Sciopero benzinai: in autostrada distributori chiusi 20 e 21 ottobre

Sciopero di 48 ore delle aree di servizio autostradali dalle 22 del 19 ottobre alla stessa ora del 21

16 ottobre 2015 - 13:00

Niente da fare: nessun accordo fra benzinai e governo. Infatti, i gestori aderenti a Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio hanno annunciato uno sciopero di 48 ore delle aree di servizio autostradali dalle 22 del 19 ottobre alla stessa ora del 21. E organizzeranno anche un presidio pacifico presso la più importante società concessionaria autostradale, Autostrade per l'Italia, che si terrà in Via Bergamini 50, a Roma, la mattina del 20 con inizio alle 11.

DOV'È IL PROBLEMA – I soggetti in gioco sono tre. Primo, i gestori delle pompe di benzina rappresentati dai sindacati. Secondo, le concessionarie autostradali, che stipulano convenzioni con lo Stato per gestire la rete. Terzo, il governo. I sindacati fanno muro contro concessionarie e governo: secondo i sindacati, con i nuovi bandi di gara previsti con decreto, per i distributori in autostrada (predisposti dal governo) non è in atto nessuna razionalizzazione della rete (previste 25 chiusure e, allo stesso tempo, 19 nuove aperture). Inoltre, non c'è nessun contenimento dei livelli di royalty imposte dai concessionari (fino al +1400% negli ultimi dieci anni). Manca anche l'innalzamento degli standard di servizio (al contrario, si premia l'automazione spinta delle vendite di carburanti, di alimenti e bevande).

RENDITE DI POSIZIONE – Stando ai sindacati, le concessionarie conservano le ingenti rendite di posizione acquisite negli anni (oltre i pedaggi che aumentano ogni anno in modo automatico): il decreto ministeriale, sostengono i benzinai, autorizza i marchi della ristorazione e quelli petroliferi a risparmiare proprio ai danni dei gestori e degli utenti. In modo tale, oltre tutto, da porsi sotto diversi profili al di fuori dall'alveo del quadro normativo vigente.

DURE ACCUSE – Per i gestori, c'è un decadimento verticale della qualità del pubblico servizio offerto all'utenza oltreché un livello di prezzi dei carburanti e del servizio di ristorazione più alti d'Europa a evidente danno dei consumatori e dei gestori stessi. I benzinai rimarcano anche le responsabilità di due ministeri, quello delle infrastrutture e dei trasporti, quello dello sviluppo economico. Che proprio non riescono a liberare la loro azione dalle pressioni paralizzanti di operatori potenti come sono i concessionari autostradali stessi, ma anche le compagnie petrolifere ed i marchi della ristorazione. Per queste ragioni, le organizzazioni di categoria dei gestori hanno predisposto appositi ricorsi avversi sia al decreto interministeriale sia ai bandi di gara definiti dai concessionari in corso di deposito presso il Tar del Lazio.

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