Perché MCTC-Net2 non funziona: confessione di un addetto alle revisioni

Riuscirà MCTC-Net2 a rendere più serie le revisioni "à l'italienne"? Vedremo, per ora raccogliamo il parere di un addetto ai lavori avvilito

22 settembre 2015 - 19:23

SicurAUTO non poteva non occuparsi delle revisioni e della loro validità, con un particolare riguardo al nostro Paese che avrebbe bisogno di un sistema serio dato che ha un parco circolante fra i più anziani d'Europa. Abbiamo già pubblicato diversi post sull'argomento e in questo contibuto esclusivo possiamo conoscere il pensierodi una persona che opera nel settore da anni e che si dibatte quotidianamente fra la necessità di lavorare e la serietà del lavoro che svolge.

UTILE CONTROLLO O TASSA DA PAGARE? – Un veicolo non è una sedia, il cadere dalla quale non presenta quasi rischi: se succede qualcosa ad una sospensione o ai freni o allo sterzo, le conseguenze sono molto serie. La sicurezza è un concetto dinamico, anche se un'auto nasce sicura – e quelle di oggi lo sono certamente, grazie anche ai nuovi sistemi ADAS (leggi come funzionano quelli Bosch) – per conservarsi tale va controllata periodicamente: le revisioni servono proprio a verificare la presenza dei requisiti minimi che rendono sicura la circolazione di un'automobile. Purtroppo nel nostro Paese la revisione viene vista da molti non come un controllo necessario per la propria e l'altrui sicurezza ma soltanto come una “sbarra” che, per alzarsi e consentire la circolazione (magari ad un'auto malconcia) ha solo bisogno del fatidico pagamento di 65 €.

MOLTE COSE DA RIVEDERE – SicurAUTO ha raccolto la testimonianza di un Responsabile Tecnico di un centro revisione veicoli che preferisce restare nell'anonimato. Pubblichiamo degli stralci della sua interessante lettera:

Svolgo questo lavoro da quasi 19 anni, ho iniziato nel 1997 quando le revisioni nei centri privati erano una novità (…) Noi responsabili tecnici siamo i diretti garanti della revisione che eseguiamo (quindi unici destinatari della norma penale!!!) (…) Non è raro che il responsabile tecnico sia solo un dipendente, perciò gli si chiede di andare contro i propri doveri per il “bene dell'azienda”. C'è chi non si fa scrupoli perché non abbastanza informato sulle norme e chi, come me, il problema se lo pone eccome. Il responsabile tecnico a questo punto deve scegliere fra due strade: chiudere un occhio (spesso entrambi) oppure dimostrarsi intransigente e negare la revisione, cosa che mette in difficoltà il proprietario del centro che vorrebbe accontentare il prezioso cliente, e in alcuni casi il responsabile tecnico viene minacciato dal proprietario che ogni mese deve far tornare i conti del suo investimento (…) In tutti questi anni il Ministero ha cercato di cambiare tanti aspetti delle revisioni, ma mai focalizzando il suo interesse sulla nostra figura, lasciandoci in balia di problematiche serie (quante denunce e richiami da parte dell'amministrazione ci sono sui responsabili tecnici). Chiunque, nella propria zona, sa quali sono i centri che fanno le revisioni “alla buona”, eppure non si sa come continuano imperterriti nella loro attività. I controlli sono diventati rari, direi rarissimi, sono superficiali e inutili al fine di scoprire chi non lavora in conformità alle norme (…) Anche l'automobilista è, per così dire, solo: fra le campagne Pubblicità Progresso ne andrebbe inserita una che focalizzi il concetto che una revisione approfondita sia un suo diritto e che andrebbe fatta accuratamente perché su quel veicolo viaggia lui e la sua famiglia.

UN SEGNALE DI CAMBIAMENTO? – Chi ha scritto ha indicato uno dei mali delle revisioni italiane: la possibilità di far “passare” un'auto che non frena e inquina forzando e imbrogliando gli strumenti, come già denunciato nel post revisione auto facili: il punto di vista di un addetto ai lavori, pubblicato più di tre anni fa. Il tempo comunque non sembra essere passato invano, dato che per le revisioni auto nel 2015 cambia tutto con l'introduzione del nuovo protocollo di comunicazione MCTC-Net2. Esso invia i dati direttamente alla Motorizzazione e prevede anche lo scatto di una foto della targa del veicolo in collaudo. Il nostro interlocutore non è molto convinto, pensa che si possa ingannare la fotocamera che rileva la targa e parla addirittura di come il nuovo sistema possa servire a muovere il mercato delle attrezzature perché da troppo tempo fermo ma, in attesa di un riscontro certo, possiamo riportare quanto detto in occasione di un convegno di Confartigianato che si è svolto il 17 settembre a Roma. Il nuovo protocollo – che ha richiesto un investimento complessivo di più di 100 milioni da parte degli operatori – sembra però presentare, nel versante del sistema ministeriale, rallentamenti che limitano il numero delle revisioni che un centro riesce a fare. Questo “collo di bottiglia”, che l'Associazione sostiene risolvibile con semplici modifiche, si innesta sul preesistente problema di redditività, dato che le tariffe per le revisioni sono bloccate dal 2004. A tal proposito un dirigente del Dipartimento Trasporti Terrestri del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha rassicurato gli operatori riportando come si stiano definendo provvedimenti che rispondono ad una parte delle richieste dei revisori, compresa l'idea di agganciare le tariffe all'indice dei prezzi dell'Istat, in modo da tener conto dell'aumento dei costi.

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