se l’attenzione delle istituzioni sembra tutta rivolta al paradigma della mobilità a zero emissioni, i legislatori europei stanno discutendo sull’importante ruolo del proprietario o utilizzatore delle auto connesse.

AUTO CONNESSE: I PRINCIPI CARDINE SULLA SICUREZZA DEI DATI

Gli interessi sulle auto connesse sono elevati, come vi abbiamo già anticipato in questo approfondimento, ma a dimostrazione che i nodi da sciogliere sono tanti, a breve torneremo sull’argomento. La sicurezza dell’accesso ai dati sembrerebbe la prerogativa condivisa da tutti gli operatori coinvolti nella comunicazione delle auto connesse. La struttura e il potere decisionale, la privacy e la proprietà di questi dati, sono ancora oggetto d’intensi dibattiti. La campagna “My Car My Data” lanciata da FIA e ACI ha avuto proprio lo scopo di spingere i regolatori ad adottare principi fondamentali a tutela dei consumatori e aziende che possano garantire:

libertà di scelta sulla condivisione dei dati delle auto connesse;

protezione e sicurezza dei dati, per impedire l’accesso non autorizzato o il furto di informazioni sensibili;

– competizione leale (concorrenza) e innovazione delle imprese, ed evitare i rischiosi paletti dei Produttori di auto;

IL DATA ACT PROPOSTO DALLA COMMISSIONE EUROPEA

Questa campagna è stata portata avanti dalla Federazione Internazionale dell’Automobile anche chiedendo direttamente agli automobilisti quanto si sentissero davvero padroni delle informazioni prodotte dalle auto. Il 91% dei consumatori ritiene di avere la proprietà dei dati generati dalla propria auto, ma l’85% afferma di non avere alcun controllo su di essi. A questa contraddizione potrebbe trovare un indirizzo normativo la proposta di Data Act della Commissione Europea. “La Commissione Europea ha riconosciuto che il consumatore deve avere il diritto di decidere quali dati condividere, quando, con chi e per quali obiettivi”, ha affermato il Direttore Generale della Regione I FIA, Laurianne Krid. “La proposta rappresenta un passo avanti per il raggiungimento di un accesso ai dati equo, ragionevole e non discriminatorio”.

CON LE AUTO CONNESSE A RISCHIO 65 MILIARDI DI EURO L’ANNO

Per far si che questo possa accadere la FIA ha commissionato uno studio approfondito sulla possibilità di utilizzare una piattaforma S-OTP (Secure On-board Telematics Platform) che non comprometta i criteri di sicurezza delle auto connesse. I principi cardine di liberta, privacy e concorrenza sarebbero raggiungibili, secondo il Data Act, rendendo obbligatoria questa piattaforma. Diversamente, i Costruttori possono decidere quali dati trattenere, trasmettere e come renderli accessibili. L’Ufficio Europeo della Federazione Internazionale dell’Automobile stima che questo filtro sul flusso dei dati delle auto connesse può provocare una perdita complessiva di 65 miliardi di euro l’anno fino al 2030 per l’Independent Aftermarket. Ora non resta che attendere l’esito delle votazioni al Parlamento europeo, dove è prevedibile che il Data Act si scontrerà con la forte attività delle lobby.

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