Renzi: pirata delle nevi che blatera contro i pirati della strada

Mentre scia senza casco, il premier investe una persona e non lo soccorre. Predica bene sulla sicurezza, ma razzola male

12 gennaio 2015 - 12:00

Due errori in una botta sola. Renzi si fa beccare a sciare senza casco (cosa che mette a repentaglio la sua sicurezza, in quanto è privo di protezione in caso di caduta), e poi fa il pirata delle nevi. Il premier si è concesso a Capodanno qualche giorno di relax sulla neve di Courmayeur, ma “Chi” l'ha pizzicato durante una discesa particolare: ha incrociato gli sci con quelli di un altro sciatore, facendolo cadere. Il premier è riuscito a restare in equilibrio, ma non si è curato della caduta dell'altro sciatore andando via. Senza parlare del volo di Stato e scorta, come imposto dal “protocollo”… Davvero inopportuno, specie in un periodo di crisi come questo.

IL PARADOSSO DELLA OMISSIONE DI SOCCORSO – Ma il paradosso della vicenda è che proprio Renzi si batte (a parole) contro l'omissione di soccorso stradale: automobilisti che scappano dopo aver causato un sinistro grave (spesso mortale), trasformandosi in pirati. A dicembre ha detto: “Il tempo dell'impunità è finito. L'omicidio stradale e l'ergastolo della patente sono interventi che il Parlamento ha iniziato ad affrontare e saranno introdotti nel 2015”. Lo ha annunciato in un video alla famiglia di Lorenzo Guarnieri, morto a Firenze, a 17 anni, in un incidente causato da un guidatore ubriaco e drogato. Se l'iter parlamentare si blocca, assicura, interverrà il Governo. “È fondamentale – ha spiegato – che sia chiaro che sull'omicidio stradale, sull'ergastolo della patente, sul senso di lotta contro l'ingiustizia sulla strada che porta una persona sotto effetto di stupefacenti a falciare e uccidere un ragazzo di 17 anni, il tempo dell'impunità è finito. Vi garantisco che il 2015 sarà l'anno in cui le cose avranno finalmente compimento dal punto di vista normativo”.

CHE COSA BOLLE IN PENTOLA – Renzi si riferisce al disegno legge di riforma del Codice della strada, in discussione al Parlamento. E in particolare all'ergastolo della patente, ossia al ritiro a vita della licenza di guida. Oggi, se un ubriaco causa un incidente mortale in auto, si applica l'articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada: scatta l'omicidio colposo (dovuto a imperizia, imprudenza). Le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere. Il ritiro definitivo della patente (ergastolo della licenza di guida) sarebbe la vera forte novità del Codice della strada. Servirà? Va evidenziato che, in passato, numerose persone sono state fermate dalle forze dell'ordine che hanno scoperto come i conducenti si ponessero al volante nonostante non potessero farlo, perché avevano subìto in passato la sospensione della patente.

IL SECONDO PASSO – Dopodiché, con la riforma del Codice penale, potrebbe arrivare il reato di omicidio stradale: si avvicina a quello doloso, commesso volontariamente. Ossia da 8 a 18 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, e l'arresto in flagranza di reato. Del nuovo reato di omicidio stradale si parla dal 2010: per introdurlo, non stati sufficienti diversi disegni di legge presentati in parallelo in Parlamento. E già in passato Renzi ha più volte promesso l'introduzione di questo reato: alle parole non sono mai seguiti i fatti. Come per l'accorpamento PRA (ACI)-Motorizzazione, sbandierata più volte e mai avvenuta. L'annuncite acuta di Renzi non lo abbandona…

1 commento

Peppe
13:20, 17 gennaio 2015

Che ci si poteva aspettare?

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