SicurAUTO chiama, Federauto risponde. E spunta la sicurezza stradale

E' con vero piacere che apprendiamo, da un comunicato stampa di ieri, che la Federauto ha cominciato a parlare anche di sicurezza stradale evidenziando come l'acquisto di auto nuove possa...

 
SicurAUTO chiama, Federauto risponde. E spunta la sicurezza stradale E' con vero piacere che apprendiamo

E' con vero piacere che apprendiamo, da un comunicato stampa di ieri, che la Federauto ha cominciato a parlare anche di sicurezza stradale evidenziando come l'acquisto di auto nuove possa...

5 Giugno 2010 - 10:06

E' con vero piacere che apprendiamo, da un comunicato stampa di ieri, che la Federauto ha cominciato a parlare, più o meno direttamente, di sicurezza stradale evidenziando come l'acquisto di auto nuove possa, in qualche modo, ridurre i costi sociali derivati dagli incidenti stradali.

Cosa assolutamente vera visto che le auto odierne garantiscono standard di sicurezza sempre maggiori, di sicuro superiori alle auto di 10-15 anni fa (occhio però a qualche modello “malandrino”, controllate sempre i risultati dei crash test), elemento che può ridurre già da solo sia il numero degli incidenti che la gravità delle lesioni riportate.

Conoscendo la sensibilità del neo Presidente Filippo Pavan Bernacchi eravamo certi che qualcosa si sarebbe mosso. Dopotutto lui, con UCIF, è stato il promotore della campagna Bimbisicuramente quindi è uno che di sicurezza ha già parlato.

Ovviamente la situazione in cui versano i concessionari italiani concentrerà le attenzioni della Federauto verso il problema della “sopravvivenza” di molti imprenditori e di moltissimi lavoratori, ma siamo certi che quando il mercato si assesterà (speriamo presto) la sicurezza potrà trovare il suo giusto spazio.

Non possiamo far altro che prendere atto della disponibilità al dialogo dimostrata dalla Federauto, sperando che questo si traduca in una più stretta sinergia futura.

Qui di seguito il comunicato ufficiale che lascia trapelare non poche preoccupazioni per un mercato in profonda crisi…

ROMA, 04 giugno 2010 – Nel totale disinteresse del Governo il mercato dell'auto in Italia è nel completo marasma. Infatti, se da una parte leggiamo un dato ufficiale e asettico al -13,8%, dall'altra, guardando solo la quota a privati, il dato crolla al -27,7%.

“E' il dato di immatricolazione a privati la vera cartina di tornasole del mercato”, spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente della neonata Federauto, l'associazione dei concessionari d'auto di tutti i brand commercializzati in Italia. “Infatti il canale vendita a privati non è inquinato dalle chilometri zero: le vetture immatricolate o alle case automobilistiche, o ai concessionari, o ai noleggi, che poi le riversano sul mercato. Il dato senza correttivi registra una caduta quasi del 30%! E nessuna azienda, per quanto sana, in qualunque settore, può affrontare una perdita di fatturato così elevata senza mettere mano ai costi che, nel nostro caso, per l'80%, sono composti dagli stipendi dei nostri 178.000 collaboratori”. Continua il presidente di Federauto: “Noi da tempo abbiamo chiesto un incontro urgente al Governo perché l'uscire dagli incentivi girando un interruttore sta producendo uno sfacelo. Non per il nostro settore ma per il “sistema Italia”.

Con i costruttori e l'indotto fatturiamo il 20% del PIL e impieghiamo 1.000.000 di addetti.

Questa caduta del mercato, per lo Stato, costerà circa 2 miliardi di euro in tasse varie non incassate e farà bruciare 45.000 posti di lavoro. Quello che noi vorremmo proporre al presidente Berlusconi, anche in funzione dell'interim del Ministero dello Sviluppo Economico, è una politica per le auto a basso impatto ambientale, magari alimentate a gpl o metano, e una defiscalizzazione delle vetture aziendali. Siamo convinti che a “costo zero” per lo Stato si potrebbe sostenere la domanda, inquinare molto meno continuando ad abbassare i valori di CO2, salvaguardare l'occupazione di decine di migliaia di famiglie sparse in tutto il territorio nazionale, e abbassare i costi sociali determinati dagli incidenti stradali, svecchiando il parco e dotando i clienti di macchine corredate dei moderni dispositivi di sicurezza e delle nuove scocche a deformazione progressiva.”

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