Russare: pericolo per la sicurezza stradale

La stanchezza derivante da un sonno disturbato è la causa di 2 incidenti stradali su 5

27 maggio 2014 - 11:00

Il meccanismo è semplice: un automobilista dorme male durante la notte precedente un viaggio, si sveglia stanco, si mette al volante la mattina dopo, ed è a rischio incidente. Quali dati ci sono in merito? La prima causa di incidenti stradali (186.726 nel 2012 in Italia quelli registrati dalle forze dell'ordine) resta la distrazione. È comune pensare che la disattenzione derivi dall'utilizzo del cellulare durante la guida, dallo zapping radiofonico o da discorsi troppo coinvolgenti con i passeggeri. Dati statistici riscontrano nella stanchezza derivante da un sonno disturbato la causa di 2 incidenti stradali su 5. Per quanto riguarda cause di questo disturbo, l'Istituto Stomatologico Italiano di Milano pone l'attenzione sul russamento e sulla sindrome delle apnee ostruttive notturne.

PROBLEMA POTENZIALE PER UNO SU DUE – Attenzione: il russamento è molto comune, colpisce il 50% della popolazione adulta. Questo sintomo potrebbe evidenziare una malattia vera e propria da prevenire e curare: la sindrome delle apnee ostruttive notturne che porta a una alterazione del ritmo del sonno con seguente sonnolenza diurna alla guida. Vai in apnea, hai il sonno agitato, e ti svegli che vorresti ributtarti a letto. Considerata come un semplice difetto da sopportare tra le mura domestiche, spesso con rassegnazione del partner, la roncopatia può nascondere diverse insidie. Il russamento è la conseguenza di un difficoltoso passaggio dell'aria attraverso le prime vie aeree durante il sonno. La conseguente vibrazione dei tessuti molli è la causa del caratteristico suono. Durante il sonno, il rilassamento dei muscoli della bocca, della lingua e della gola rendono ancora più difficoltoso il passaggio dell'aria. Quanto più ridotte sono le vie aeree, tanto più difficile diventa la respirazione, fino a trasformarsi in apnea notturna (sospensione della respirazione per qualche secondo).

SPESSO NON LO SA – Il dottor Fiorenzo Bertoletti, alla guida del team multidisciplinare dell'Istituto Stomatologico Italiano per lo studio e la cura del russamento e delle apnee notturne ostruttive, spiega: “Il russatore è solitamente ignaro dei possibili scompensi psicofisici a cui potrebbe andare incontro e difficilmente si rivolge al medico per la prescrizione di una terapia. In realtà le conseguenze del russamento, associato alle apnee, sono svariate e in alcuni casi pericolose per la salute”. I possibili effetti collaterali spaziano dallo stress alla stanchezza diurna, dalla sonnolenza cronica fino a patologie ben più gravi come ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, ictus e alterazione della produzione di determinati ormoni. I soggetti affetti da russamento sono in prevalenza uomini dai 30 anni in su, ma il fenomeno si manifesta molto frequentemente anche nelle donne, soprattutto dopo la menopausa. Diverse sono le cause del russamento: l'età, il peso, condizioni anatomiche particolari, come la morfologia dell'ugola, la difficoltà respiratoria nasale (derivante da comuni allergie o da una deviazione del setto) l'abuso di alcool e medicinali fino alla posizione scelta per dormire.

QUALE SOLUZIONE – Primo step: valutare la presenza di anomalie a naso, palato, tonsille, base della lingua e laringe. Successivamente, sarà necessario procedere con esami diagnostici come la polisonnografia (esame del sonno) per verificare la presenza di eventuali apnee ostruttive durante il sonno. Per i casi più complessi sono richiesti esami specifici per avere un quadro completo e definire la terapia personalizzata, chirurgica e non. Se indicato, si tratta di un semplice intervento mini-invasivo, da effettuarsi in anestesia locale e in day hospital, che può correggere eventuali anomalie anatomiche con netto miglioramento della sintomatologia vibratoria e/o ostruttiva. Tra le terapie non chirurgiche, l'utilizzo di un sistema che comprime l'aria e l'invia attraverso il naso nella faringe-laringe e l'utilizzo di apparecchi ortodontici, da posizionarsi tra le arcate dentarie, che mantengono la lingua in posizione corretta durante il sonno.

1 commento

Busato
11:51, 27 maggio 2014

Personalmente russo (me l'hanno detto e registrato, accipicchia), ma alla mattina quello sveglio sono io; chi ha problemi è chi ha tentato di dormire nella stanza vicina. A parte la battuta i motivi di un sonno disturbato possono essere molteplici, anche una cena eccessiva, l'orario “fuori abitudine” o il cambio di letto.
Fondamentale è il buon senso,

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