Sgravi fiscali per furgoni con ADAS: la proposta per i sistemi aftermarket

I sistemi ADAS sono disponibili anche in aftermarket, ma senza sgravi e incentivi la sicurezza di guida interessa solo a chi compra auto nuove

21 febbraio 2019 - 19:00

I sistemi di assistenza arrivano anche sui furgoni. Gli ADAS si rivelano sempre più determinanti per mitigare i rischi legati alla logistica da sempre alle prese con scadenze e carichi ingombranti. In occasione del Transpotec di Verona ACI e Mobileye realizzano una tavola rotonda sui temi della sicurezza stradale. I dispositivi di assistenza aprono le porte ad un evidente innalzamento degli standard di sicurezza. Eppure non tutti hanno potuto scegliere o hanno scelto di dotare il proprio mezzo di dispositivi ADAS. Ecco allora che l'offerta di questi strumenti di sicurezza si allarga grazie ai kit aftermarket che promettono di eguagliare le prestazioni di quelli di serie. Vediamo i dettagli.

SICUREZZA E SGRAVI L'Automobile Club d'Italia e Mobileye mettono in campo una proposta nuova per migliorare la sicurezza nel settore della logistica. In occasione della giornata inaugurale del Transpotec, salone dei trasporti e della logistica, in corso di svolgimento alla Fiera di Verona hanno condiviso la necessità di “democratizzare” i dispositivi di sicurezza ADAS. Nel dettaglio si è parlato di sgravi fiscali per chi incrementa la sicurezza dei veicoli con dispositivi Adas, anche se aftermarket. Ad oggi circolano sulle strade italiane 480.000 autocarri, 173.000 tir e oltre 99.000 bus e pullman, molti dei quali portano sulle spalle molti anni di utilizzo e chilometri macinati. Solo a partire dal 2015 sono arrivati nel segmento i primi sistemi di sicurezza attiva, in grado di scongiurare incidenti o ridurne drasticamente gli effetti (Leggi Ford arriva il letto con i sistemi ADAS). Ecco allora che si è determinato un vistoso gap negli standard di sicurezza, in attesa che il processo di rinnovamento del parco circolante elimini dalle strade i mezzi più anziani e pericolosi.

GLI STRUMENTI Da oggi si apre un nuovo orizzonte per i veicoli commerciali, industriali e i mezzi pesanti meno giovani che possono avvalersi dei sistemi di sicurezza aftermarket Mobileye. Il nuovo dispositivo sarà distribuito attraverso la rete territoriale ACI e propone una serie di sistemi; avviso di collisione frontale, rilevamento pedoni e ciclisti, monitoraggio della distanza di sicurezza e delle linee di carreggiata, avviso di superamento dei limiti di velocità e lettura dei cartelli stradali, telecamera integrata con registrazione continua delle immagini (Leggi come gli ADAS influenzano la sicurezza stradale). Stando ai dati ufficiali il 94% degli incidenti è causato dall'errore umano con l'80% dei sinistri che è imputabile alla distrazione del conducente a soli tre secondi dall'impatto. Nei fatti più di 9 incidenti su 10 possono essere evitati grazie all'adozione di un dispositivo che richiami all'attenzione il driver evitando che si verifichi il peggio.

SVILUPPI TECNOLOGICI Uno studio condotto in Israele su 40.000 veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate ha rivelato che è possibile dimezzare l'incidentalità dei mezzi grazie ad un sistema di avviso di collisione frontale e monitoraggio della carreggiata. Conferme in questo senso anche dal Ministero dei Trasporti olandese, con oltre 2.000 camion provvisti di ADAS che hanno percorso 77 milioni di chilometri nei Paesi Bassi senza essere coinvolti in neanche un incidente. Sono stati invece 400 i veicoli senza tecnologia di sicurezza attiva ad aver provocato una media di 5 sinistri nella stessa percorrenza. Va comunque ricordato che, fino all'avvento della guida completamente autonoma, resterà sempre e soltanto il dirver responsabile di eventuali incidenti che, molto spesso, neanche i sistemi più avanzati riescono a scongiurare.

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