Stellantis ferma la produzione in Francia: carenza di batterie per auto elettriche
Stellantis sospende temporaneamente la produzione in tre stabilimenti francesi per la carenza di batterie, mentre cresce la domanda di modelli elettrici a lunga autonomia
Stellantis sospende temporaneamente la produzione in tre stabilimenti francesi per la carenza di batterie, mentre cresce la domanda di modelli elettrici a lunga autonomia
Stellantis ha annunciato una serie di sospensioni temporanee della produzione in tre stabilimenti francesi: si tratta di Sochaux, Rennes e Mulhouse. Nei primi due casi, lo stop è dovuto all’insufficiente disponibilità di batterie per le versioni elettriche a maggiore autonomia, dice la Reuters. La situazione riguarda in particolare i modelli destinati alle flotte aziendali, per i quali la domanda sta crescendo più rapidamente della capacità produttiva disponibile. Insomma, la richiesta di macchine è elevata, ma non c’è il pezzo chiave per farle: l’accumulatore.
ALT ALLA PRODUZIONE IN FRANCIA PER STELLANTIS: I DETTAGLI
Lo stabilimento di Sochaux, nell’est della Francia, dove vengono prodotti tra gli altri Peugeot 3008 e Peugeot 5008, interromperà la produzione dal 23 al 30 ottobre. Stellantis ha definito la misura come un intervento una tantum, spiegando che l’obiettivo è adeguare i ritmi produttivi alla domanda ed evitare un accumulo di veicoli non corrispondenti alle richieste del mercato.
Una situazione analoga interesserà lo stabilimento di Rennes, dove la produzione sarà sospesa dal 22 al 30 ottobre. In questo caso, l’impatto riguarda soprattutto la versione elettrica della Citroën C5 Aircross.
BATTERIE AUTO ELETTRICHE E GREEN DEAL: ABBIAMO UN PROBLEMA
Le batterie utilizzate per questi modelli provengono in larga parte da Automotive Cells Company (ACC), società nata dalla collaborazione tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies. ACC sta aumentando progressivamente la propria capacità produttiva nello stabilimento francese di Billy-Berclau-Douvrin, ma la crescita della produzione non è ancora sufficiente a soddisfare completamente le necessità di Stellantis.
L’aumento della domanda ha quindi creato uno squilibrio tra la capacità di fornire le batterie e quella necessaria per mantenere i normali ritmi delle linee di assemblaggio.
ACC, dal canto suo, sostiene che la produzione di moduli nel mese di settembre sarà vicina a quella realizzata complessivamente nel 2025. Afferma inoltre che il processo di industrializzazione e incremento della capacità produttiva sta procedendo e che le consegne sono allineate agli impegni presi.
La vicenda evidenzia uno dei problemi più gravi della trasformazione dell’industria automobilistica europea: produrre più veicoli elettrici non significa soltanto aumentare la capacità delle linee di assemblaggio, ma anche garantire una filiera sufficientemente solida per celle, moduli e sistemi di accumulo.

DOMINIO ASSOLUTO DEL DRAGONE
Si evidenzia ancor più la fortissima concentrazione geografica della filiera mondiale degli accumulatori: la Cina occupa infatti una posizione dominante nella produzione di batterie per auto elettriche. Secondo l’International Energy Agency, nel 2025 il Paese ha rappresentato oltre l’80% della produzione globale di celle per batterie, mentre i produttori cinesi hanno raggiunto una quota di quasi tre quarti delle batterie installate sulle auto elettriche a livello mondiale.
Il vantaggio cinese comprende la produzione dei materiali fondamentali per gli accumulatori: nel 2025 la Cina ha concentrato circa l’85% della produzione mondiale di materiali catodici e oltre il 90% di quelli anodici.
È in questo contesto che aziende come CATL e BYD hanno costruito una posizione di primo piano, beneficiando di economie di scala, esperienza industriale e una filiera molto sviluppata. L’Europa, invece, sta ancora cercando di costruire una capacità produttiva autonoma sufficiente.
QUADRO DELICATO PER STELLANTIS IN ITALIA
La notizia dalla Francia arriva inoltre in un momento delicato per gli stabilimenti italiani. A Mirafiori, Stellantis ha già annunciato il ricorso alla cassa integrazione dal 19 al 30 ottobre sulla linea della Fiat 500 elettrica e ibrida. L’azienda ha descritto la situazione produttiva come complessa, sottolineando al tempo stesso gli investimenti effettuati nello stabilimento e l’incremento della produzione rispetto all’anno precedente.