Omicidio stradale: ecco la bozza che promette 18 anni di carcere

Ecco le modifiche approvate dal Senato al ddl sull'omicidio stradale e revoca della patente. Grande la soddisfazione di Confarca

26 maggio 2015 - 9:00

Ogni promessa va rispettata; la nostra mission è quella di tenervi informati, il più possibile, in merito agli argomenti che riguardano la nostra sfera professionale. Abbiamo ampiamente parlato, da subito, del ddl sull'omicidio stradale, stavolta però vi proponiamo il testo contenente le modifiche, che hanno ricevuto l'ok della commissione di Giustizia del Senato.

LE ULTIME NOVITA' – Saranno previste pene più severe per chi al volante provoca morte o lesioni e poi si dà alla fuga. È prevista una pena massima di 12 anni nel caso in cui si procura la morte guidando in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe, così come è confermato il ritiro della patente fino a 30 anni.È prevista un'aggravante per chi fugge, la pena massima sale da 12 a 18 anni. Il ddl è stato praticamente votato all'unanimità dai componenti della commissione.

IL TESTO APPROVATO DAL SENATO – Di seguito trovate alcuni stralci del testo approvato dalla commissione di Giustizia del Senato. Ad ogni modo potete leggere il documento integrale in allegato a questo articolo.

“Proposta di modifica al Nuovo Testo del DDL n. 859, 1357, 1378, 1484, 1553”

NT2

La Commissione

Modifiche al codice penale e introduzione del reato di omicidio stradale e nautico e del reato di lesioni personali stradali e nautiche.

Art.1

(Introduzione del delitto di omicidio stradale e nautico)

1.Nel codice penale, dopo l'articolo 589 è inserito il seguente:”Articolo 589-bis (Omicidio stradale e nautico) – Chiunque ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettere b) e c) e 187 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, cagiona per colpa la morte di una persona, è punito con la reclusione da otto a dodici anni.

La stessa pena si applica a chiunque alla guida di un veicolo a motore, dopo aver cagionato, per colpa, la morte di una persona, si rifiuti di sottoporsi agli accertamenti dello stato di ebbrezza alcoolica ovvero di alterazione correlata all'uso di stupefacenti o di sostanze psicotrope ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 7 e 187 comma 8 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modifiche.

Le stesse pene si applicano al conducente di un natante o di un'imbarcazione o di una moto d'acqua il quale, ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, cagioni per colpa la morte di una persona.

….Si applica la pena della reclusione da otto a dodici anni al conducente di un veicolo a motore o di un natante o di un'imbarcazione o di una moto d'acqua, che si dia alla fuga, rendendosi irreperibile, dopo aver cagionato per colpa un sinistro stradale con violazione delle norme sulla disciplina stradale o del Codice della Navigazione o con inosservanza delle disposizioni emanate dalle Capitanerie di Porto competenti, dal quale sia derivata la morte di una persona.

Qualora il conducente cagioni la morte di più persone, la pena può essere aumentata sino al triplo, ma non può superare gli anni 18. “

LA SODDISFAZIONE DI CONFARCA – Paolo Colangelo, presidente di Confarca (Confederazione Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici), commentando il primo sì in Commissione Giustizia del Senato al disegno di legge sull'introduzione del reato di omicidio stradale, con pene fino a 18 anni di reclusione, ha manifestato tutto il suo entusiasmo : “si tratta di un ulteriore passo in avanti in una battaglia di civiltà e l'introduzione della nautica è una novità che serve a mettere in sicurezza il nostro mare, spesso teatro di tragedie dettate dalla mancanza di disciplina. Finalmente riscontro un ulteriore passo in avanti in una battagli di civiltà che da anni ci vede al fianco di familiari ed associazioni delle vittime della strada.” Colangelo ha così concluso: “L'auspicio dell'intera categoria rappresentata da Confarca è che a fine giugno si arrivi all'approvazione in Aula di un testo che preveda pene esemplari per chi ha  distrutto intere famiglie e spezzato vite. Una legge che aspettiamo da anni e che finalmente a breve potrebbe arginare l'ancora elevato numero di incidenti mortali che ogni anno, in strada ed in mare, si registrano su tutto il territorio nazionale.”

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