Pirelli Connesso e colorato al Salone di Ginevra 2017: taylor-made del futuro

In un'intervista al Salone di Ginevra 2017 Marco Sabatini e Alfredo Balini ci hanno spiegato le scelte che hanno portato ai nuovi prodotti Pirelli

 
Pirelli Connesso e colorato al Salone di Ginevra 2017: taylor-made del futuro In un'intervista al Salone di Ginevra 2017 Marco Sabatini e Alfredo Balini ci hanno spiegato le scelte che hanno portato ai nuovi prodotti Pirelli

In un'intervista al Salone di Ginevra 2017 Marco Sabatini e Alfredo Balini ci hanno spiegato le scelte che hanno portato ai nuovi prodotti Pirelli

14 Marzo 2017 - 11:03

In occasione del Salone di Ginevra 2017 abbiamo avuto modo di intervistare direttamente allo stand Pirelli sia Marco Sabatini, Responsabile dello Sviluppo, che Alfredo Balini, Responsabile Process and Equipment R&D (leggi tutte le novità presenti al Salone di Ginevra 2017 grazie al nostro speciale dedicato al Salone). Novità interessanti quest'anno per il brand, che alla kermesse ginevrina ha portato sotto i riflettori delle gomme che da un lato anticipano quel futuro che fino a pochi anni fa potevamo solo immaginare, dall'altro cercano di curare e coccolare i clienti che cercano più personalizzazioni possibili per le proprie auto. Si apre così una nuova era di servizi e possibilità, che si collegano direttamente son lo smartphone ed aiutano ad anticipare le operazioni.

BELLI E CONNESSI Al Salone di Ginevra 2017 il Costruttore di pneumatici Pirelli ha lanciato delle importanti novità per quanto riguarda i propri prodotti ma, soprattutto, per i propri servizi. La piattaforma di connettività sviluppata dal brand della P lunga permette, grazie ad un sensore posto nella parte interna della gomma, di monitorare costantemente tutti i parametri vitali e di funzionamento di ogni pneumatico, consultabili direttamente da un app su smartphone che sarà costantemente aggiornata (leggi del debutto della piattaforma connessa Pirelli al Salone di Ginevra 2017). C'è poi una novità estetica, direttamente mutuata dalla Formula 1 e che cerca di offrire un prodotto personalizzato per ogni cliente: strisce colorate sulla spalla delle gomme, che non indicano più la mescola ma saranno esclusivamente un appannaggio estetico dedicato a prodotti Pirelli P Zero e, successivamente, Pirelli Winter Sottozero.

Pirelli vuole cominciare a connettere in modo intelligente auto e gomma. Com'è possibile?

Pirelli Connesso è un primo esempio di connettività tra pneumatico e l'utente finale. La tecnologia fa perno su un sensore posizionato nella gomma, che oltre a pressione e temperatura pneumatico misura anche il carico statico medio (quindi l'impronta a terra, ndr) ed il consumo del battistrada. Il sensore comunica via bluetooth con lo smartphone ed in teoria il telefono potrebbe ricevere informazioni anche da remoto, così da abilitare anche una serie di servizi: se un battistrada ha un residuo di 5.000 km si può prenotare in automatico il dealer, così da ottimizzare i tempi. Parallelamente ci sono poi dei warning veloci, come nel caso di un calo improvviso della pressione, con poi la possibilità di contattare un'officina vicina ed ottenere assistenza nel minor tempo possibile. Questa piattaforma sarà sul mercato a Luglio, infatti non è un concept ma un prodotto fatto e finito, ma ugualmente stiamo già lavorando anche su delle piattaforme più evolute da offrire in secondo momento: a fine del 2018 rilasceremo un'altra versione, che si aggiornerà in tempo reale poiché la misura dell'impronta a terra sarà calcolata ogni giro ruota e non ogni 30 secondi come ora.

Come viene rilevata la percentuale di consumo?

Vengono rilevate delle grandezze grezze intrinseche, poi mandate ad un cloud che fa dei conti più sofisticati e reinviate all'app per restituire un risultato. Temperatura e pressione sono sempre aggiornate, così come anche il consumo, anche se l'aggiornamento di quest'ultimo avviene solo in movimento.

E' prevista l'integrazione direttamente con il sistema multimediale dell'auto, bypassando l'applicazione esterna?

Si. Stiamo lavorando con alcune case auto per l'integrazione totale della piattaforma grazie al primo equipaggiamento. In questo caso si può pensare di aggiungere altre caratteristiche, come l'identificativo della gomma ed il far riconoscere all'auto stessa la tipologia di gomma montata (invernale, stradale o slick, ndr), in modo tale che autoregoli alcuni parametri di conseguenza. In più ci saranno anche alert in situazioni particolari quindi se hai la gomma consumata all'85%, non da sostituire perchè ancora entro i limiti di legge, ma si è in presenza di una forte pioggia può avvisare di fare ancora più attenzione perché potrebbe verificarsi acquaplanning.

Altra novità è quella del colore su queste gomme. Esperienza mutuata dalla Formula 1, ma cosa cambia?

In anni di Formula 1 abbiamo introdotto un concetto, quello di associare una mescola ad un colore e, visto il successo, abbiamo pensato di trasferire questo format anche sui prodotti stradali, per ora nel settore alto di gamma. Naturalmente è stato scelto un layout che richiamasse la Formula 1 ma che possa anche far riconoscere immediatamente il brand ed il prodotto in sé. Ci siamo mossi per prima cosa con dei sondaggi, per capire se ci fosse o meno interesse da parte dei clienti legati dalle case auto di lusso, ed al 70% di questi clienti piacerebbe avere una gomma colorata. Di questi, poi, il 50% addirittura lo vorrebbe personalizzato con il suo colore.

Quindi non sarà più un colore legato alla tipologia di pneumatico, ma sarà in un qualche modo libero?

Esatto. Sganciamo il discorso della mescola, ma lo leghiamo esclusivamente ad un discorso di estrema personalizzazione. Ci sentiamo di dire che potremmo soddisfare il cliente con circa 3.000 colori disponibili, anche se naturalmente siamo partiti con quattro colori base: bianco, silver, rosso e giallo.

Si può pensare quindi ad adottare questi pneumatici come primo equipaggiamento e colorarli con lo stesso colore del quale è l'auto scelta dal cliente?

Si parla qui di un concetto taylor-made, che è proprio il nostro target attuale. Partiremo per adesso con un equipaggiamento aftermarket, perché c'è bisogno che le case deliberino ed omologhino queste gomme, ma la nostra linea guida è anche quella di fornirlo alle case auto, che possono offrirlo ad personam.

Cosa può cambiare dal punto di vista dello sviluppo, per una gomma simile?

Fare un fianco colorato ad una gomma da F1 è relativamente semplice, considerando che la sua durata è al massimo di un weekend, ma sulle auto di serie la durata deve essere significativa, così ci siamo imposti una durata minima di un anno del colore in condizioni meteo abbastanza severe. Questo ha portato a dover sviluppare un qualcosa che, rispetto alla normale gomma tutta nera, avesse un fianco chimicamente predisposto ad accettare il colore, ma allo stesso tempo avesse le stesse prestazioni del nero. Abbiamo pensato alla produzione di pneumatici neri ma che siano predisposti ad accettare il colore in un processo che avviene in secondo momento, a richiesta. Il tutto è composto da elementi: base per legare con il fianco del pneumatico, dei pigmenti di colore ed uno strato protettivo esterno contro agenti atmosferici ed altri prodotti che possono venire a contatto.

Vi siete “imposti” la durata del colore per un anno, ma se dovesse sbiadire o avere dei problemi prima è prevista una sorta di garanzia?

Ci possono essere due tipi di problemi: si scolorisce o vai contro un ostacolo. In caso di urto non possiamo far nulla, in caso dovesse cominciare a cancellarsi noi forniamo in vanity kit specifico per ripassare e rinnovare il colore, un po' come fanno i carrozzieri con i piccoli ritocchi di carrozzeria.

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