Roma, vigili assenti a Capodanno: 100.000 euro di multa dal garante

L'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali sanziona i sindacati per le assenze dei vigili di Roma a Capodanno

5 marzo 2015 - 9:00

Tanto tuonò che piovve. Dopo le forti polemiche per le assenze dei vigili di Roma a Capodanno, l'’Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha deliberato una sanzione di 20.000 euro a carico di ciascuna delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, CSA e Diccap Sulpl, con riferimento alle massicce assenze del personale appartenente ai vigili del Comune di Roma nelle giornate del 31 dicembre 2014 e del 1° gennaio 2015.

È LA FINE DEL PROCEDIMENTO – Infatti, l'’Autorità di garanzia aveva aperto, lo scorso 15 gennaio, un procedimento, al fine di accertare le responsabilità dei soggetti collettivi coinvolti nellavicenda. Al termine del lavoro istruttorio, è stato accertato che, con l’astensione posta in essere dagli agenti di Polizia municipale, formalmente imputata dagli interessati a malattia, permessi ex legge 104/1992 e legge 52/2000, si è, in realtà, nascosta una forma anomala di protesta, “elusiva della disciplina dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, e che tale evento è riconducibile anche alla responsabilità delle stesse organizzazioni sindacali”. Insomma, uno sciopero senza farlo. Hanno barato, fingendo una malattia che in realtà era uno sciopero.

SECONDO PASSO – L’Autorità di garanzia, inoltre, si riserva di valutare, ai sensi di legge, la posizione individuale dei lavoratori o di altri responsabili coinvolti nella vicenda. Infine, considerata l’'evidente situazione di conflittualità tra tutte le parti, l’'Autorità ha invitato il Comune di Roma ad adoperarsi per la costruzione di un proficuo sistema di relazioni sindacali, al fine di contribuire ad evitare, per il futuro, il ripetersi di scioperi in violazione della legge.

GUERRA VIGILI-COMUNE – Tutto è nato perché, per la notte di Capodanno, l'83,5 per cento dei vigili che dovevano lavorare era assente per malattia, donazione sangue, disabilità. A renderlo noto è stato il Campidoglio. “La serata e la nottata si sono svolte senza intoppi per la mobilità e la sicurezza delle 600.000 persone che hanno festeggiato l'arrivo del 2015 nelle strade della capitale, a via dei Fori Imperiali e al Circo Massimo. Il servizio degli agenti della polizia locale di Roma è stato garantito grazie al previdente ricorso all'istituto della pronta reperibilità, affinché si potesse disporre di un numero sufficiente di personale da impiegare nei servizi di viabilità finalizzati alla sicurezza stradale. Sono state impiegate circa 470 unità, 240 dalle ore 18.00/19.00 (75 di reperibilità) e circa 230 dalle ore 24.00 (45 di reperibilità). Inizialmente, i servizi di Capodanno prevedevano di impiegare circa 700 unità, come nei precedenti anni, in turno straordinario. Ma la mancata adesione allo straordinario aveva indotto il comando del corpo a disporre una ridistribuzione di tutto il personale”.

OSPOL DURISSIMO – Replica al vetriolo da parte dell'Ospol, uno dei sindacati dei vigil: “Attraverso l'abusiva ed illegale dilatazione dei propri poteri istituzionali, il Garante non soltanto ha esercitato funzioni spettanti esclusivamente alla Magistratura penale ed ordinaria, ma ha fondato la condanna dei sindacati sulla presunzione di colpevolezza dei vigili assenti dal servizio, iscritti o meno alle organizzazione sindacali, perché è ovvio che se costoro risultassero innocenti, il castello delle accuse contro le cinque sigle cadrebbe automaticamente mostrandosi che se non c'erano falsità, non v'era neppure il complotto. A questo punto e per questi motivi, l'Ospol censura l'operato del Garante e promuoverà le dovute azioni nelle sedi competenti rigettando, tra l'altro, l'assurdo sistema delle presunzioni e, soprattutto, delle generalizzazioni senza specifiche, precise e circostanziate contestazioni, essendo tale sigla totalmente estranea a qualsivoglia trama, cospirazione, regia occulta e consimili fandonie, ancor più intollerabili se provenienti da organi dello Stato che dovrebbero essere preposti alla tutela della legalità e della giustizia anziché tentare di interferire con le decisioni dei giudici pre-condannando gli indagati (e persino i non-indagati) con il darne per scontata la colpevolezza giocando ad atteggiarsi a ‘Torquemada de noantri'”.

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