Nuova Jeep Wrangler 2018: prova su strada in anteprima

Due sistemi di trazione integrale per scalare le montagne, tecnologia e sicurezza per l’uso urbano e due nuovi motori: ecco la nuova Jeep Wrangler

Nuova Jeep Wrangler 2018: prova su strada in anteprima
Oltre settanta anni fa nasceva Jeep Wrangler, veicolo da guerra diventato pian piano un simbolo per il marchio Jeep ed un "must" per tutti gli amanti della guida fuori strada. Oggi la Jeep Wrangler arriva alla quarta generazione ispirandosi ai modelli precedenti che ne hanno fatto la storia, ma aggiungendo tanti tocchi di modernità. Un look fresco, l'ampia possibilità di personalizzazione, ma soprattutto interni completamente rinnovati ed una dotazione tecnologica senza precedenti rappresentano le principali caratteristiche della nuova Jeep Wrangler 2018. Il tutto senza però scordare la sua indole composta dalle grandi capacità off-road, ora amplificate e perfezionate da diversi accorgimenti tecnici come due sistemi di trazione integrale, supportati dall'arrivo di due nuove motorizzazioni. Abbiamo provato la nuova Jeep Wrangler in quello che possiamo definire il suo habitat naturale, il Jeep Camp di Spielberg, in Austria: ecco come è andata.

CENNI STORICI NEL LOOK 

Una flotta di Wrangler era già pronta ad accoglierci appena scesi dall'aereo, lo stile rimane inconfondibile e si riallaccia al passato del modello, ma qualche differenza si è fatta immediatamente notare. La classica griglia a sette rastelli infatti va ad intersecarsi con nuovi fanali circolari, così come era sulla Wrangler CJ del 1941, e la stessa forma trapezoidale della griglia fa riferimento ad un altro classico, la Wrangler TJ. Nonostante il richiamo storico, i fanali sono completamente inediti e presentano una tecnologia LED pensata e sviluppata da Magneti Marelli: con 7 LED superiori a cui se ne aggiungono altri 5 inferiori per migliorare il fascio luminoso. Anche i gruppi ottici posteriori presentano un evidente differenza, mantengono la tradizionale forma quadrata ma sono nettamente evoluti in grandezza, e anch'essi dotati di fari a LED. Per renderla ancora più selvaggia è stato studiato un apposito sistema di viti e bulloni che consente di denudare completamente la Jeep Wrangler: parabrezza, sportelli, tetto possono essere smontati e rimontati in pochi minuti; circa 15 secondo la Casa, ma bisognerebbe misurare il tempo reale che impiegherebbe un cliente poco pratico. Per semplificare le operazioni comunque, sono previsti nella dotazione attrezzi utili allo smontaggio e vani per riporre i bulloni. Gli allestimenti offerti sono tre, il base Sport, il "cittadino" Sahara ed infine il Rubicon, animale da off-road, ma le personalizzazioni sono centinaia, iniziando già da tre tipi diversi di tetto tra cui il nuovo Sky One Touch elettrico, una copertura di tela che dà alla nuova Wrangler le sembianze di una super muscolosa cabrio. Vario anche il ventaglio del design cerchi, compresi in dimensioni tra 17'' e 18'', ma soprattutto sulla Rubicon sono offerti di serie cerchi in lega da 17'' abbinati a pneumatici fuoristrada da 32 pollici BFGoodrich Mud-Terrain (scopri anche le BF Goodrich KM3 per terreni difficili).

SPIRITO MODERNO 

Anche per gli interni si è tratta ispirazione da modelli storici, come spiega il Capo Designer Jeep Chris Piscitelli: "Ogni anno andiamo al Moab Easter Jeep Safari per captare cosa vuole un vero appassionato Jeep, e come per gli esterni abbiamo preso spunto dal passato: la plancia si sviluppa in orizzontale sul modello della Willys, ma segue il disegno trapezoidale della TJ". Inoltre li definisce "Gli interni più raffinati di sempre per Wrangler", e in effetti si vede: meno plastica e materiali di qualità, rivestimenti in pelle ed elementi in metallo, almeno per quanto riguarda gli allestimenti Sahara e Rubicon, oggetto del nostro test. Ma ciò che più colpisce è il grande e inedito schermo touch screen, disponibile da 7'' o 8,4'', dotato di un'ottima definizione e dell'ultima generazione dell'infotainment Uconnect per gestire al meglio le funzioni della vettura, di navigazione e multimediali. L'abitabilità è leggermente migliorata grazie al passo allungato di 4 cm, per i più "cittadini" segnaliamo la presenza di un vano nella console centrale (diventata più grande) studiato appositamente per contenere lo smartphone (sai che Land Rover aveva pensato agli smartphone per fuori strada?), il quale può essere collegato all'infotainment compatibile con Apple Car Play e Android Auto. Ai più avventurosi consigliamo invece l'allestimento Rubicon, leggermente più spartano e caratterizzato da dettagli in rosso acceso, ma distinguibile soprattutto dal grande pulsante per comandare il differenziale. Salto in avanti anche sul lato sicurezza visto che ora la Wrangler offre fino a 65 dispositivi di assistenza, tra cui di serie il Blind Spot Monitoring, la telecamera posteriore, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, e il sistema antiribaltamento ERM.

NOVITÀ SOTTO AL COFANO 

Al di là del look arriviamo ad uno dei capitoli più interessanti: la gamma motori, composta da due nuove propulsioni, una per alimentazione. Il turbo diesel 2.2 Multijet II è forse il più adatto ad un uso cittadino, sviluppa 200 CV ma fa leggermente più fatica nell'offroad dove serve una maggiore spinta nell'immediato, nonostante non trovi poi alcuna difficoltà nell'affrontare i tratti più impervi. Il nuovo sistema EGR multiway inoltre lavora per contenere le emissioni, il motore è omologato per le ultime normative Euro 6-D e da Jeep promettono addirittura un -15% di CO2 rispetto alla precedente generazione. Dall'altra parte troviamo il nuovo turbo benzina 2.0 a quattro cilindri, più performante con 272 CV, che per la prima volta unisce diverse tecnologie: turbo Twin Scroll, un sistema CEGR, l'iniezione diretta centrale e un sistema di raffreddamento a fluido indipendente di aria in aspirazione. Per avere il benzina bisogna però aspettare il terzo quadrimestre del 2018, in ogni caso tutti e due i propulsori sono abbinati a un nuovo cambio automatico a otto marce che si dimostra fluido e scorrevole sui tratti autostradali e pronto e preciso durante l'off-road.

PENSATA PER ESSERE SELVAGGIA 

Accanto al cambio è presente la leva di ripartizione da attivare per affrontare le montagne,  la quale consente di scegliere tra quattro modalità di guida: 2H per le due ruote motrici, 4H auto a quattro ruote motrici Full Time Active, 4H part time e 4L per le marce ridotte. A seconda degli allestimenti sono inoltre disponibili due sistemi di trazione integrale: il 4x4 Command Trac per Wrangler Sahara e Sport, con  rapporto massimo di riduzione pari a 2:72 di serie, e il 4x4 Rock-Trac con riduttore 4LO e rapporto finale pari a 4:1 con bloccaggi elettrici dei differenziali, di serie su Wrangler Rubicon. A questi si aggiungono piastre di protezione e ganci di traino posteriore, una capacità di guado fino a 76 cm, capacità di traino fino a 2.500 kg e angoli ai vertici della categoria (angolo d'attacco 36,4°, angolo di dosso 25,8°, angolo di uscita 30,8°); queste caratteristiche hanno permesso alla nuova Jeep Wrangler di ottenere la certificazione Trail Rated, basata su test estremi di trazione, guado, manovrabilità, articolazione e altezza da terra.

LA PROVA ESTREMA 

Il nostro test si è svolto tra le strade extra urbane dell'Austria e l'impegnativo percorso off-road del Jeep Camp, con due prove di difficoltà dedicate agli allestimenti Sahara e Rubicon. Nel primo caso la Sahara si è dimostrata effettivamente confortevole negli spostamenti su asfalto, al contrario la Rubicon è risultata leggermente più rumorosa e, a causa delle ruote da off-road, meno manovrabile negli spostamenti su strada. Entrambe invece hanno brillantemente superato ogni tipo di ostacolo off-road, nel nostro caso la differenza tra le due porte della Sahara e le quattro della Rubicon si è fatta sentire: nonostante la seconda fosse più stabile grazie ad un maggior peso, la leggerezza della prima le consentiva una migliore agilità e rapidità nelle scalate. Parliamo comunque di dettagli, perché tutti e due i percorsi erano veramente impegnativi ma mai abbiamo riscontrato una sensazione di pericolo e instabilità, aiutati dalle marce ridotte e da sistemi di assistenza come l'Hill Discent Control.

NON CAMBIATELA TROPPO! 

È vero, la nuova Jeep Wrangler si presenta con diverse comodità in più per essere bella e adatta anche in città, ma ciò ha anche i suoi contro e una filosofia troppo "moderna" genera piccole perplessità. In primis più tecnologia porta anche maggiori prezzi come dimostrano i listini, anzi il listino al singolare, visto che è stato rivelato solo quello della base Wrangler Sport che parte da 48.000 euro; a settembre saranno ufficializzati anche i valori degli altri due allestimenti, ma indiscrezioni parlano di almeno 10.000 euro in più rispetto alla precedente generazione. Inoltre con le novità tecnologiche, senza ombra di dubbio utilissime, sembra quasi che si voglia rendere la nuova Wrangler troppo cittadina per trasportarla in un'anomala competizione nel segmento dei SUV (che risultano anche i più rubati, scopri i dieci modelli preferiti dai ladri). È un'icona del Marchio e un punto di riferimento per tutti i veicoli e gli amanti dell'off-road, fino ad ora ha venduto ben 5 milioni di esemplari e nel mondo si organizzano continuamente raduni per del modello: la nuova Jeep Wrangler è migliorata sotto diversi punti di vista ed è perfetta così com'è, speriamo che si continui così anche in futuro e che non ci siano stravolgimenti radicali.

Pubblicato in Prove su Strada il 12 Luglio 2018 | Autore: Redazione


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