Ragazzo rom racconta: “Auto intestate per rubare. In Italia è legale”

Un 20enne del campo La Monachina spiega come riescono a possedere vetture potenti poi usate per rubare. "È tutto legale"

3 giugno 2015 - 9:00

Strage del quartiere Boccea, a Roma, presi i due rom fuggitivi. I due ragazzi sono stati trovati in un campo agricolo. Sono fratelli e hanno 17 e 19 anni. Alla guida della vettura (intestata a un italiano del Napoletano proprietario non di 25 auto, come pareva inizialmente, ma di 66 veicoli!) c'era il minore. È stata una mattanza: una vittima, la colf filippina Corazon Abordo, e altre 8 persone ferite. Intanto, un 20enne del campo La Monachina spiega a repubblica.it, a proposito dei pluri-intestatari: “Devi trovare una persona, un drogato. Uno che ha bisogno di soldi. Gli offri 100 o 200 euro. A volte anche 500 o di più. Dipende chi è il prestanome. Se è uno messo male, accetta per meno soldi e si intesta anche 40 macchine”. Mario ha 20 anni, una moglie giovanissima e ha avuto il primo figlio ancora minorenne. Vive tra il campo di Cerveteri e quello della Monachina, dove c'è la roulotte della sua compagna e dove vivevano i rom che mercoledì sera erano a bordo della Lancia Lybra che, con la polizia alle calcagna, si è infilata a tutta velocità in via Mattia Battistini.

VETTURE POTENTI – Macchine usate comprate in contanti diventano “fantasmi” di grossa cilindrata, pronte a essere utilizzate per andare a raccogliere il ferro. Oppure, come più volte appurato dalle forze dell'ordine, per commettere reati: “La gente che si intesta le auto la trovi per strada. Quelli che si bucano no, servono persone tranquille. Perché non posso fare tutto a nome mio? Con le macchine ci vai a lavorare, a rubare. Mica lo fai con un'auto intestata a te. Se qualcuno ti prende la targa, che fai poi? Così invece ti puoi fermare e lasciare l'auto in strada. Chiami quello che se l'è intestata e gli dici di andare a denunciare il furto. Alla fine gliela riportano pure. È facile, non ci vuole tanto. Se una persona con 30 auto intestate è sospetta? Certo, ma è tutto legale”.

LO STESSO MECCANISMO – Mario dice il vero. Infatti, tre giorni prima dell'incidente, la Lancia inizialmente intestata a un 50enne di Marino è finita nello sterminato parco auto – 67 vetture – di un 40enne di Castellamare di Stabia, residente a Roma. Macchine che, stando al racconto del ragazzo della Monachina e alle indagini degli investigatori, vengono utilizzate per furti e rapine. Solo nel Lazio, si legge nei dati del ministero dell'Interno, sono 93 le persone che hanno più di 50 auto intestate a proprio nome. Mentre a livello nazionale sono complessivamente 10.892 le vetture con intestazioni fittizie accertate dagli agenti della Polstrada. In almeno 8 casi, poi, nel giro sono finite anche persone già decedute. Quando le vetture sono pulite, risultano appartenere direttamente ai capifamiglia rom. Lo raccontano i report stilati da polizia, carabinieri e agenti della municipale: da Castel Romano a via Candoni, macchine sportive, jeep e suv di lusso sono tutt'altro che una rarità. Basta tornare indietro negli anni per sbirciare nei garage allestiti tra i container in zona Magliana. Senza dimenticare la storia della volante del 113 guidata da un gruppo di rom e finita in un video diventato immediatamente virale sul web lo scorso febbraio. Si trattava di un'auto di scena che avrebbe dovuto sfilare sul set della fiction Rai “È arrivata la felicità” e che, invece, per chissà quale strano giro era finita in possesso degli abitanti del villaggio che si trova sull'Aurelia, poco dopo il Grande raccordo anulare.

ALCOL E DROGA – Al fenomeno delle tante auto intestate a un unico proprietario, veicoli che non si sa in che mani vanno, si aggiunge quello della guida in stato alterato da alcol o droga: una miscela esplosiva, fatta di macchine potenti rubate, guidatori pericolosi, e mancanza di prevenzione e sensibilizzazione. Con una levata di scudi che dura qualche giorno se si verificano stragi come quelle della Boccea. La politica locale e centrale ha gravissime responsabilità, che iniziano con un'immigrazione incontrollata e proseguono con il disinteresse del destino di persone che non hanno casa e lavoro, ma che al contempo posseggono numerosi mezzi di trasporto. A Roma, così come a Milano, e altrove. Una situazione che, se i politici non interverranno, è destinata ad alimentare altre tensioni sociali. Non bisogna lasciare soli gli agenti delle forze dell'ordine. Segnaliamo che gli uomini delle sezioni omicidi (diretta da Andrea Di Giannantonio) e Criminalità diffusa (di Alessandro Mennini) hanno svolto un lavoro eccezionale. Per cinque giorni, hanno messo sotto pressione i rom, nei pressi dei campi nomadi 24 ore su 24: i rom alla fine si sono decisi a collaborare affinché fossero catturati i responsabili della strage. La palla passa ai politici e ai magistrati, che hanno una pesante responsabilità.

1 commento

Ciccio
1:16, 9 giugno 2015

Che bello intestare decine di macchine ad una testa di legno…Evidentemente il redditometro funziona che una meraviglia!

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