Pedone distratto dal cellulare: multato!

Attraversare la strada è un diritto dei pedoni, ma col dovere di farlo in sicurezza, e non guardando il cellulare. I carabinieri entrano in azione

21 gennaio 2015 - 10:00

È successo ad Appiano Gentile (Como), verso le 9.30 di qualche giorno fa: una donna, mentre camminava in strada telefonando col cellulare in mano, s'è vista appioppare una multa di 25 euro dai carabinieri. Il motivo? Rappresentava un pericolo per la sicurezza stradale: “Sostava sulla carreggiata senza che ci fosse la necessità e per di più si trovava al centro della carreggiata, dopo una curva, con il cellulare in mano”. La donna ha subito pagato la multa, che grazie alle normative vigenti ha potuto usufruito di una riduzione del 30%.

LA VERSIONE DELLA DONNA – “L'auto dei carabinieri aveva i lampeggianti accesi – dice la signora (foto corriere.it) -. Dal finestrino, mi hanno chiesto cosa stessi facendo, e ho risposto che stavo andando a prendere il bus. Mi è stato detto che non potevo stare lì, a piedi. Poi hanno aggiunto che quel punto era pericoloso e che stavo anche telefonando. Ho cercato di spiegare la situazione ma non c'è stato nulla da fare. Ci siamo spostati poco più avanti e mi hanno dato la multa. Ho pagato subito. Con lo sconto del 30 per cento concesso dalla normativa, la multa è scesa a 17,5 euro, 19 con le varie spese. Adesso, devo anche stare attenta a come mi muovo per andare a lavorare, altrimenti spendo più di quello che guadagno per le multe”.

COME STANNO LE COSE – È vero che i pedoni sono utenti deboli della strada, da tutelare, e che se proprio occorre multare qualcuno è bene indirizzare le proprie attenzioni verso chi viaggia ben oltre i limiti in auto, e verso chi commette altre imprudenze guidando qualsiasi veicolo a motore. Ma la signora, in effetti, costituiva un pericolo. Sarà pure un caso rarissimo, come le multe a chi è sanzionato se attraversa con il rosso pedonale. Ma il problema è frequente: le distrazioni dei pedoni possono risultare micidiali, per se stessi e per tutti gli utenti della strada. Quindi, la multa appare condivisibile, anche perché il Codice della strada impedisce di sostare in piedi o camminare sulla carreggiata. Poi, che sulle strade italiane ci siano comportamenti scorretti, illegali, dannosi o pericolosi non sanzionati, questo è un altro discorso. La multa può essere un campanello d'allarme per tutti i pedoni che, nel nostro Paese, si distraggono molto facilmente in strada, anche quando attraversano lì dove non consentito, o quando non permesso, per via dello smartphone, mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella altrui. Ormai, l'utlizzo degli smartphpone da parte dei pedoni pare quasi compulsivo, fuori controllo. Occorre tutelare per primi i pedoni, se necessario anche con qualche multa: obiettivo, proteggere un utente debole.

L'ESPERIENZA DEL PASSATO – Se la donna era in mezzo alla carreggiata (cioè in un punto pericoloso per i pedoni e per le auto), lontana dalle strisce pedonali, la multa è lecita. Con l'aggravante della distrazione dovuta al telefonino. D'altronde, a ottobre 2013, a Milano (Famagosta), si verificò un gravissimo sinistro, con una donna incinta che attraversava fuori dalle strisce (morti la signora, il piccino in gremo, e un altro piccolo): allora, furono in molti a chiedere maggiori controlli proprio nei confronti dei pedoni, troppo spesso mine vaganti, pericoli per se stessi. Esistono anche diverse sentenze in materia: danno torto ai pedoni investiti se distratti. In particolare, la Cassazione, con sentenza depositata il 5 marzo 2013, numero 5399, ha confermato la decisione data dalla Corte d'appello di Roma che aveva ritenuto una donna di 72 anni, investita da un'auto mentre attraversava fuori dalle strisce pedonali, responsabile dell'incidente per il 70%, residuando a carico dell'automobilista il 30% della colpa. La Corte d'appello ha dato peso a tutti gli elementi provati sull'imprudenza della donna, applicando il principio per cui il pedone che attraversa fuori dalle strisce deve dare precedenza ai veicoli.

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