ArgoAI investe 15 milioni di dollari nel primo Centro per veicoli autonomi

La divisione di guida autonoma Ford apre un polo per lo sviluppo di sensori e tecnologie che non dipendono dalle zmappe HD di guida autonoma

25 giugno 2019 - 20:17

Ford prosegue lo sviluppo dell’auto a guida autonoma. L’azienda e Argo AI hanno annunciato l’apertura di un centro di ricerca dedicato ai veicoli autonomi. In capo un investimento da 15 milioni di dollari per accelerare sugli studi. Al momento Ford e Argo AI stanno testano la loro piattaforma a guida autonoma negli Usa e puntano al salto di qualità anche nel traffico cittadino. Argo AI ha recentemente rilasciato Argoverse il suo nuovo dataset di mappe HD. Rendere gratuitamente disponibili set di dati come questi vuole stimolare il contributo di tutta la comunità di ricerca per concretizzare l’auto driveless in tempi brevi. Nel 2017 Ford aveva annunciato che avrebbe speso ben 1 miliardo di dollari in Argo nel corso di cinque anni. Vediamo come il nuovo centro di ricerca concretizza questo impegno.

RICERCHE IN CORSO

Argo AI, la startup per la guida autonoma sostenuta da Ford, continua a fare passi avanti. Argo ha annunciato un investimento da 15 milioni di dollari presso la Carnegie Mellon University per finanziare la creazione di un nuovo centro di ricerca. Il nuovo polo di ricerca Argo AI lavorerà sui veicoli autonomi utilizzando i fondi per “perseguire progetti di ricerca avanzati“. Dall’università dicono di essere al lavoro per superare gli ostacoli dell’attuale tecnologia e consentire ai veicoli a guida autonoma di operare in un’ampia varietà di condizioni nel mondo reale. Il lavoro sulla guida autonoma include la sua applicazione nel clima invernale e in zone urbanizzate. Bisogna ricordare che Argo è nata nel 2016 da un team di studenti della CMU. Ad oggi Argo e Ford, stanno testando i loro veicoli a Miami, Washington, Palo Alto e Detroit. Il nuovo centro supporterà la ricerca sugli algoritmi decisionali di nuova generazione.

NUOVE TECNOLOGIE

Ford e Argo stanno migliorando software e hardware per ottenere una avanzata capacità di “vedere” e “pensare”. Questo progetto vuole consentire il “dispiegamento su larga scala e globale” di auto a guida autonoma. Nel 2017 Ford aveva rivelato lo stanziamento di fondi per 1 miliardo di dollari in cinque anni a favore di Argo AI. Le auto a guida autonoma sono testate sulle strade delle città di tutto il mondo. Eppure siamo ancora lontani dalla diffusione di questa tecnologia per il “grande pubblico”. Per arrivare a questo punto le auto driveless dovranno dimostrare di essere sicure su tutti i tipi di strade e in tutte le condizioni meteorologiche. Le persone hanno bisogno di fidarsi della tecnologia a guida autonoma e questa deve essere meno costosa. Quando i mezzi senza conducente saranno più efficienti dei taxi e delle app come Uber e Lyft allora saranno preferiti anche all’auto personale.

LA PROSPETTIVA

La scorsa settimana Argo ha rilasciato Argoverse il suo dataset di mappe HD. L’idea è quella di rendere disponibili gratuitamente dati come questi alla comunità di ricerca per guidare le innovazioni nel campo. Argo non è l’unica azienda impegnata nel rafforzamento degli studi nel campo della guida autonoma. Lo scorso anno Intel ha lanciato l’Institute for Automated Mobility che oggi opera con una sua flotta nell’area di Phoenix, in Arizona. L’istituto riunisce tre università statali e i dipartimenti di Stato americani del settore dei trasporti, della sicurezza pubblica e del commercio. Insomma la strada che ci separa dalla guida autonoma è ancora lunga ma il lavoro di privati e Governi conferma il desiderio di tagliare i tempi. Anche le stesse aziende dell’auto si sono fatte promotrici di alleanze e consorzi per condividere informazioni e progressi riducendo i costi di sviluppo.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto abbandonate suolo pubblico privato

Auto abbandonate: come rimuoverle dal suolo pubblico e privato

Guard rail non a norma: Comune di Roma condannato in appello

Guai in Italia per FCA: l’accusa del Fisco di aver “nascosto” 5 miliardi