Poliziotti hitech: ecco le tecnologie del futuro per combattere il crimine

Visori a realtà virtuale, controllo oculare e altro: la proposta hitech di Motorola potrebbe trasformare il lavoro della Polizia

28 novembre 2016 - 19:24

Le vie dell'hitech sono infinite, o quasi, e arrivano anche ai corpi di Polizia. Non aspettatevi però scenari alla Robocop, con agenti dalla forza erculea e quasi immortali, ma, piuttosto, alla Minority Report. Il poliziotto del 21° secolo, secondo la visione di Motorola, avrà infatti un accesso veloce e versatile alle informazioni e sarà sempre collegato alla centrale operativa. Come se non bastassero queste primizie, c'è anche l'idea di usare la Virtual Reality, per “porgere” le notizie ed essere immersi nell'azione anche se ci si trova seduti in una Sala Operativa.

SPECIALIZZAZIONE ESTREMA Le idee di Motorola Solutions, da non confondere con la divisione che faceva cellulari, ormai passata a Lenovo, sono state presentate alla mostra PMR Expo (Professional Mobile Radio and Control Centres), che si è svolta pochi giorni fa a Colonia. L'idea di fondo è quella di utilizzare la realtà virtuale per “alimentare” le centrali operative del futuro e trasformare semplici dati in intelligenza delle cose e delle situazioni, grazie alle sue soluzioni di Pubblica Sicurezza Smart. Al PMR Expo Motorola presentava la dimostrazione di un centrale di comando virtuale: i partecipanti si trovavano immersi nella scena di un incidente nel ruolo di un supervisore.

Utilizzando tecnologie di realtà virtuale e di eye-tracking (leggi come i fari delle Opel seguiranno il movimento degli occhi grazie all'eye-tracking), fornito da Eyefluence, un'azienda finanziata in Venture Capital da Motorola Solutions. I volontari che hanno preso parte alla simulazione hanno potuto navigare attraverso i video e i feed di dati provenienti da più fonti e, addirittura, immergersi in un'azione che si stava svolgendo realmente.

UNO SGUARDO CHE CONTROLLA In questo modo gli operatori della Centrale riusciranno a coordinare rapidamente le risorse, condividendole con gli agenti presenti sulla scena, migliorando, ad esempio, la sicurezza dei soccorritori intervenuti in un incidente e la qualità della risposta di un Ente di soccorso o di prevenzione.

Il visore usato a Colonia era il ben noto Oculus Rift, famoso presso i videogamer (leggi dell'idea di Continental di usare i videogame per imparare a guidare le auto driverless), e per selezionare una delle schermate con le varie informazioni, presentate in uno spazio virtuale, bastava guardarla; l'apertura avveniva invece “trascinando” con lo sguardo un puntino verde posizionato in vicinanza della schermata scelta.

Un altro elemento importante della virtualizzazione era la SI500, una bodycam che incorpora un sistema di comunicazione vocale, con microfono e altoparlante, ed una fotocamera capace di riprendere sia video sia fotografie. I 5 microfoni incorporati permettono di sopprimere efficacemente i rumori di fondo e raccogliere la voce dell'operatore da ogni angolazione.

L'IMPORTANZA DELLE RETI La scheda Wi-Fi permette non soltanto di aggiornare il firmware in modo OTA (Over The Air) ma anche di usare un Hot Spot portatile per inviare e ricevere contenuti in streaming.

Un flusso bidirezionale di informazioni fra l'agente e la centrale permette, per esempio, di eseguire il riconoscimento di una targa (leggi come funzionano le telecamere intelligenti che stanano le auto) o di un viso senza dover richiedere né apparecchi portatili né l'esecuzione di un'azione da parte dell'operatore, con immaginabili miglioramenti della velocità e della qualità dell'intervento, più sicuro anche per chi è sul campo. È facile pensare che nel futuro questo flusso di dati sarà veicolato tramite le reti mobili ma, nell'attesa del completamento della copertura 4G, e anche per una maggiore “discrezione”, le ricetrasmittenti Motorola accedono alle reti riservate Tetra.

Quelle di ultima generazione hanno anche un link Bluetooth, utile per interfacciarsi con sensori fra i più disparati, dai cardiofrequenzimetri che permettono di verificare le condizioni dell'operatore a un segnalatore dell'estrazione della pistola dalla fondina. Già oggi, però, esistono software, come il Motorola CommandCentral Aware, che aggregano i dati più diversi, da quelli delle bodycam e dei sensori fino a quelli degli schedari ufficiali e a quelli reperibili nei Social Media, in modo da avere da subito un flusso informativo efficace e flessibile.

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