Simulava incidenti in autostrada per derubare le vittime. Ecco come agiva

Inscenava finti tamponamenti per estorcere denaro agli automobilisti creando pericolo anche per gli altri conducenti. Arrestato

 
Simulava incidenti in autostrada per derubare le vittime. Ecco come agiva Inscenava finti tamponamenti per estorcere denaro agli automobilisti creando pericolo anche per gli altri conducenti. Arrestato

Inscenava finti tamponamenti per estorcere denaro agli automobilisti creando pericolo anche per gli altri conducenti. Arrestato

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4 Febbraio 2015 - 08:02

La fantasia di chi architetta finti incidenti per ottenere illecitamente un risarcimento non ha confini. Tanto che un 35enne romano è stato arrestato dalla Polizia con l'accusa di aver simulato di essere stato tamponato sul Grande raccordo anulare di Roma: obiettivo, impossessarsi di 1.500 euro di una donna di 61 anni. Tre giorni fa, alle quattro del pomeriggio, la donna – alla guida della sua auto sul GRA – viene avvicinata da un'altra vettura il cui autista le fa cenno di accostare. Un volta fermi all'altezza dello svincolo Gregna sant'Andrea, l'uomo fa notare alla donna che poco prima lei lo aveva leggermente tamponato, procurando una lieve ammaccatura alla vettura del guidatore. Tutto falso: quel danno già esisteva da tempo. E non c'era stato nessun tamponamento. Ma qui la truffa diventava diabolica.

LA TELEFONATA AL FINTO CARROZZIERE – Per via del danno di lieve entità, l'uomo suggeriva alla donna di non fare la constatazione amichevole, che avrebbe richiesto tempo e fatica : “Telefono a mio fratello carrozziere, che mi fa un preventivo al volo, e risolviamo rapidamente”. Detto, fatto: preventivo di 150 euro. La vittima, sorpresa ed impaurita, accettava di andare insieme all'uomo a un bancomat di Ciampino per prelevare la somma. Appena di fronte allo sportello di un istituto bancario di via del Lavoro, l'uomo le si è avvicinato costringendola con la forza ad inserire il pin di accesso per poi prelevare lui stesso 1.500 euro. Le urla della vittima hanno attirato l'attenzione di alcuni passanti, tra i quali un giovane romeno; quest'ultimo è riuscito a raggiungere il malvivente intralciando così la sua fuga. Sul posto è giunta una pattuglia del commissariato di Marino. I due poliziotti, scesi dall'auto di servizio, sono riusciti a braccare l'uomo nonostante le sue violente resistenze; perquisito, è stato trovato in possesso di tutto il denaro appena prelevato dallo sportello bancomat. Identificato per T.F. , romano di 35 anni, peraltro con numerosi precedenti, è stato arrestato per il reato di rapina aggravata.

QUALCHE CONSIGLIO – Non è la prima volta, e non sarà l'ultima, che un malvivente tenta una truffa assicurativa del genere. Il nostro consiglio, in casi come questo, è allertare le forze dell'ordine quanto prima: è sufficiente una telefonata. Così da indurre il malintenzionato a levarsi dai piedi. E comunque, mai fermarsi in una zona isolata, dove il truffatore può imporsi con la forza, né in un luogo pericoloso per la sicurezza stradale, come la corsia d'emergenza o una piazzola: sono frequenti i sinistri anche in quelle zone, con i pedoni falciati da altri mezzi provenienti da dietro. Cercare di raggiungere almeno l'area di servizio più vicina e chiedere assistenza alle forze dell'ordine.

TRUFFATORI CHE SI EVOLVONO – In passato, s'è assistito a truffe analoghe. Due persone, per esempio, un uomo e una donna, operano specialmente sul Grande raccordo anulare e sulla Roma-Fiumicino. La tecnica che utilizzano per la truffa è semplice: dalla propria auto, lanciano una pietra di dimensioni ridotte sulla macchina della vittima che intendono “spennare”. Dopodiché, con ampi cenni delle braccia, chiedono al guidatore colpito di accostare: a bordo strada, sostengono di essere stati colpiti. E qui scatta la seconda parte del piano della coppai di truffatori: uno parla con l'automobilista, l'altro spalma vernice del colore della propria auto su una parte della carrozzeria della vettura della vittima. Ecco quindi che, in pochi istanti, si materializza la prova dell'urto fra i due veicoli. Il terzo passaggio del raggiro è decisivo. L'automobilsta si trova davanti a un bivio: o scatta la denuncia all'Assicurazione, e alla scadenza dell'annualità la tariffa Rca costerà molto di più (il malus fa salire di due classi di merito in un solo colpo); oppure la vittima paga di tasca propria la coppia di truffatori. Un esborso da 50 a 200 euro (talvolta di più), magari dopo essersi recati al bancomat per prelevare la somma necessaria, può bastare. I furfanti fuggono col bottino, e chissà quante altre volte riescono a compiere la missione in un solo giorno. Un secondo trucco molto diffuso è quello dello specchietto rotto. I truffatori, a bordo di un'auto, fingono di venire urtati. Poi costringono la vittima a fermarsi e fanno presente di aver subìto un danno, mostrando lo specchietto, che era invece già rotto. A quel punto inizia la trattativa, con i truffatori che spingono la vittima a un esborso immediato anziché a una denuncia all'Assicurazione. Purtroppo in molti abboccano, specie anziani. Va detto che, nell'emotività del momento, si possono commettere sciocchezze, come quelle di cadere nella rete dei truffatori, molto abili a estorcere denaro: spesso il modo di fare di quei “gentiluomini” si fa aggressivo, per indurre la vittima a cedere.

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