Una S-Max TDCi si spegne in marcia: ma Ford tarda a trovare la soluzione
La S-Max TDCi di un nostro lettore, dopo oltre 100 giorni di fermo tecnico, grazie a SicurAUTO.it ha finalmente risolto il suo problema
La S-Max TDCi di un nostro lettore
La S-Max TDCi di un nostro lettore, dopo oltre 100 giorni di fermo tecnico, grazie a SicurAUTO.it ha finalmente risolto il suo problema
Da alcuni mesi il nostro lettore ing. Roberto Giberti (nella foto) ci tiene costantemente informati sugli sviluppi del suo caso invero paradossale. La sua Ford S-Max TDCi 2.2 acquistata nuova il 27 giugno 2012 presso la concessionaria 4M Group di Prato al prezzo di 37 mila 300 euro, dopo circa 2 mesi di regolare funzionamento, ha iniziato a spegnersi in marcia in fase di rilascio, soprattutto in autostrada, creando comprensibili situazioni di pericolo.
LO SPEGNIMENTO SI RIPETE PIU' VOLTE Tutto ha avuto inizio esattamente il 7 settembre di ritorno da Roma quando all'improvviso si è spento il motore in marcia per poi riavviarsi subito agendo sul pulsante di avviamento. L'Ing. Giberti pensa inizialmente ad un episodio isolato ma nei giorni seguenti l'inconveniente si ripete più volte anche con il cambio in folle. A questo punto il nostro lettore contatta l'officina della concessionaria venditrice per un parere. Le attenzioni si concentrano subito su un possibile rifornimento con gasolio sporco o contaminato da acqua. Il capo officina consiglia di consumare tutto il gasolio restante e di fare rifornimento altrove. Purtroppo anche con gasolio nuovo il problema si ripete sempre in assenza di segnalazioni di anomalie sul quadro strumenti. In data 19 ottobre il nostro lettore decide di ricoverare la sua vettura presso l'officina della concessionaria. Riprogrammano la centralina motore, operazione peraltro richiesta da una circolare tecnica della Casa e riconsegnano l'auto al cliente. Dopo 3-4 giorni lo spegnimento motore si ripete con le stesse modalità.
40 GIORNI PER AVERE UN RICAMBIO Il 30 di ottobre, dopo una serie di continui spegnimenti motore, l'ing. Giberti decide di riportare nuovamente la sua auto in officina ed informa sull'accaduto il Centro Relazioni Clienti di Ford Italia. Questa volta il capo officina, guidando la vettura, verifica personalmente il persistere del fastidioso inconveniente. Si susseguono controlli più approfonditi e consultazioni tra l'officina e il reparto post-vendita di Ford Italia. Si decide di sostituire il turbocompressore. Dopo alcuni giorni il ricambio arriva senza un tubo, non previsto nel kit. Questo particolare viene fornito dopo un'attesa di ben 40 giorni, per complessivi 66 giorni di fermo tecnico in officina. Il 3 gennaio 2013, l'officina della concessionaria riconsegna la vettura al cliente, convinta di aver risolto il problema. Dopo 5 giorni nuovo spegnimento motore con identica modalità, questa volta lungo una strada provinciale. Inevitabile un nuovo ricovero dell'auto in officina.
SICURAUTO CONTATTA FORD SicurAUTO.it evidenzia il caso a Ford Italia che invia subito in concessionaria un ispettore post-vendita per decidere il da farsi. Nel corso degli ulteriori controlli viene sostituita la batteria, il filtro aria, riprogrammata varie volte la centralina gestione motore. Infine decidono di sostituire anche la centralina. Altri giorni di attesa per l'arrivo non tempestivo del ricambio e il successivo intervento. Per l'ennesima volta l'esito del lavoro si rivela negativo. Ormai siamo a febbraio, l'ing. Giberti, ormai esasperato, chiede formalmente al concessionario venditore ed a Ford Italia la sostituzione dell'auto, non conforme ai requisiti di funzionalità e sicurezza legittimamente attesi. Al cliente viene proposta una permuta con analogo modello dietro pagamento di una differenza di 9000 euro, proposta ritenuta inaccettabile dall'interessato.
COSA AFFERMA IL CODICE DEL CONSUMO Giunti a questo punto la tipologia del caso in questione, si potrebbe già inquadrare nell'art.130 comma 5 e 7 del Codice del Consumo che recita testualmente:
Comma 5: “Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene.”
Comma 7 “Il consumatore può richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle seguenti situazioni:
- a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;
- b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo.
- c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore”.
SI CAMBIA IL “TUBICINO” Il nostro lettore ci informa tuttavia che giovedì 14 febbraio è giunto nuovamente in concessionaria l'ispettore Ford Italia: è stato deciso di sostituire un non ben identificato “tubicino” che potrebbe risolvere il problema che, come vedremo più avanti, finalmente verrà risolto. Le uniche note positive di tutta la vicenda, come ci ha tenuto a precisare l'ing. Giberti, sono state la disponibilità e gentilezza manifestate dal personale d'officina, dal Centro Relazioni Cliente di Ford e la messa a disposizione (a nostro parere doverosa) di un'auto sostitutiva per i vari fermi tecnici.
-> AGGIORNAMENTO: in merito al “tubicino” si è poi scoperto che si trattava del tubo di ritorno del gasolio piegato per errato montaggio
FINALMENTE CI SIAMO Prima di pubblicare l'articolo abbiamo voluto attendere alcuni giorni per capire se il problema fosse realmente sparito. Il nostro lettore ci ha riferito che il problema sembra finalmente essersi risolto. Il collaudatore dell'officina Ford, prima di riconsegnare la vettura al cliente, ha percorso circa 300 km senza spegnimenti in marcia. Anche il nostro lettore, dopo vari giorni di utilizzo dell'auto, non ha più riscontrato spegnimenti indesiderati. Ford Italia ha ipotizzato al cliente una forma di agevolazione (da definire) a titolo di compensazione per il lungo forzato immobilizzo del veicolo. Di ciò daremo notizie più precise ai nostri lettori, non appena possibile. L'importante è che ora la vettura sia tornata ad essere regolarmente funzionante e sicura, grazie anche all'interessamento di SicurAUTO.it.
NORME QUASI MAI RICONOSCIUTE Questa storia ci insegna che purtroppo, le norme stabilite dal Codice del Consumo, entrato in vigore nel 2005 (D.L. 206), con lo scopo precipuo di incentivare la composizione extragiudiziale delle controversie tra venditore e consumatore, in Italia non vengono quasi mai riconosciute ed applicate spontaneamente al di fuori dell'ambito strettamente legale. Un vero peccato, perchè questo non fa altro che allontanare i clienti da un mercato già in profonda crisi.
AGGIORNAMENTO – Il Customer Relation Center di Ford Italia ha accordato all'ing. Giberti, come ci informa il nostro lettore, un'estensione di garanzia, a titolo di omaggio, sul veicolo della durata di 5 anni o 100 mila Km. La proposta, che noi riteniamo doverosa, è stata accettata con soddisfazione dal cliente. Si chiude così positivamente il caso in questione che tuttavia ha evidenziato, ancora una volta, che c'è ancora molto da fare per il raggiungimento di livelli assistenziali soddisfacenti e conformi alle direttive che tutelano i diritti dei consumatori.
Francesco
15:51, 6 Marzo 2013L'esperto di SicurAuto non sbaglia mai un colpo. Complimenti.
Filippo
15:36, 13 Marzo 2013Sembra quasi che abbiate raccontato la mia storia avuta però con una Ford Mondeo TDCI modello 2007.Sintomi simili anche se causati da un malfunzionamento della valvola EGR (causata da un meccanismo che tende ad incepparsi per incrostazioni depositate in fase di rilascio durante i cicli di rigenerazione del DPF).Anche nel mio caso sia concessionari che Ford Italia hanno fatto finta di non conoscere l'esistenza del codice del consumo, fino a quando non ho mantdato lettere di lamentele a testate giornalistiche e mi sono appoggiato ad associazioni di categoria per tutelare i miei diritti.Risultato: varie agevolazioni per i notevoli disagi subiti ma la soluzione definitiva avuta cambiando auto (una volta scaduta la garanzia) ma soprattutto tipo di alimentazione.State attenti ai diesel moderni e valutate bene se effettivamente vi conviene: non faccio altro che sentire continuamente storie di problemi anche gravi, causate da questi maledetti filtri anti particolato. Non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma ripeto di valutare bene l'acquisto.Un saluto ai lettori ed un augurio al malcapitato come me.
Roberto
11:19, 24 Giugno 2016SI CAMBIA IL “TUBICINO”scusate ma di quale tubucino si parla? ho trovato questo articolo perché io ho il medesimo problema (Ford C-MAX del 2010) e in tutta questa vicenda sapere di quale tubicino si parla è ESSENZIALE!Potreste essere più espliciti indicando cosa è quel tubicino , modello o codice di fabbricazione, e a cosa serve ? Grazie mille in anticipo.