Pronti alla guida autonoma? Il progetto LUTZ mette tutti alla prova

Si conclude nel Regno Unito la sperimentazione dei LUTZ Pathfinder, veicoli biposto elettrici a guida autonoma che hanno circolato nelle aree pedonali

3 novembre 2016 - 18:54

La guida autonoma è un traguardo al quale i vari soggetti interessati stanno arrivando attraverso moltissime strade diverse. C'è chi, come Google e Nvidia, è concentrato sulla parte “intelligente” della tecnologia, munendo auto di serie con i propri hardware e software. Altri, come Tesla e Volvo (leggi delle 100 auto Volvo autonome in prova nel Regno Unito), studiano la guida autonoma su auto di loro produzione, con Tesla che ha già pensato all'hardware e svilupperà in seguito il software (leggi di come le Tesla avranno la guida autonoma ma a pagamento). Queste sperimentazioni, pur se messe in opera da soggetti così diversi e in modalità differenti, sono accomunate però dall'usare automobili di normale produzione su strade aperte al traffico. Il progetto di ricerca LUTZ usa invece microcar chiamate Pod (baccelli) a trazione elettrica che percorreranno aree pedonali.

AUTONOMIA “DOLCE” Il progetto LUTZ (che sta per Low-carbon Urban Transport Zone) Pathfinder, lanciato 18 mesi fa e presentato al pubblico nel settembre dello scorso anno, ha avuto la sua conclusione nelle aree pedonali della città di Milton Keynes, situata a nord ovest di Londra e con una popolazione di circa 200 mila abitanti. I necessari finanziamenti sono stati erogati dal Dipartimento del Regno Unito per le imprese, l'innovazione e le competenze, che ha contribuito con 1,5 milioni di sterline; ulteriori investimenti sono arrivati dal Transport Systems Catapult, che ha materialmente condotto le sperimentazioni, e da LUTZ Pathfinder Industry Group. Questa sperimentazione, a differenza di quelle portate avanti da, per esempio, NuTonomy e Uber, non usa veicoli omologati per circolare su strada ma i “pods” (baccelli) a due posti LUTZ Pathfinder a trazione elettrica. Essi non sono progettati per l'uso su strada ma bensì per trasportare le persone nei tragitti del cosiddetto “ultimo miglio”, ad esempio tra le stazioni ferroviarie e nei centri urbani.

DOTAZIONE DA GRANDI Anche se piccoli e capaci di raggiungere una velocità massima di soli 24 km/h, i 3 silenziosi Pods coinvolti nelle sperimentazioni hanno tutti i sensori che vengono usati dalle auto “vere”: fotocamere, LiDAR e scanner radar. Un'applicazione software, sviluppata dalla Oxford University e chiamata Selenium, si preoccupa di fondere i dati dei vari sensori e controllare la navigazione del veicolo. I baccelli sono capaci di una guida completamente autonoma ma hanno comunque a bordo un autista in carne ed ossa pronto a prendere il volante in caso di necessità. La semplicità dei veicoli non si è però riverberata sul rigore della sperimentazione: si sono infatti svolte parecchie attività di contorno, come la mappatura di Milton Keynes in 3D, indagini sulla risposta e l'accettazione del pubblico, la pianificazione della sicurezza e la creazione di un regolamento e delle norme per l'uso dei veicoli (nel Regno Unito si pensa ad un nuovo Codice della Strada per le auto robot).

L'UNIVERSITÀ INSEGNA ALLE AUTOMOBILI Il progetto LUTZ, anche se in scala ridotta, ha confermato che la guida autonoma non è fatta soltanto di sensori e “intelligenza” a bordo (leggi dell'auto robot di Nvidia che impara dall'esperienza) ma ha comunque bisogno di infrastrutture e un quadro normativo. La dimostrazione si è svolta nell'area fra la stazione ferroviaria di Milton Keynes e il quartiere degli affari della città. Anche se l'evento ha segnato la conclusione della sperimentazione LUTZ Pathfinder, i risultati del progetto serviranno al più esteso progetto Autodrive UK, che metterà alla prova 40 pods autonomi e un certo numero di automobili-robot nelle aree di Milton Keynes e Coventry. Il respiro del progetto è spiegato dal direttore Transport Systems Catapult Neil Fulton: “La tecnologia della Oxford University andrà a 'potenziare' i veicoli automatici in tutto il mondo e il progetto LUTZ Pathfinder confluirà ora in un più vasto programma di sperimentazione in tutto il Regno Unito. I veicoli senza guidatore stanno arrivando in Gran Bretagna e quello che abbiamo dimostrato è un passo importante lungo questo cammino”.

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